Dal 4 gennaio al cinema.

Un esperimento cross-mediale a tutto tondo, che prevede l’utilizzo di tre linguaggi pubblicati contemporaneamente: cinema, fumetto e prosa. Già nel recente passato abbiamo avuto dimostrazioni simili con Lo chiamavano Jeeg Robot e Monolith, ma ora Panini, Salani e Fandango si fanno in tre per la produzione del sequel de Il ragazzo invisibile.

La regia di Il ragazzo invisibile: Seconda generazione sarà sempre di Gabriele Salvatores, che insieme a Diego Malara, editor del progetto, Diego “Diegozilla” Cajelli, sceneggiatore del fumetto e Alessandro Fabbri, autore del romanzo, ha presentato tutto il progetto cinematografico e quelli paralleli.

Si ritorna sulla storia di Michele (Ludovico Girardello), un ragazzo dai poteri particolari, ormai diciassettenne: gli farà compagnia la sorella Natasha (Galathea Bellugi), dal carattere “infiammabile” e introspettivo, come molte adolescenti. In bilico tra una madre biologica e una adottiva, al centro della trama rimane una domanda fondamentale: “chi sono io?”
Il nuovo episodio della “saga” de Il ragazzo invisibile inizia ad avere un tono più maturo, più dark rispetto al primo episodio. Le tematiche tipiche dell’adolescenza, come la conoscenza dell’io, si fanno strada nell’animo di un supereroe che non è meno piccolo di prima.

In questa pellicola, Salvatores ha voluto dare grosso spazio al CGI, creando e ricreando scenari che sarebbero risultati dispendiosi se realizzati in maniera analogica. Grazie alla società Frame by Frame e all’esperto di CGI Victor Perez, sono stati effettuati ben 650 interventi digitali lungo tutto il film. Da semplici scenari a interi elicotteri, passando per braccia allungabili e così via. Durante la conferenza, è stata proiettata una clip dove veniva mostrato il “work in progress” delle scene, partendo dalla ripresa reale, passando al progetto per poi arrivare al risultato finale.

Con l’intervento di Diego Cajelli, entriamo più nel dettaglio di ciò che ci dovremo aspettare nella seconda parte della serie a fumetti, che sarà pubblicata da Panini Comics. La storia verrà raccontata secondo tre punti di vista differenti:

  • per il punto di vista di Michele il disegno è di Giuseppe Camuncoli;
  • per Natasha, il disegno è di Roberto di Salvo;
  • inoltre anche Elena Casagrande collabora con la graphic novel, occupandosi del terzo punto di vista, quello di un personaggio ancora sconosciuto, dall’aspetto onirico.

Si chiude in bellezza: a cavallo con la produzione del secondo film, la casa produttrice Indigo ha effettuato un sondaggio nelle scuole, chiedendo a bambini e ragazzi qual è la loro paura più grande. Con grande sorpresa, il loro terrore più forte è quello di scoprire di non essere figlio dei proprio genitori (seguito dalla paura del terrorismo). Successivamente, a fine incontro, viene proiettata una clip che mira, con un appello, a far trovare dentro di sé la forza per affrontare le proprie paure e a non avere paura del mondo:

 

 

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