I quattro mantellini avventurieri approdano con l’anteprima del numero 0, la nostra recensione qui.

Quattro esseri simpatici, coperti da cappucci e mantelli, si avventurano alla conquista del Lucca Comics And Games. Dopo alcuni anni dall’uscita del progetto, partito da un’idea di Roberto Recchioni e rimasto sul web per 3 anni, arriva 4Hoods, una serie fantasy dalla struttura narrativa ispirata ai giochi di ruolo, come Dungeons & Dragons. Siamo riusciti a rivolgere alcune domande ai due dei tre autori del numero 0, “Tunnel & Troll”: Federico Rossi Edrighi e Riccardo Torti.

MF: Grazie per la disponibilità! Partiamo dalle origini: il progetto 4hoods nasce nel 2014 da una idea di Roberto Recchioni. Come siete entrati voi a far parte del progetto?

Torti: Intorno a un tavolo di D&D, esattamente dove sono nati anche i primi design dei personaggi. In primis li ha creati Roberto, così per gioco mentre “ruolavamo”, se vogliamo usare un termine nerd. Il motto della è “contro l’intimismo delle graphic novel”. Lo spirito dell’avventura per l’avventura. Insomma, siamo partiti così. Guarda caso Federico è un bravissimo sceneggiatore, io sono un  disegnatore… C’è stata una lunga gestazione, infatti i lettori stanno aspettando da molto tempo che esca. Ci abbiamo messo tanto per farla uscire su carta: prima era un progetto di Roberto open su Facebook, poi è arrivata la Sergio Bonelli Editore e abbiamo iniziato a lavorarci piano piano. È la classica arma a doppio taglio: con il tempo, l’hype è aumentato.

MF: Quanto delle vostre giocate ci sono all’interno di 4Hoods?

Rossi Edrighi: Per quanto riguarda quello che ho scritto io, poche. Ho sviluppato più il tipo di ambientazione, cioè il fantasy classico. L’ho un po’ spezzato, inserendo questi personaggi che sono un po’ sopra le righe per un fantasy classico, visto che le stesse nostre giocate erano esse stesse sopra le righe. Anche perché è una serie che punta ai ragazzi, quindi bisogna avere un occhio di riguardo verso quel target. Il fantasy ha una forbice di spettatori molto ampia, che può andare dalla persona a cui interessa una storia più dark, oscura e adulta a quella più giovane. Noi puntiamo soprattutto a quest’ultimo tipo di pubblico, ma pensiamo che piacerà anche agli adulti, dato che comunque è uno young adult. Praticamente, la storia ha un impianto fantasy con una rottura dovuta alla comicità.

MF: Che sviluppo avrà il progetto?

Torti: Sarà una serie mensile, il formato sarà tipo quello di Dragonero. Saranno 60 tavole a fumetti più i redazionali. A partire da questa primavera!

MF: Quale tra questi personaggi è il personaggio che vi sta più a cuore?

Rossi Edrighi: Nel mio caso è un po’ difficile, dato che ho scritto molti degli episodi. Sono affezionato a tutti loro, perciò mi risulta difficile rispondere. Anche perché essendo differenziati tra loro non saprei proprio scegliere. Ecco, forse Rosso. Dal punto di vista della personalità è quello più simile a me.

Torti: Viola, senza pensarci troppo.

MF: Una domanda specifica a Federico: in passato hai pubblicato La principessa Spaventapasseri, inserito nella collana per ragazzi di Bao Publishing. Che tipo di differenze vi sono sotto il punto di vista narrativo tra 4hoods e La Principessa Spaventapasseri?

Rossi Edrighi: Anzitutto uno è seriale e l’altro è volume unico. Effettivamente ci sono somiglianze tra il pubblico a cui è destinato, però 4Hoods è una serie di genere fantasy-umoristico, l’altro invece è uno urban fantasy, che segue regole diverse ed è più cupo, meno solare. Come già detto, l’intenzione è quella di abbracciare tipi di pubblico differenti.

MF: Una domanda a Riccardo: graficamente parlando, che differenze ci sono con i progetti ai quali hai lavorato in passato, come Torti Marci?

Torti: Abissali. I 4hoods di Roberto sono una cosa mai vista. I bozzetti sono terribilmente semplici: i personaggi non hanno le mani, non hanno i piedi, hanno pochissimi elementi sul viso, un occhio, una bocca che a volte compare. Tutto questo li rende terribilmente difficili da disegnare! Il lettore li guarda e pensa “Ah! Ma è semplice!”, invece da realizzare è complicatissimo, non tanto per la realizzazione anatomica in sé (in fondo, sono pallette e triangolini) ma farli muovere, farli recitare, magari farli muovere secondo i layout che imposta Federico. Quest’ultimo, venendo dall’animazione, riesce a far recitare personaggi che nell’animazione sarebbero assurdi: lì si recita con le mani e con le espressioni facciali (come elementi principali). Qui abbiamo solo i mantellini e a volte usiamo anche altri elementi del personaggio, tipo i baffi di Verde, la barba di Barba che si muove da un lato o dall’altro… Molto diverso da quando hai un prodotto “normale”, con tutti gli elementi anatomici a disposizione. L’impianto, inoltre, è simile a quello dell’animazione: abbiamo gli sfondi pittorici, come la vecchia animazione 2D e i personaggi piatti che si muovono in primo piano. Una roba abbastanza particolare, secondo me è figa! Poi l’impatto che ha avuto questo numero 0 visivamente è bello, secondo me funziona.

Rossi Edrighi: Io sono contento di non doverli disegnare, perché per me sarebbe difficilissimo (ride). Poi Riccardo è più bravo e più esperto di me come disegnatore, quindi sono contento di non toccare la parte grafica: per me sarebbe difficile.

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