The Flash 4×22 – Think Fast | Recensione

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…running out of time…

Come visto nell’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione qui – tutti gli sforzi del Team Flash sono ormai rivolti nel cercare un’arma che possa fermare il piano di Thinker, l’Enlightment, che nella pratica si concretizzerà nel lanciare 5 satelliti in orbita geostazionari i quali, una volta sincronizzatisi, causeranno un gigantesco “riavvio” dell’intelligenza della popolazione umana sulla Terra.

Se, come visto sempre nell’episodio precedente, Amunet Black aveva letteralmente forniti i proiettili per abbattere i satelliti, nell’episodio di questo settimana, intitolato Think Fast, al Team Flash rimane l’arduo compito di individuare la posizione dalla quale Thinker li farà partire. E sarà proprio il villain a venire allo scoperto attaccando il sito segreto dell’ARGUS dove è tenuto in custodia Fallout, il meta dai poteri nucleari, che Thinker vuole usare sostanzialmente come una gigantesca fonte di energia per caricare una batteria, l’ultimo pezzo della sua macchina per l’Enlightment.

Al Team Flash rimango quindi solo 12 ore prima che il piano venga avviato. Come entrare nel sito, salvare gli ostaggi e fermare Thinker? L’aiuto sarà doppio: Caitling e Cisco infatti suggeriscono a Barry che è possibile per lui condividere la sua velocità con loro… ovviamente muoversi nel Flash Time non è così semplice come teorizzato e necessita di qualche “prova”…

Intanto Iris è anche concentrata sulla ricerca di Marlize, sperando che la donna possa essere effettivamente usata come leva contro Thinker, mentre le condizioni di Wells peggiorano a vista d’occhio e Cecile è ormai prossima a partorire con alcuni, nuovi e esasperanti, effetti collaterali della gravidanza.

Think Fast ricalca la discreta formula, per ritmo e scelte narrative, dell’ultimo filotto di episodi ma a differenza di questi ultimi non riesce a raggiungere la sufficienza a causa sia di un tono, in alcuni passaggi, eccessivamente scanzonato e di una componente drama gettata un po’ a casaccio in un plot, tutto sommato lineare, ma che comunque deve fare i conti con i soli 45 minuti rimasti a disposizione di questa quarta stagione.

Ecco che quindi vengono un po’ reinserite a forza le trame di Caitlin e della sua ricerca di Killer Frost e quella della bambina di Cecile che, a conti fatti, sembra doversi necessariamente connettersi con il finale di stagione. Sia queste due sotto trame che quella della ricerca di Marlize da parte di Iris però non riescono inserite in maniera organica nel filone narrativo principale dell’episodio risultando sempre poco incisive e appesantite come già detto da tensioni comiche o drammatiche che la serie ha avuto difficoltà a gestire per tutta la stagione e che forse sarebbero dovute essere smorzate al minimo permettendo così al finale di stagione di vivere di un vibrante cliffhanger.

Think Fast soffre anche di una certa “stanchezza” del villain che sta un po’ “girando in tondo” su quello che fino ad un paio di episodi fa sembrava un piano ben congegnato ma che ha assunto in questo episodio toni grotteschi oltre che aver perso quella razionalità di fondo che aveva aiutato il personaggio a catturare l’interesse del pubblico.

Si salva la regia che pur dovendo rincorrere una sceneggiatura erratica riesce a confezionare due scene “d’azione” degne di note: quella iniziale di Thinker e quella del salvataggio di Barry.

L’episodio in definitiva non raggiunge la sufficienza perché sembra, in più frangenti, essere un episodio di passaggio e si perde in filoni narrativi secondari anziché capitalizzare sul cliffhanger propedeutico al season finale.

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