Black Lightning 1×07 – Equinox: The Book of Fate | Recensione

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I’m a hypocrite…

Black Lightning arriva da un filotto di episodi tutt’altro che positivi – la nostra recensione qui. Esaurita la carica di novità e l’impeto delle tematiche sociali con cui è stato, giustamente, promossa, la serie ha messo forse troppa carne al fuoco inserendo con foga personaggi e situazioni che faticano ancora a maturare soprattutto nell’economia dei 13 episodi totali e dei 7 ancora a disposizione.

L’episodio di questa settimana intitolato Equinox: The Book of Fate si muove su più filoni narrativi con Jefferson Pierce/Black Lightning come centro di gravità: l’eroe è diviso fra la caccia a Tobias Whale – di cui ha appresso lo scorso episodio il “ritorno” a Freeland esacerbando i rapporti con l’alleato Gambi – e le preoccupazioni per la scoperta dei poteri della figlia Anissa. In più le strade di Freeland sono ancora invase dalla misteriosa e letale droga Green Light.

Mentre queste tre istanze convergono proprio su Anissa e sull’aggressione alla madre Lynn – vista nell’episodio precedente – causata probabilmente dalla sua ricerca dell’origini dei suoi poteri continua lo strano rapporto fra Gambi e Lady Eve, vera mente criminale dietro la malavita della città. L’uomo fa pressione affinché Whale venga “rimosso” e Eve suggerisce di far fuori il suo luogotenente per impaurirlo ma l’effetto sarà esattamente l’opposto con una escalation in cui la variabile impazzita è proprio Black Lightning che nel frattempo ha localizzato Whale ed è pronto ad incassare la sua vendetta sull’uomo che ha ucciso suo padre… purtroppo però l’esito del primo scontro fra i due non sarà ovviamente risolutivo e farà per giunta una vittima importante.

Equinox: The Book of Fate conferma come Black Lightning sia una serie ancora acerba e soprattutto che ha abbandonato la spinta data dal background socio-politico dei primi episodi in favore di stilemi più “sicuri” che la traghettano senza particolare fatica nel calderone dell’Arrowverse.

L’episodio di questa settimana è a tratti frustrante perché da un lato si appoaggia – in maniera goffa – per struttura e svolgimento alla tipica storia di vendetta dall’altra però cerca quasi di nascondere gli spunti interessanti cioè quelli riguardanti Anissa e Jefferson versione mentore.

Dopo sette episodi è evidente come gli showrunner abbiano pensato a questa serie in rapporto anche alle due giovani coprotagoniste e soprattutto al suo protagonista anche come un mentore e non come un eroe solitario – soluzione che aveva funzionato discretamente per la prima parte della sesta stagione di Arrow – ma paiono timorosi nell’abbracciare questa svolta.

Con una regia che può solo assecondare un svolgimento abbastanza piatto e con scene d’azione ridotte all’osso – lo scontro fra Black Lightning e Whale è troppo breve per essere giudicato positivamente – il peso dell’episodio ricade tutto su alcuni scambi di battute fra Anissa e sua madre Lynn. Fra di loro infatti emerge uno dei temi portanti del supereroismo: l’idea di dover utilizzare i poteri per fare del bene.

Con questo semplice ma efficace idealismo Equinox: The Book of Fate si ricollega idealmente ai primi episodi ma non basta. Come detto l’episodio è piatto e di fatto privo di mordente, stonata anche la svolta paranormale – già accennata qualche episodio fa – che aggiunge un ulteriore filone narrativo alla già intricata matassa che è oggi Black Lightning.

 

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