The Defiant Ones, il documentario HBO su Dr Dre e Jimmy Iovine | Recensione

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Parental Advisory: gli album The Chronic, The Next Episode Compton: A Soundtrack sono stati riprodotti e ascoltati in ordine del tutto casuale durante la stesura di questo pezzo.

Ci sono due immagini che mi vengono subito in mente ripensando al documentario in quattro episodi The Defiant Ones, prodotto da HBO e diretto da Allen Hughes; entrambe riguardano il leggendario produttore/rapper/imprenditore Dr. Dre ed entrambe provengono dall’ultimo episodio.

Dr. Dre in riva al mare, appena fuori dalla sua enorme villa di Los Angeles. E’ il tramonto, e lo vediamo in silhouette. Nessuno parla, sentiamo soltanto il suono della marea. A un certo punto Nicole, sua moglie da oltre vent’anni, entra in campo e, sempre in silhouette, va ad abbracciarlo: i due diventano una sola silhouette che si staglia contro la luce del tramonto, un solo corpo, una sola cosa che occupa lo stesso spazio.

Nell’altra immagine, invece, Dre è alla guida di una delle sue costosissime auto: la telecamera è seduta sul sedile passeggero e lo riprende (sta parlando dei problemi della sua città natale, Compton, la city più problematica e dura di Los Angeles). Dall’altra parte della strada una volante della polizia, sirene accese e funzionanti, che a tutta velocità attraversa l’inquadratura e sfreccia fuori campo, diretta chissà dove. E Dre allora avvisa: “Non sono venuti per me, io rigo dritto adesso”.

E poi una risata. Un po’ nervosa, però. Perché c’è stato un tempo in cui gli uomini in blu, quelle sirene, le accendevano per lui.

The Defiant Ones è una bellissima storia di moderni self-made men, Jimmy Iovine e Andre “Dre” Young, due artisti leggendari che, partiti dal nulla, hanno segnato profondamente la storia della musica, arrivando ad incrociare i loro cammini privati e professionali fino a siglare un accordo multi-miliardario con la Apple. Perché, oltre ad aver prodotto alcuni fra i migliori album per i migliori artisti di sempre (fra gli altri citiamo gli U2, Bruce Springsteen, Tupac, Eminem, Gwen Stefani, Lady Gaga) Iovine e Dre sono anche gli imprenditori dietro le celeberrime Beats by Dre, recentemente acquistate dall’azienda di Cupertino per la modica cifra di 2,5 miliardi di dollari.

Non è una storia di soldi (anche se ce ne saranno parecchi in giro: dopo l’accordo firmato con la Apple, Dre è diventato il primo miliardario proveniente dal mondo dell’hip-hop) ma un racconto di due vite fatte di ossessioni e della compulsiva ricerca della perfezione.

La narrazione è spesso frammentata, soprattutto nei primi due episodi, quando le storie di Dre e Iovine sono ancora separate e scopriamo le origini sia dell’uno che dell’altro. Poi, dal terzo episodio, arriviamo agli anni ’90, periodo nel quale i due artisti iniziarono a lavorare insieme: è il periodo della Death Row, di Snoop Dogg, di The Chronic, di Tupac e Suge Knight, dei Nine Inch Nails, di Marilyn Manson, delle rivolte di Los Angeles, delle proteste contro la musica violenta e delle crociate mediatiche contro la Interscope Record e la Time Warner (fa sempre ridere vedere i filmati di repertorio dell’ex presidente Bill Clinton che condanna pubblicamente e in diretta tv l’indecenza della “musica diseducativa”).

Non mancano i momenti toccanti (Dre nel suo aereo privato che ci parla di Tyree, il fratello minore defunto; la voce spezzata dal dolore, gli occhi lucidi, un lungo silenzio … e la mano sinistra che giocherella nervosamente col cavo di un amplificatore) né quelli avvincenti (la nascita degli N.W.A., le trovate imprenditoriali di Iovine) e in generale c’è una sorta di aura epica che permea tutta la produzione (che raggiunge il suo apice nel quarto episodio, quando Iovine e Dre ricordano il primo incontro con un allora sconosciuto Eminem).

C’è gloria, c’è sacrificio, c’è passione, c’è dolore. Nessun amante della mondo della musica che vuole considerarsi tale può lasciarsi sfuggire The Defiant Ones.

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