The Flash 4×16 – Run, Iris, Run | Recensione

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Out think the Thinker…

Escludendo alcuni evidenti passaggi a vuoto fra episodi riempitivi e sperimentazioni in territori prettamente comici, The Flash ha costruito questa quarta stagione intorno ad un villain solidissimo: The Thinker.

Da un lato il villain è stato un perfetto collante per rimettere insieme i pezzi della serie dopo la disastrosa terza stagione, dall’altro ha rappresentato una sfida inedita per Flash ed i suoi alleati se non altro perché basata tutta sull’intelletto e non sulla fisicità come avvenuto nelle precedenti stagioni.

Se l’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione qui – era stato un eccellente “episodio di passaggio”, di cui forse vedremo più in là le conseguenze, con quello di questa settimana intitolato Run, Iris, Run il Team Flash cerca ancora una volta di riorganizzarsi ed affrontare il problema dei restanti 3 meta-umani, escluso Ralph, che avevano ottenuti i loro poteri grazie all’ondata di materia oscura che aveva investito il pullman al momento del ritorno di Barry dalla Forza della Velocità, come visto ad inizio stagione, e che sono l’obbiettivo di Thinker.

Il problema principale per il Team Flash è che Thinker è sempre un passo avanti e Harrison Wells propone di riprodurre l’esperimento che ha donato le sue capacità a DeVoe offrendosi come “cavia” tuttavia le discussioni fra i membri della squadra dovranno bruscamente terminare perché un nuovo meta cerca di rapinare una banca, rapina che fallisce però. Quando Cisco e Joe arrivano sul posto però il meta ha perso i suoi poteri e l’indagine li condurrà ad un altro sospettato, uno dei meta del bus ovviamente, il cui potere è quello di “assorbire” i poteri degli altri meta.

In un rocambolesco scambio Flash perderà la sua velocità che passerà a… Iris!

Run, Iris, Run fa da sbilenco contraltare all’ottimo episodio della scorsa settimana. Se gli sceneggiatori la scorsa settimana erano riusciti a canalizzare lo spirito più fumettoso della serie, questa settimana invece si è preferito un approccio più autoreferenziale che strapperà sicuramente qualche sorriso compiaciuto ai fans a gli spettatori della primissima ora ma che di più non potrà fare purtroppo.

L’episodio ha uno sviluppo piuttosto convulso e cerca di mischiare più volte le carte in tavola cercando di non risultare scontato ma l’espediente dell’inversione dei ruoli fra Barry e Iris così come la sua risoluzione è abbastanza scontato. Se la regia si impegna nel cercare di rendere la narrazione godibile a risentirne è il ritmo sempre molto incerto, un po’ di respiro lo si ha con l’unica scena d’azione con protagonista Iris versione velocista in cui la CGI fa un discreto lavoro.

Di fatto tutto l’episodio è studiato per aggiungere un alleato nelle fila del Team Flash – il meta capace di trasferire i poteri – e legittimare il tentativo di Wells di riprodurre l’esperimento di DeVoe con la costruzione di un elmetto identico a quello di Thinker con il quale non solo riesce ad aiutare una Iris inesperta e per la prima volta sul campo ma anche a rintracciare i nomi degli ultimi due meta mancanti all’appello, vero payoff dell’episodio.

Run, Iris, Run è in definitiva un episodio goffo, poco convincente e auto-referenziale che rappresenta una piccola battuta d’arresto dopo l’ottimo filotto di episodi che The Flash era riuscito ad inanellare nelle ultimi settimane. Inoltre, rispetto alla settimana scorsa, in questo episodi la mancanza del villain principale si avverte in maniera drammatica.

La nota positiva è che a 7 episodi della fine la serie dovrebbe aver presentato tutte le pedine mancanti, bisognerà vedere ora come verranno schierate in previsione della resa dei conti finale.

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