Dreaming Eagles di Garth Ennis & Simon Coleby | Recensione

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Garth Ennis ci riporta alla storia dei primi aviatori di colore nella Seconda Guerra Mondiale per raccontare il gap generazionale tra un padre ed un figlio negli anni Sessanta

Reggie Atkinson, ex aviatore nell’esercito durante la Seconda Guerra Mondiale, non riesce a capire il figlio, che partecipa alle marce di Martin Luther King, da lui considerato poco meno di un agitatore. Così, su suggerimento della moglie, una sera porta al figlio una birra e si siede con lui, raccontandogli la sua vita e come divenne uno dei primi piloti di colore dell’esercito statunitense, con tutte le difficoltà e le umiliazioni che questo ha comportato per lui e tutti i suoi compagni nell’ambiente militare, che guardava con diffidenza la gente di colore, considerata anche tecnicamente inferiore nella capacità di pilotare un aereo.

Garth Ennis (The Authority,The Darkness, Hellblazer, Preacher, The Boys dovrebbero essere sufficienti a dare l’idea di chi stiamo parlando…) si conferma ancora una volta un grande esperto di argomenti a tema bellico e della Seconda Guerra Mondiale in particolare. Basandosi su una storia vera, in cui appaiono infatti personaggi realmente esistiti, Ennis inserisce personaggi fittizi attraverso cui esprime il proprio pensiero, che si sostanzia nel confronto tra un padre ed un figlio che hanno avuto esperienze diverse ma che hanno in comune la volontà di migliorare gli Stati Uniti, anche se attraverso vie che credono opposte.

Inoltre Ennis non dimentica di calare questi personaggi in un contesto storicamente ineccepible, cercando di essere quanto più preciso possibile, inserendo tutti i dettagli tecnici, le manovre degli aerei, gli scenari e gli armamenti del periodo, per esempio sottolineando il fatto che il P-40 era di gran lunga inferiore al Messerschmitt 109. Tutto questo poco varrebbe se anche i personaggi, sia quelli fittizi che quelli realmente esistiti, non fossero assolutamente credibili e convincenti, con le loro paure e il loro coraggio, senza cadere nella facile retorica che troppo spesso si rinviene nei fumetti USA a tema bellico; ma del resto Ennis non è tipo da cadere in questi difetti.

Anche se la storia è organizzata a dialogo tra padre e figlio, intermezzata dai ricordi delle battaglie, il ritmo è comunque sempre alto e non ci sono mai momenti di noia, avendo Ennis gestito ottimamente i vari segmenti; ed anche i dialoghi non sono mai prolissi, così da non annoiare troppo il lettore con riflessioni troppo logorroiche anche se i temi sono molto seri, andando dalla crudeltà della guerra al razzismo più o meno strisciante che i piloti si trovano ad affrontare in ogni ambiente.

I disegni di Coleby (Judge Dredd, The Authority, The Eternal) sono all’altezza, con scene di battaglia ben ricorstruite e anche Coleby ha fatto un ottimo lavoro di ricostruzione storica, riportando su carta modelli dettagliati di aerei e divise. Ottima la realizzazione anche dei visi. Insomma Ben Abernathy aveva ragione quando diceva che “Simon Coleby … is definitely on the fast-track to becoming an elite level artist.”

Venendo all’edizione SaldaPress, abbiamo un volume con copertina flessibile ad un prezzo di euro 15,90 (ma è disponibile anche una edizione cartonata ad euro 20,90).  All’interno del volume troverete anche alcuni materiali extra, come le variant cover dell’edizione in spillato USA, la sceneggiatura di Garth Ennis, alcune bozze per le copertine, oltre a una nota di Garth Ennis sulla creazione della storia.

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