L’editor-in-chief racconta come funziona Skybound la sottoetichetta Image capeggiata da Robert Kirkman.

Robert Kirkman è stato senz’altro l’ospite più importante che saldaPress ha portato a Lucca Comics & Games 2017. Tuttavia la presenza dell’autore di The Walking Dead ed Invincible è solo la punta dell’iceberg di un lavoro che la casa editrice emiliana sta compiendo ormai da un decennio e che si è concretizzato nella partnership con Skybound ovvero l’etichetta di Kirkman che opera in seno alla Image Comics e di cui saldaPress propone in Italia il catalago.

A rappresentare Skybound è stato chiamato il SVP ed editor-in-chief Sean Mackiewicz che nella giornata di sabato 4 novembre ha tenuto una conferenza intitolata “Oltre il cielo, oltre i confini: Skybound e l’Italia” in compagnia di alcuni autori italiani che hanno lavorato e che stanno lavorando per l’etichetta come Lorenzo De Felici (disegnatore di Oblivion Song, la prossima serie di Robert Kirkman), Giuseppe Camuncoli (disegnatore di Green Valley, serie scritta da Max Landis), Davide Gianfelice (disegnatore di Ghosted) e la colorista Annalisa Leoni oltre al moderatore Andrea G. Ciccarelli.

Il primo a prendere la parola è Davide Gianfelice essendo stato uno dei primi disegnatori italiani a lavorare per Skybound, circa 3 anni fa, con 9 numeri di Ghosted la serie scritta da Joshua Williamson. Gianfelice ha confermato la grande attenzione e cura nella scelta che l’etichetta compie nei confronti dei disegnatori.

Mackiewicz conferma di avere un debole per gli artisti italiani ma anche che c’è stato un vero boom di disegnatori provenienti dal nostro paese e che alla fine dei conti conta sempre scegliere il disegnatore migliore per ogni progetto.

Giuseppe Camuncoli invece ricorda il ruolo pioneristico di Claudio Castellini e ricollegandosi a quanto detto da Mackiewicz evidenzia come il boom sia coinciso con quelle generazioni di disegnatori che hanno avuto modo di assorbire la tradizione del disegno americano.

Mackiewicz ha giustamente evidenziato anche che internet, e quindi all’inizio degli anni 2000, il mercato americano ha letteralmente scoperto delle “scuole” che prima aveva potuto solo in parte sfruttare.

Lorenzo De Felici co-creatore e disegnatore di Oblivion Song, la prossima serie di Robert Kirkman, conferma la centralità del ruolo di internet: Kirkman l’ha contattato dopo aver visto alcuni suoi disegni su Deviantart e di come non abbia mai presentato il classico portfolio.

La discussione a questo punto entra nel vivo con il ruolo che il “creator-owned” gioca nei confronti dei disegnatori: De Felice conferma che una serie creator-owned sprona a curare certi dettagli del proprio lavoro mentre Camuncoli insiste sull’aspetto creativo piuttosto che su quello meramente economico di lavorare su questo tipo di serie.

Camuncoli si complimenta poi con Mackiewicz per l’eccellenza editoriale che Skybound rappresenta: titoli forti, belli e ben pensati.

Mackiewicz lo ringrazia e conferma che l’idea alla base dell’etichetta è quella di poter realizzare serie che rompano lo schema del fumetto supereroistico inoltre vista l’esperienza di Kirkman si è cercato di smussare alcuni aspetti editoriali che affliggono le major: pagamenti puntuali, “ambienti” confortevoli, nessuna pressione e nessun artista filler per poter far uscire comunque gli albi in tempo.

Andrea G. Ciccarelli chiede poi a Mackiewicz qualche informazione sulla sua serie Gasolina, che vedremo in Italia il prossimo anno. L’editor dice di essersi voluto cimentare in questo ruolo inedito e che era naturale pubblicare per Skybound ma che per dimostrare le sue buone intenzioni nei confronti di chi aveva deciso di collaborare con lui ha pagato di tasca propria tutti gli aspetti delle lavorazione del primo numero.

Sempre Ciccarelli chiede a Mackiewicz se c’è uno “stile Skybound” e l’editor risponde che le sue portfolio review non sono fatte su criteri tecnici, non avendo lui una preparazione adeguata, piuttosto si cercano elementi che spicchino e che possano diventare uno stile uniti ovviamente a conoscenze tecniche basilari.

Per ultima prende la parola Annalisa Leoni che colorerà Oblivion Song. La Leoni si è trovata a passare dalla colorazione tradizionale Bonelli, contrassegnata da velocità e semplicità, alle richieste di Kirkman che voleva più emotività e dettagli per questo spesso ha dovuto usare anche diverse palette nella stessa tavola.

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