Arrow 6×16 – The Thanatos Guild | Recensione

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Running from something or toward something…

Avevamo lasciato Arrow circa due settimane fa con un episodio solido ma non esaltante – la nostra recensione qui – che aveva sancito il ritorno di Thea nei panni di Speedy ed il ritorno sulle scene anche di Roy Harper con il villain Ricardo Diaz tutt’altro che timido nel mostrare sia al Team Arrow che agli Outsiders la sua arma più letale: il controllo del dipartimento di polizia e delle principali infrastrutture di Star City attraverso una fitta rete di corruzione.

Nell’episodio di questa settimana intitolato The Thanatos Guild, Curtis e Dinah sono impegnati a cercare alleati “puliti” all’interno del SCPD – e con Renee ormai fuori gioco come visto negli scorsi episodi – mentre il Team Arrow dovrà per un attimo tralasciare la minaccia di Diaz per fronteggiare invece quella proveniente dal passato di Oliver e non solo.

Thea e Roy, come suggerito dallo stesso Oliver alla fine dello scorso episodio, infatti sono pronti a lasciare insieme Star City ma la loro partenza verrà interrotta da Nyssa Al Ghul!

La donna avverte il Team Arrow che una cellula segreta della Lega degli Assassini, denominata Thanotos Guild e capeggiata da Athena, sta cercando di riformare la letale setta – sciolta e rimasta senza guida dopo la morte di Malcolm Merlyn alla fine della quinta stagione – e per farlo ha bisogno di una mappa nascosta dallo stesso Merlyn che può essere rintracciata e decifrata solo dall’erede dell’ex-Ra’s ovvero lo stesso Malcolm.

Pur riluttante Thea ed il Team Arrow decidono di aiutare Nyssa in questo mortale gioco di potere sperando di potersi così sbarazzare della Lega una volta per tutte affidandone proprio a lei la guida. Dopo alcuni scontri quasi fatali la mappa viene trovata e decifrata delineando uno scenario più complesso di quello inizialmente immaginato che costringerà Thea, Roy e Nyssa a stringere una improbabile alleanza e a lasciare Star City.

The Thanatos Guild è il miglior episodio della sesta stagione di Arrow, ed è una affermazione singolare se si tiene presente che questo episodio è sostanzialmente slegato dalle trame portanti della stagione e serve sostanzialmente per salutare, almeno per il momento, Willa Holland – l’attrice che interpreta Thea Queen.

Gli sceneggiatori fanno un lavoro superbo in questo senso dando un background solido e coinvolgente per l’addio dell’attrice lasciando anche uno spiraglio aperto per un futuro ritorno e per una sviluppo di trama francamente molto più interessante di quelle attuali!

L’episodio evidenzia in maniera molto incisiva sia quello che dovrebbe essere tutte le settimane la serie sia quello che da parecchio tempo, troppo, non va invece.

In un bellissimo confronto/dialogo Thea esprime il suo punto di vista sulla possibilità che Oliver abbandoni il costume rovesciando l’assunto su cui si è poggiato in maniera forse un po’ troppo petulante per gran parte delle ultime stagioni la serie: l’identità di Green Arrow non è un peso ma un modo per essere la parte migliore di sé stessi. Con poche ma efficacissime battute Arrow ritorna ad essere una vera serie di (super)eroi riuscendo in parte anche ad avvicinarsi al materiale originale da cui troppo poco spesso si trae ispirazione relegandolo a fucina per easter-egg vari ed eventuali.

Quello che è mancato ad Arrow nelle ultime stagioni, e questa sesta ahimé non sembra essere da meno, è la presenza di un vero villain che dia uno scopo agli eroi. Il ritorno di Nyssa e della Lega degli Assassini in maniera semplice ma disarmante mostra questa grave mancanza non solo esaltando gli eroi ma premiando tutto l’episodio che è più che godibile e soprattutto scorrevolissimo, qualità quest’ultimo che spesso scarseggia nell’Arrowverse.

Ottima la regia che, forte di un plot solido e concreto, può confezionare ottime scene d’azione anche dal punto di vista delle coreografie ma anche rendere davvero pregnanti i momenti di confronti fra i personaggi in una “introspezione” che non è semplice benzina per una scassatissima macchina da drama forzata.

Difficile che la trama, lasciata aperta, di questo episodio venga ripresa in questa stagione che deve ancora trovare la sua proverbiale quadratura del cerchio. Forse nella prossima, se ci sarà, ma ormai pare scontato il rinnovo per tutte le serie dell’Arrowverse. 

Se c’è una sola cosa che questo episodio ha anche mostrato è che un approccio più semplice e diretto sarebbe stata una formula vincente per rilanciare davvero questa e le altre serie ad essa collegate.

 

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