Spider-man Collection 10 – Le Graphic Novel | Recensione

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Conoscete le graphic novel dell’Uomo Ragno? Non sono da trascurare, dal momento che sono firmate da grandi autori del fumetto americano! Scopritele o riscopritele in questo splendido volume di Spiderman Collection!

La popolarità dell’Uomo Ragno è indiscutibile e nel corso degli anni è spesso stato protagonista di storie a volte in contrasto con le classiche atmosfere supereroiche delle collane regolari. Ciò avveniva, per esempio, nella testata Marvel Team-Up, incentrata sulle alleanze di Spidey con svariati personaggi della Casa delle Idee, ed è anche il caso di alcune graphic novel a lui dedicate.

Panini Comics ha deciso di pubblicare un volume della serie Spiderman Collection con questo genere di produzioni e coloro che lo leggeranno capiranno che si tratta di materiale pregevole e inusuale, firmato da alcuni degli autori più importanti del fumetto a stelle e strisce. Basti pensare che include Hooky, uscito negli anni ottanta del cosiddetto Rinascimento Americano dei comics caratterizzato da innovazioni e sperimentazioni.

La storia è scritta da Susan Putney che inserisce Spidey in un contesto esoterico, più adatto a una storia del Dr. Strange, a voler essere sinceri, e introduce una deliziosa ragazzina che entra in possesso di un libro magico. Di fatto è una strega e per un caso fortuito l’Uomo Ragno rimane implicato nelle sue vicissitudini. Tali vicissitudini, tuttavia, lo fanno finire in una serie di mondi e dimensioni popolate da mostri. L’autrice, comunque, non delinea una trama horror ma opta per toni ironici e allegri. L’elemento macabro, casomai, è rappresentato dai disegni dell’eccezionale Bernie Wrightson.

Il grande penciler di Swamp Thing e altri capolavori horror, infatti, raffigura creature mostruose e sconcertanti, dando libero sfogo alla sua immaginazione. Le tavole a tutta pagina, in particolare, sono spettacolari e dimostrano le grandi capacità illustrative del compianto artista. Il suo Uomo Ragno è poi dotato di plasticità ed eleganza e la caratterizzazione grafica della simpatica streghetta è senz’altro riuscita.

Con Parallel Lives, invece, i fan del Ragno troveranno uno stile più classico e familiare. In un certo senso, la storia è una splendida, struggente dichiarazione d’amore nei confronti delle vicende ragnesche degli anni sessanta e settanta. Non per niente è scritta da Gerry Conway, storico autore della prima saga del clone, responsabile della morte di Gwen Stacy e creatore di character seminali del calibro del Punitore e dello Sciacallo. La graphic novel è anzi un buon inizio per coloro che intendono conoscere la vita di Peter Parker e Mary Jane.

Da un lato, Conway rievoca tutti gli avvenimenti più importanti dell’esistenza del signor Parker e il lettore di vecchia data non può non emozionarsi rivivendo i primi, ingenui passi dell’eroe, con le battaglie iniziali e poi la fine del liceo, il passaggio all’università e così via. Nello stesso tempo, però, Conway approfondisce la psicologia di Mary Jane, fornendo informazioni sul suo conto che negli albi regolari non erano mai state date. Ci descrive la sua vita nel periodo in cui non aveva ancora incontrato Peter e soprattutto rivela in quale occasione ha scoperto che lui è l’Uomo Ragno, dettaglio che Tom De Falco e altri autori non avevano mai affrontato.

Parallel Lives è davvero una bella storia, purtroppo lievemente compromessa dai disegni standardizzati e poco personali di Alex Saviuk che, comunque, risultano efficaci. Anche in Spirits of The Earth la bella Mary Jane ha una funzione essenziale ai fini della trama. Stavolta tocca all’incredibile Charles Vess narrare un’avventura dell’Uomo Ragno con una prospettiva strana, fantasy nell’impostazione. Peter e Mary Jane, infatti, si recano in Scozia. Vorrebbero semplicemente trascorrere una piacevole vacanza ma la donna rimane coinvolta in un intrigo che riguarda i suoi antenati. Per giunta, la minaccia del Club Infernale complica la situazione.

Vess scrive testi poetici e introspettivi e realizza tavole che sembrano veri e propri quadri, perfetti per un episodio del Sandman di Neil Gaiman (comic-book che vide proprio Charles tra i disegnatori). Il suo Uomo Ragno è una figura eterea, quasi fiabesca, con il rosso sgargiante del costume che si contrappone agli splendidi, evanescenti e nebbiosi paesaggi scozzesi. Vedere l’eroe in un ambiente lontanissimo dall’ambito urbano a cui appartiene produce un effetto spiazzante. Spirits of The Earth è, in pratica, uno dei lavori migliori presenti nel volume.

Infine c’è Fear Itself che vede il mitico Stan Lee e il grande Gerry Conway ai testi, in pratica due autori fondamentali del mito ragnesco. Anche in questo caso, la trama è insolita. Tutto ruota intorno a un cristallo che suscita paura negli esseri umani e tale pretesto consente a Lee e a Conway di delineare una story-line drammatica, ricca di tensione e pathos. L’opera è interessante per la presenza della letale Baronessa Zemo e dell’enigmatico White Ninja, qui alla sua prima e unica apparizione.

Pure stavolta i disegni sono affidati a un penciler di tutto rispetto: Ross Andru, ennesimo nome essenziale del lungo e articolato percorso editoriale di Spider-Man che ebbe modo di disegnare saghe passate alla storia dei comics. Come è facile attendersi da lui, in Fear Itself ci sono le consuete figure sgraziate e ghignanti che sono parte integrante del suo approccio espressivo. Le sequenze d’azione, in particolare, hanno un’allure cinetica che entusiasmerà i lettori di vecchia data.

Concludendo, posso solo aggiungere che questa decima uscita di Spiderman Collection è imperdibile e non può mancare nella libreria dei fan. Da provare.

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