Caveman Warriors | Recensione PC

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Per gli amanti dei platform vecchio stile dal gusto nostalgico ma senza rinunciare all’innovazione tecnologica, è appena arrivato un nuovo interessante gioco che sarà pane per i loro denti.

Non è una novità affermare che il revival e lo spirito nostalgico è da sempre quello che spinge le piccole case di sviluppo indipendenti a creare dei giochi che rievochino i tempi in cui il connubio gettoni e sale giochi faceva la felicità di tanti ragazzi. In questo filone si inserisce la piccola casa di sviluppo indipendente spagnola JanduSoft che ha creato per la piattaforma Steam, il platform d’azione e avventura Caveman Warriors.

Il gioco, completamente localizzato in italiano, è un bel miscuglio di ispirazioni nell’ambito del genere platform, e sembra quasi un incrocio tra Toki e Metal Slug, con chiari riferimenti anche al capostipite del genere ovviamente, Super Mario.

Il comparto tecnico, sebbene abbia qualche lacuna, tiene bene, rendendo questo platform 2D abbastanza godibile, con una buona reattività dei comandi, ma per contro con qualche calo di frame per nulla giustificato. Inoltre potremo avvalerci di una buona gamma di scelte avendo la possibilità di utilizzare 4 differenti personaggi con diverse abilità che ci saranno utili per superare alcune difficoltà durante i vari livelli.

Proprio questa meccanica è l’aspetto di spicco del gioco che rende indispensabile l’utilizzo di tutti e quattro i personaggi con le loro relative mosse speciali che consumano la barra della stamina. Buona anche l’idea di inserire una modalità co-op locale per 4 giocatori, ma pessima invece quella di non supportare il multiplayer online, grave pecca che avrebbe donato qualche punto in più al titolo.

Altra nota che non si definire troppo positiva è data dal livello di difficoltà del gioco che è piuttosto alto. I ricordi tornano ai fiumi di monete che infilavamo nei cabinati per andare avanti nei livelli dei vecchi titoli da sala giochi, in questo caso non ci sono gettoni o denaro che se ne vanno, ma la frustrazione e la noia quella sì. Infatti la sfida che ci troviamo ad affrontare difficilmente risulta stimolante e ci spinge ad andare avanti, piuttosto ci fa pensare di chiudere il gioco e passare oltre.

La colonna sonora del gioco rimane piuttosto anonima e non dà quello spessore che invece ha reso famosi moltissimi giochi del genere platform, mentre invece risultano piuttosto fastidiosi gli effetti sonori che rendono alcune fasi di gioco abbastanza irritanti.

La trama del gioco vede i figli dei protagonisti rapiti da un alieno e sarà compito del team di 4 cavernicoli liberarli. Una plot abbastanza lineare che viene impreziosito da qualche trovata simpatica che ci porterà anche a guidare inspiegabilmente degli aerei della Seconda Guerra Mondiale. Ma in definitiva anche questo è un altro aspetto decisamente poco riuscito del titolo.

Dal punto di vista grafico Caveman Warriors ha davvero un bell’aspetto, i character sono piuttosto ben realizzati, sebbene non abbiano un grande appeal e nemmeno spicchino per grande originalità. Le animazioni potevano essere realizzate certamente meglio, come anche le ambientazioni che, sebbene siano ben fatte, non coinvolgono più di tanto nell’azione di gioco.

La longevità è un altro tallone d’Achille per un genere, quello platform, che difficilmente ha donato nella sua lunga storia tante ore di gioco spese e una rigiocabilità valida. Purtroppo Caveman Warriors non è un’eccezione a questa regola e dona al giocatore una buona esperienza di gioco seppur relativamente breve e non ampliata dalle infinite possibilità che sono date dal multiplayer.

Ad aggiungere qualche ora di gioco, quando finiremo il titolo, si sbloccherà una nuova modalità chiamata Arcade, che è in definitiva solo un ulteriore livello di difficoltà ancor più impegnativo, con i nemici che infliggono più danni, ma che a conti fatti ha la storyline che sembra pressappoco la stessa, non aggiungendo quindi moltissimo alla longevità totale.

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