Quali anomalie temporali affronterà quest’anno il team capitanato da White Canary?

Avevamo lasciato DC’s Legends of Tomorrow con un inaspettato cliffhanger: il team era riuscito a sconfiggere la Legion of Doom e a scongiurare la minaccia rappresentata dalla Lancia del Destino ed addirittura a recuperare Rip Hunter salvo poi compiere un atterraggio di emergenza in una Los Angeles invasa… dai dinosauri!

Così come accaduto per The Flash – la nostra recensione qui – anche in Legends gli sceneggiatori decidono di non approfondire il cliffhanger  e risolverlo in maniera sbrigativa passando subito ad un nuovo status quo: l’anacronismo dei dinosauri infatti viene risolto dal nuovo Time Bureau fondato da Rip Hunter il quale in maniera elegante scioglie il team delle leggende.

Gran parte dell’episodio allora viene speso mostrando il difficile percorso dei protagonisti nell’adattarsi, nuovamente alla vita civile, ma l’occasione di rendersi utile non mancherà. Mick infatti verrà assalito sulla spiaggia di Aruba da un Giulio Cesare “perso” nel tempo. Da qui in poi ora ostacolati dal Time Bureau ora invece alleandovisi, il team si ricostituirà – anche con Jax ed il professor Stein – e riuscirà a riportare Cesare alla sua epoca senza fare troppi danni.

E’ bene mettere subito in chiaro che seppur le conseguenze della precedente stagione vengono liquidate un po’ troppo celermente, questa premiere è più che godibile questo perché il nocciolo della serie è rimasto invariato.

Il tono è sempre quello avventuroso e leggero, che strappa più di un sorriso grazie alla grande interpretazione di Dominic Purcell, che ha contraddistinto le precedenti stagioni inoltre le dinamiche del team già solide vengono consolidate dal semplice affetto e cameratismo che lega in maniera differente i vari membri della squadra.

Il plot diretto e lineare si muove sostanzialmente su due binari da un lato c’è il team che prima sciolto viene ricomposto pezzo dopo pezzo – un classico topos fumettistico e che tutti i gruppi hanno più volte affrontato nella loro storia editoriale – con tutte le disfunzionalità del caso e dall’altro le difficoltà di trovare per le Leggende un vero e proprio compito, elemento che viene ben inquadrato a fine episodio dallo stesso Rip Hunter che paragona il Time Bureau ad uno scalpello mentre le Leggende sono una motosega ed in alcuni situazioni una motosega è necessaria.

Questa dualità si rispecchia nel finale con lo stesso Hunter che allude ad un minaccia temporale più grande mentre l’attenzione si sposta al 1942 dove ritroviamo Amaya/Vixen intenta a difendere il suo paese natale, lo Zambesi, alludendo ad un ruolo importante per l’eroina anche in questa stagione.

Aruba-con è come detto una discreta ripartenza per una serie che aveva bisogno di particolari stravolgimenti in termini di tono ed impostazione ma non è tutto ora quello che luccica ad esempio Arthur Darvill/Rip Hunter non brilla come suo solito in questo ruolo di capo-fondatore che deve far rispettare le regolare così come la minaccia di Giulio Cesare si dimostra ben poca cosa rispetto a quelle che il team ha affrontato fino ad ora.

Le considerazioni finali sono due. Per più di 30 minuti l’episodio non mostra gli eroi in costume sintomo che la serie si sta sempre di più allontanando dalle sue origini di spin-off supereroistico approdando così verso lidi più sci-fi se vogliamo; quello che manca cronicamente allo show è un villain degno di questo nome – il riciclo di quelli di Arrow e The Flash della passata stagione sinceramente è stato un elemento fortemente penalizzante – speriamo che nel calderone dei personaggi DC Comics gli sceneggiatori riescano a trovare qualcuno tanto folle da sfidare le Leggende.

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