Justice League America Rinascita | Recensione

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Volete scoprire le origini di quattro componenti della Justice League America, il bizzarro team guidato da Batman? Non perdete questo albo speciale firmato da Steve Orlando dedicato ad Atom, Vixen, Ray e Killer Frost!

Tra le varie novità del Rebirth bisogna segnalare la nascita della Justice League America, team guidato da Batman che include personaggi piuttosto particolari. La squadra agisce in modo indipendente e non è collegata, almeno per il momento, alla Justice League. Batman, infatti, ha deciso di organizzarla allo scopo di affrontare in maniera più incisiva le minacce presenti nel DCU con metodi che non potrebbero essere accettati dall’altro gruppo di supereroi di cui fa parte.

Non per nulla tra le fila della Justice League America si annoverano soggetti discutibili come Killer Frost e Lobo. Lo scrittore Steve Orlando ha ideato quattro one-shot che narrano le origini di alcuni dei membri più peculiari, riuniti da Lion in un unico volume. Abbiamo quindi l’occasione di scoprire il loro passato e di comprenderne meglio il ruolo nel contesto attuale del Rebirth.

L’albo si apre con Justice League America Rebirth Atom che non è però dedicato al minuscolo supereroe ben noto ai DC fan. Ray Palmer, infatti, non indossa più i panni di Atom ed è stato sostituito dal suo giovane assistente, Ryan Choi, un ragazzo di Hong Kong giunto in America per studiare in una prestigiosa università. E’ proprio qui che incontra lo scienziato Ray Palmer e in seguito diviene il nuovo Atom. A differenza del predecessore, però, Ryan è meno sicuro di se stesso e a volte goffo e impacciato.

Orlando delinea in maniera efficace la psicologia del personaggio ma la storia è più che altro un semplice prologo della story-line iniziale di Justice League America. I disegni sono del bravo Andy McDonald, le cui figure plastiche e dinamiche conferiscono vivacità alla trama. I restanti special sono scritti sempre da Orlando, coadiuvato da Jody Houser. In Justice League America Rebirth Vixen vengono narrate le origini della splendida eroina già apparsa in passato in varie storie della League e nella leggendaria run di Animal Man di Grant Morrison.

Orlando approfondisce, in particolare, i legami esistenti tra Vixen e il totem Tantu che le conferisce i suoi poteri. L’autore opta per un mix di supereroismo classico e misticismo, con buoni risultati, e il tratto oscuro e graffiante dell’ottimo Jamal Campbell è senz’altro appropriato per la storia. Steve Orlando, in ogni caso, si dimostra propenso a descrivere personalità problematiche e lo dimostra Justice League America Rebirth The Ray.

In questo caso facciamo la conoscenza di un eroe tormentato, sia per la sua incapacità di avere contatti con gli esseri umani per colpa dei suoi superpoteri, sia per la sua omosessualità. Ne viene fuori il ritratto di un adolescente introspettivo e cupo, non privo di fascino. I disegni di Stephen Byrne, valorizzati da intriganti giochi d’ombra, rendono giustizia allo script.

L’albo si conclude con Justice League America Killer Frost, dedicato a una delle criminali più conosciute del DCU. In realtà, Caitlin Snow pare aver messo la testa a posto e, dopo essersi allontanata dalla Suicide Squad grazie all’intervento di Batman, sembra effettivamente disposta a combattere per il bene. Tuttavia, il suo atteggiamento è inclassificabile e Orlando punta sull’ambiguità morale, facendone la caratteristica fondamentale della singolare anti-eroina. I disegni sono di Mirka Andolfo che però risultano troppo grezzi e stilizzati. La sua prova non appare, dunque, particolarmente convincente.

Nel complesso, queste quattro storie aiutano il lettore a comprendere meglio le caratteristiche dei personaggi ma non vanno in profondità e, come ho scritto, fungono più che altro da prologo alla serie regolare della Justice League America. Potranno però forse piacere a coloro che intendono esplorare il DCU in ogni sua sfaccettatura.

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