Black Mirror: Stagione 4 | Recensione

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Immaginate un futuro non troppo lontano in cui sarà possibile sorvegliare e proteggere i vostri figli 24 ore su 24. O un altro nel quale i medici potranno fare diagnosi più approfondite grazie a un dispositivo che permette loro di sentire ciò che provano i loro pazienti. O magari preferireste un futuro in cui social come Meetic saranno praticamente infallibili.
Gli autori della Stagione 4 di Black Mirror hanno immaginato tutto questo e molto altro. Ma non è tutto oro quello che luccica…

Black Mirror è una serie televisiva acquisita da qualche anno da Netflix e caratterizzata da episodi a sé stanti accomunati solo da alcune linee guida: tutti gli episodi sono infatti ambientati in epoche future che non sembrano troppo distanti dal presente e mettono in evidenza il rapporto conflittuale fra l’uomo e la tecnologia, in una serie di ambientazioni e narrazioni distopiche che rendono ogni futuro rappresentato non proprio auspicabile.

Dopo due stagioni e un episodio speciale natalizio, Bianco Natale, innovativi e disturbanti, la serie sembrava essersi leggermente arenata con la sua Stagione 3, i cui episodi non erano cento ai livelli dei suoi predecessori. Questa ultima stagione sarà dunque all’altezza delle aspettative dei suoi esigenti fan?

https://youtu.be/3kysje4J05w

  • Lo specchio nero

Considerata da molti una delle serie televisive più innovative e affascinanti degli ultimi anni, Black Mirror ha abituato i suoi fan a storie spesso spietate e a una analisi molto critica nei confronti non della tecnologia in sé, quanto dell’uso scorretto e del suo abuso da parte degli esseri umani.

A volte, queste tecnologie nascono con uno scopo “nobile”, ma in mano alle persone sbagliate rivelano tutto il loro potenziale distruttivo. Ma esistono davvero persone sbagliate e persone giuste, che potrebbero usare gli strumenti più moderni unicamente a fin di bene? Probabilmente no, perché, tranne rarissime eccezioni, siamo tutti le persone sbagliate.

Il nome stesso della serie fa riferimento agli schermi di computer, smartphone, tablet e TV che, quando spenti, riflettono le immagini del mondo esterno sui propri schermi, che si trasformano, dunque, in specchi neri.

Anche questa ultima stagione non si discosta troppo dalle linee guida delle precedenti, e presenta dei picchi di tutto rispetto, riportando Black Mirror quasi ai livelli delle prime due stagioni. Tutti gli episodi sono inoltre stati scritti da Charlie Brooker, creatore della serie, aiutato nella stesura da William Bridges solo per il primo episodio.

  • USS Callister

USS Callister vede alla regia Toby Haynes, già regista di alcuni episodi di Doctor Who e Sherlock.

Questo primo episodio sarà particolarmente gradito ai fan di Star Trek, poiché grazie a una speciale mod Robert Daly, creatore del videogioco online Infinity, è riuscito a ricreare ambientazioni e personaggi ispirati alla sua serie televisiva preferita, chiamata nell’episodio Space Fleet:

Ironicamente, nell’episodio viene spiegato che anche Space Fleet viene trasmesso su Netflix, e l’ufficio in cui lavorano il protagonista e i suoi colleghi è situato significativamente al Tredicesimo Piano…

  • Arkangel

Questo secondo episodio è stato diretto da Jodie Foster e rappresenta il sogno di ogni mamma apprensiva: un piccolo dispositivo inserito nel cervello dei propri figli e collegato a uno speciale tablet, grazie al quale monitorare i parametri vitali dei ragazzi. E non solo:

Ma cosa accade quando i genitori vedono qualcosa che ritengono sgradevole? E cosa resta della libertà individuale dei propri figli, quando sono sorvegliati 24 ore su 24?

  • Crocodile

Diretto da John Hillcoat, regista di The Road, questo episodio riflette la stessa visione spietata e cruda di un futuro in cui, grazie a uno speciale dispositivo, sarà possibile guardare i ricordi di una persona attraverso uno schermo. Uno strumento molto utile per indagare crimini di varia natura. Ma tutto ha un prezzo:

In un crescendo di azioni folli che richiama alla mente il Macbeth di William Shakespeare, Crocodile racconta una storia coinvolgente e cruda, e costituisce uno dei picchi di questa quarta stagione di Black Mirror.

  • Hang the DJ

La regia di questo episodio è stata affidata a Tim Van Patten, conosciuto per aver lavorato a serie come Il Trono di Spade, I Soprano, The Wire e The Pacific.

Dopo Caduta Libera, primo episodio della terza stagione di Black Mirror in cui il social globalizzato è Facbook, qui il social preso in esame, anche se non nominato esplicitamente, è Meetic.

Grazie al Sistema, non sarà più necessario, infatti, cercare il partner ideale, perché sarà proprio il Sistema ad organizzare gli appuntamenti per voi, stabilendone anche la durata, finché non sarà in grado di trovare la vostra anima gemella:

Di tutti i possibili mondi futuri rappresentati, questo sembrerebbe il più auspicabile. O forse no?

  • Metalhead

Se state pensando anche voi a un episodio dedicato ai metallari del futuro, potreste restare delusi.

Metalhead è il primo episodio di Black Mirror girato interamente in bianco e nero, e rappresenta un futuro post-apocalittico in cui la Terra sembra quasi completamente desertica e disabitata. Il titolo fa riferimento ai cosiddetti “Cani”, creature robotiche poste a sorveglianza di alcuni luoghi:

Si tratta indubbiamente dell’episodio meno coinvolgente e riuscito, che mostra il suo valore nelle ultimissime scene, ma che, nonostante questo, resta piuttosto piatto. Attenzione, però, perché il livello è comunque discreto.

Metalhead è stato diretto da David Slade, già regista del film Hard Candy e della serie Hannibal.

  • Black Museum

Colm McCarthy, già regista di alcuni episodi di celebri serie BBC come Sherlock e Doctor Who, ha diretto l’ultimo episodio di Black Mirror, una sorta di mini antologia che racchiude al suo interno 3 diverse storie.

Rolo Haynes gestisce il Black Museum, una macabra raccolta di oggetti appartenuti a dei criminali. Se guarderete con attenzione ai reperti esposti, potrete notarne fra questi alcuni già visti negli episodi precedenti di Black Mirror, non solo di questa stagione:

Rolo è riuscito a procurarsi ciò che espone, anche gli oggetti più rari, grazie al suo lavoro precedente: in passato, infatti, l’uomo ha lavorato per la clinica San Juniper…

Black Museum, una sorta di museo di Black Mirror, conclude degnamente questa quarta stagione, che si rivela all’altezza delle aspettative e che lascia, come ci si aspetterebbe, l’amaro in bocca.

In generale, noterete una preferenza, quanto alle tematiche trattate, per dispositivi e impianti cerebrali, e la riproposizione di tematiche già trattate in Bianco Natale, il tutto modulato, però, in modi originali e differenti, per rappresentare nuovi mondi in cui non vorreste vivere mai.

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