Arrow 6×17 – Brothers in Arms | Recensione

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Something to ease the pain.

La settimana scorsa abbiamo visto il miglior episodio di questa travagliata sesta stagione di Arrow – la nostra recensione qui.

L’episodio in questione aveva bellamente ignorato le trame, principali e secondarie, della stagione e si era concentrato su Thea Queen, personaggio che almeno per il momento non vedremo più nella serie, confezionando un eccellente episodio di “addio” che aveva evidenziato in maniera drammatica alcune, ormai croniche, mancanze dello show come un villain che esaltasse il ruolo degli eroi/protagonisti, l’azione ben dosata e realizzata e soprattutto l’idea che Arrow, pur inglobando aspetti da drama spesso molti spinti, sia una serie su un arciere che combatte il crimine, un eroe e cosa questo significhi.

L’episodio di questa settimana, intitolato Brothers in Arms, continua per certi versi il discorso iniziato la scorsa settimana ma ritorna prepotentemente sulle trame principali della stagione.

Fin dove si estende l’influenza di Diaz a Star City? Oliver e Dinah, dopo una retata fallita, capiscono che va ben oltre il solo dipartimento di polizia. Ma è possibile che Diaz abbia sul suo libro paga una intera città solo per dei traffici di droga? Oliver come Green Arrow decide comunque di seguire questo unico indizio ma ben presto dovrà scontrarsi con Diggle.

Fra i due infatti l’acredine sta aumentando vertiginosamente a causa proprio dell’identità di Green Arrow: Diggle non si capacita del fatto che Oliver sia tornato sui suoi passi e voglia tenere per sé il costume. Lo scontro prima verbale passerà velocemente sul piano fisico.

Questo non impedirà però ai due di individuare il deposito di Vertigo di Diaz mentre Dinah e la sua squadra di poliziotti “puliti” viene accerchiata proprio dagli uomini di Diaz.

Brothers in Arms si concentra nel chiudere una trama aperta ad inizio stagione e che fu propedeutica ad un ottimo filotto di episodi ovvero quelli in cui Oliver aveva dismesso i panni di Green Arrow in favore di quelli del mentore.

L’episodio prende finalmente di petto la questione con il confrontro/scontro fra Oliver e Diggle con alcuni ottimi momenti figli del già ottimo dialogo fra Oliver e Thea dello scorso episodio. Pur non essendo perfettamente orchestrato e soffrendo di alcuni momenti un po’ banali, il suddetto scontro è ben esemplificato nel punto di vista di Diggle: non si tratta del manto di Green Arrow in sé per sé quanto piuttosto della leadership stessa di Oliver e delle scelte che questa ha comportato.

Diggle rimprovera all’amico e alleato di essersi “diviso” in troppi ruoli – sindaco, eroe, padre – perdendo in qualche modo la lucidità in momenti fondamentali e permettendo a Diaz di prendere il controllo della città senza troppi sforzi e soprattutto sotto il loro naso.

Il nucleo del confronto è quindi un classico tema degli eroi urbani: quanto effettivamente la loro attività fa da deterrente e quanto invece mette le città dove operano alla mercé dei villain?

L’abbandono di Diggle quindi sembra inevitabile e Oliver si ritroverà nuovamente da solo nella sua crociata.

In questo senso l’episodio funziona bene, non quanto quello precedente, e si avvicina ancora una volta a quei temi “fumettistici” che troppo spesso vengono dimenticati.

Funziona anche una regia semplice ma ben ritmata che utilizza le scene d’azione per spezzare la tensione. Scene d’azioni semplici ma efficaci in cui la CGI si affaccia per regalarci una delle trick arrow più belle di sempre!

L’episodio cala invece inevitabilmente, ed ancora una volta, sul villain Diaz ancora troppo stereotipato e sulla trama secondaria con protagonisti Dinah e Curtis. E’ impossibile non notare però come gli showrunner e sceneggiatori soprattutto negli ultimi episodi stiano cercando di riprendere quel mantra di inizio stagione che sembrava voler riportare la serie ad un approccio più semplice e diretto.

Arrow si ferma un paio di settimana prima di tornare con il filotto di 6 episodi finali e forte del rinnovo per la settima stagione: si delineare un finale che sancirà un ritorno alle atmosfere delle prime stagioni oppure sarà un cliffhanger che svilupperà ulteriormente le trame spesso intricate di questa stagione?

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