The Marvelous Mrs. Maisel | Recensione in anteprima

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Abbiamo visto in anteprima i primi due episodi della nuova serie della creatrice di Una mamma per amica per Amazon e vi diciamo cosa aspettarvi.

Amy Sherman-Palladino (Una mamma per amica) ha colpito ancora. Questa volta su Amazon. Sfornando The Marvelous Mrs. Maisel, una serie piena di tutti gli elementi caratteristici del suo stile: dialoghi interminabili e velocissimi recitati quasi senza prendere fiato, personaggi con cui non puoi non affezionarti subito, una protagonista femminile che calamita tutta l’attenzione. In questo caso sarebbe proprio bene per lei farlo, poiché parliamo di un’aspirante stand-up comedian che deve continuare a intrattenere e soprattutto far ridere il suo pubblico (sia quello fittizio nel telefilm che voi che state leggendo).

Ma facciamo un passo indietro. La Marvelous Mrs. Maisel del titolo, in questi tempi di femminismo imperituro tanto al cinema (Wonder Woman) quanto in tv (The Handmaid’s Tale), è meravigliosamente interpretata da Rachel Brosnahan che, svestiti i panni della danneggiata Rachel in House of Cards, indossa quelli decisamente più colorati di Miriam, la perfetta casalinga ebrea della New York a cavallo fra gli anni ’50 e ’60. Una donna che ha tutto: un marito, due figli, una bella casa nell’Upper East Side, sempre la parola giusta al momento giusto e una soluzione per ogni cosa.

Finché il suo mondo non crolla e – come in qualsiasi favola che si rispetti – si ritrova sola, lasciata dal marito per la segretaria più giovane e bionda (si chiama Penny Pan, basti dire questo). Un marito, Joel (Michael Zegen), che vorrebbe fare lo stand up comedian nonostante faccia un noioso lavoro d’ufficio. Miriam aveva aiutato e sostenuto il marito nelle sue serate, non capendo che per lui era più di un passatempo, piuttosto un sogno nel cassetto, e allo stesso tempo che lui non ha talento. Ma lei sì. O almeno così dice una delle responsabili (Alex Borstein) del bar dove accompagnava sommessa il marito; questo dopo averla vista esibirsi, ubriaca e con molto da dire, in seguito alla rottura.

Ma – come in ogni anti-favola che si rispetti – Mrs. Maisel dovrà rimboccarsi le maniche e fare tutto da sola, (forse) senza il bisogno di trovare a tutti i costi un marito. In una società ancora maschilista (o meglio più maschilista di oggi) Miriam viene incolpata dalla propria famiglia di aver sbagliato qualcosa, di non essere stata abbastanza come moglie, le amiche sono preoccupate che diventi come “le divorziate” del gruppo di ginnastica che non devono tenersi in forma per poter sforare con la dieta ma piuttosto per cercarsi un nuovo marito. Emblematiche e ottimamente girate in questo senso le due sequenze in cui viene mostrato come Miriam si addormenti dopo il marito la sera e si svegli prima di lui la mattina per truccarsi e apparire sempre impeccabile agli occhi del marito; e quella in cui prende le proprie misure per assicurarsi di essere rimasta appetibile agli occhi del coniuge come quando si sono sposati.

Menzione speciale per Tony Shalhoub che interpreta il padre di Miriam, ebreo fino al midollo, un professore di matematica che vede tutte le proprie certezze crollare e cerca di stare al passo coi tempi, e con la propria figlia. Adorabile e ben caratterizzato da subito così come tutti i personaggi dell’universo dei Palladino (il marito Daniel co-produce come tradizione), con interpreti pescati a volte dalle sue precedenti produzioni Gilmore Girls (in Italia Una mamma per amica) e Bunheads (A passo di danza). Mescolate questo a dialoghi vivaci, un ritmo frenetico, una fotografia patinata eppure coloratissima ed una colonna sonora davvero unica e otterrette questo frizzantissimo e variopinto telefilm. Non esattamente un musical cantato vero e proprio ma che sembra strizzargli continuamente l’occhiolino: le parti musicali hanno infatti la “presenza scenica” dei musical classici, ma nessuno dei protagonisti canta, eppure è come se le parole raccontassero ciò che accade in scena o ancor meglio dentro il cuore e la testa dei personaggi, anche se non stanno muovendo le labbra per esprimerlo. Una sorta di Mad Men molto più musicale e meno cupo.

A metà strada tra Francesca Cacace che voleva un marito a tutti i costi, Alicia Florrick che decideva di dimostrare di essere più di una moglie e di una madre, un po’ anche Rebecca Bunch di Crazy Ex-Girlfriend, la nostra Miriam è una bomba ad orologeria, un concentrato di vitalità, cinismo e dolcezza che apre davvero gli occhi dopo essere stata “abbandonata a se stessa”. E sa scherzarci su in modo sagace. Come d’altronde devono saper fare gli stand up comedian, raccontando di se stessi e dimostrando talento nel farlo. Un genere che sta sempre più entrando sugli schermi degli italiani attraverso Comedy Central, Netflix e programmi dedicati. Non c’è da sorprendersi che Amazon abbia già ordinato due stagioni. Se gli altri episodi saranno come i primi due ci sarà da ridere. E da affezionarsi. Stay tuned, vi faremo sapere.

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