Grande successo per il suo primo graphic novel pubblicato per Hollow Press.

Il primo pensiero all’ingresso della fiera durante il primo giorno: correre allo stand Hollow Press per accaparrarsi il prima possibile una copia di The Rust Kingdom, il nuovo lavoro di Spugna (nome d’arte di Tommaso Di Spigna) uscito a settembre durante il Treviso Comic Book Festival. E ci ho visto giusto, dato che nei giorni successivi della fiera il fumetto è andato sold out. Il volume è tra le mie mani, in tutta la sua ruvida copertina: 176 pagine a colori che aspettano solo di essere divorate dagli occhi, allo stesso modo di come vengono divorati alcuni dei personaggi all’interno del graphic novel.
Trovare l’autore (e trovarlo libero) è stata un’impresa titanica. Finalmente riesco a strapparlo a un gruppo di ragazzi che erano lì con lui a chiacchierare di un certo Empire e a fargli qualche domanda.

MF: Grazie Spugna per questi cinque minuti con noi! A settembre hai pubblicato con la Hollow Press il graphic novel The Rust Kingdom. Cosa ci puoi narrare di questa tua opera?

S: Questo è il mio secondo graphic novel ed è un’avventura splatter, a base di squartamenti e violenza. Fondamentalmente è un fantasy post-apocalittico, infatti ho trovato subito in Hollow Press la casa migliore per pubblicare questo progetto. L’intenzione era quella di creare qualcosa di pura fiction, di pure mazzate e conoscendo i gusti e le influenze della casa editrice direi che mi sono trovato benissimo. È una storia truce e truculenta.

MF: La struttura narrativa della storia permette di creare una sceneggiatura, una fusione perfetta tra immagini e parole, per quanto di immagini ce ne siano tante e di parole ce ne sono poche. Quali sono state le tue fonti per questo tipo di struttura narrativa? Quali autori hai studiato?

S: Ho sempre amato un certo tipo di fumetto action, o meglio un incrocio tra fumetto action e graphic novel. Sicuramente uno dei primi lavori che mi ha fatto scattare la molla nel cervello anni fa fu Mesmo Delivery di Rafael Grampà: mi folgorò il cervello perché era una storia minimale, con pochi dialoghi, ma molto d’azione e faceva di un certo tipo di azione molto estetica, che era possibile realizzare solo in un fumetto. Quello mi fece interrogare da subito su quanto è bello raccontare a fumetti questo tipo di azione. È sempre stato un po’ un mio pallino cercare di raccontare in quella maniera. Aggiungerei anche One Piece! Non leggo molti manga, ma One Piece mi è sempre piaciuto molto. Lo seguo tuttora, anche se distrattamente. Ho attinto da qua per lo studio della dinamica e delle sequenze d’azione, infatti ho messo tante cose ispirate dai manga all’interno di questo libro. Ci aggiungo all’elenco anche roba supereroistica e autori americani dal tratto sporco e dinamico.

MF: Sotto il punto di vista grafico, invece, da dove parte il tuo immaginario e verso dove procede?

S: Sicuramente parte da Jacovitti, passando per Segar, Crumb, Cattivik, Oda, da tutta una serie di opere e di autori italiani underground (Alberto Ponticelli, Ratigher) e americani (come il Grampà già citato). Sono tutti una serie di autori che hanno un segno un po’ “pupazzoso” e marcio. Nella mia lista di autori ce ne sono sia di un tipo che dell’altro, mi divido tra questi due linguaggi.

MF: Il fumetto è stato un grande successo sia al Treviso Comic Book Festival (dov’è stato presentato) che qui a Lucca Comics And Games, dove ha fatto sold out. La domanda è: ti fa tanto male la mano a furia di “sketchare”?

S: No, per fortuna non mi fa malissimo! Sono abbastanza veloce a disegnare sketches, a differenza di quando sono a casa, dove me la prendo comoda. Fare gli sketches in fiera per me è una sorta di dovere personale, che prendo prima ancora di essere una cosa professionale. Per me è un grosso piacere: non si arriva mai ad avere male alla mano.

MF: Parlando del futuro post- The Rust Kingdom. Ci sarà una nuova collaborazione con Hollow Press? O creerai qualcosa per altri mercati in maniera completamente diversa?

S: Sì e sì. Sicuramente porterò avanti un discorso con Hollow Press, perché lo sento come un luogo dove posso portare avanti una determinata poetica e tematiche che posso raccontare. Inoltre ha un’estetica chiara e definita in cui mi rispecchio molto. Per il resto, ho altro che bolle in pentola, ma non posso dire ancora niente.

GIRATE PAGINA PER LA VERSIONE INGLESE

CLICK ON “PROSSIMA PAGINA” FOR THE ENGLISH VERSION

telegra_promo_mangaforever_2