The Flash 4×07 – Therefore I Am | Recensione

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Il seme del dubbio…

Dopo aver speso gli ultimi due episodi nell’introdurre Ralph Dibny, modulandone il tono sul nuovo buffo personaggio, con questo settimo episodio – intitolato Therefore I Am – The Flash inizia ad esplorare ed approfondire il villain di questa stagione: Il Pensatore.

L’ultimo episodio – la nostra recensione qui – si era chiuso con la scoperta della probabile identità del villain, Clifford DeVoe, e con Barry e Joe pronti a fargli visita nella sua casa nei sobborghi di Central City tuttavia come vedremo all’inizio dell’episodio di questa settimana DeVoe sembra tutt’altro che una mente criminale piuttosto un appassionato professore di storia, costretto su una sedia a rotelle, con una incantevole moglie al suo fianco.

Troppa perfezione tuttavia insospettisce Barry che cerca indizi sulla colpevolezza dell’uomo. L’episodio quindi si snoda fra presente – con un Barry particolarmente ossessivo nella sua indagine tanto da costargli una sospensione dal CCPD – e passato con una serie di flashback che ci fanno rivivere la trasformazione del professore in villain.

E’ bene chiarire che l’episodio ruota intorno alla suddetta trasformazione con gli sceneggiatori che fanno un lavoro eccellente: vengono innanzitutto approfondite le motivazioni che hanno spinto DeVoe alla trasformazione, quella sete di conoscenza che seppur banale viene idealmente ricollegata all’incidente dell’acceleratore di particelle della prima stagione – con alcuni momenti di “retro-continuity davvero ben piazzati. Si riesce così a dare un senso di circolarità alla nascita del villain: mentre tutti coloro che hanno acquisito dei poteri  si sono dedicati ad una vita criminale, lui ha cercato di fare del bene pagandone clamorosamente le conseguenze.

Ottimo anche l’utilizzo della moglie Marlize strumentale nella trasformazione sia fisica che psicologica di Devoe che pecca forse unicamente per qualche momento troppo cartoonesco.

Di contro Barry ne esce rafforzato da questo primo confronto con il villain perché già si intuisce che lo scontro sarà intellettuale più che fisico discostandosi definitivamente dall’ombra dei villain velocisti delle precedenti stagioni. Gli sceneggiatori recuperano anche un aspetto spesso dimenticato dallo show: Barry è prima di tutto un investigatore.

L’episodio oscilla fra la più classica struttura del procedural e lo stilema tutto supereroistico che vede il protagonista remare contro l’opinione comune risultando poi essere davvero dalla parte della ragione.

Da segnalare l’ottima regia che a dispetto di un massiccio uso dei flashback riesce a mantenere alta l’attenzione dello spettatore sfruttando appieno anche l’ottima alchimia sullo schermo fra Neil Sandilands e Kim Engelbrecht ovvero DeVoe e sua moglie Marlize.

Therefore I Am è senz’altro l’episodio migliore di questa altalenante quarta stagione di The Flash che pur avendo (ri)abbracciato il tono scanzonato delle prime stagioni fatica ancora a trovare un giusto equilibrio. Un episodio come questo quindi aggiunge un po’ di profondità alla stagione giocando con semplicità su alcuni classici stilemi del genere supereroistico.

Piccola nota di colore a margine: ad inizio episodio Barry fa riferimento ai “sensi di ragno”… passerò anche per un purista ma possibile che non ci fosse un riferimento DC Comics altrettanto valido da poter utilizzare soprattutto in uno show da sempre così attento ai riferimenti e agli easter-egg legati alla pop culture?

A compensare questo scivolone c’è il riferimento di Wally West – di ritorno da Blue Valley a fine episodio in tempo per il matrimonio di Barry e Iris – che descrive una battaglia con una stella marina proveniente dalla spazio, chiaro riferimento alla prima seminale storia della Justice League of America apparsa su The Brave and The Bold #28 nel lontano 1960.

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