ATTENZIONE LA SEGUENTE RECENSIONE POTREBBE CONTENERE SPOILER!

L’evento estivo di casa DC Comics parte con questo Dark Days The Forge che è a tutti gli effetti un prologo che si snoda attraverso 3 linee narrative parallele: seguiremo Batman, Green Lantern e Hawkman.

Come più volte anticipato il perno dell’evento sarà il misterioso metallo NTH – dalle peculiari caratteristiche e da sempre associato ad Hawkman – ma non solo: Snyder decide di giocarsi quante più carte possibili ed inonda il lettore di riferimenti, citazioni ed inaspettati ritorni.

Sappiamo che il metallo NTH è responsabile dei poteri e delle resurrezioni di Hawkman ma se questo fosse collegato ad altri metalli misteriosi come l’electrum cioè quello utilizzato dalla Court of Owls per i suoi Talons? o ancora il dionesium? Ed è questo il filo conduttore di una storia che a giudicare da queste prime 32 pagine si può definire in un solo modo: vastissima.

Ma quello di Scott Snyder, coadiuvato dal fido James Tynion IV, non è un semplice esercizio di auto-referenzialità quanto piuttosto un atto di amore e di ammirazione verso tutto il DC Universe ed i suoi concetti fondamentali.

E’ Batman ad iniziare una indagine che lo porterà ad scoprire una frequenza vibrazionale aliena che sta crescendo esponenzialmente sulla Terra causando non pochi problemi e se si parla di frequenze e vibrazioni sarebbe impossibile non addentrarsi nel concetto di multiverso con Batman che rivela una importante segreto custodito da Superman nella sua Fortezza della Solitudine che ci riporta alle grandi Crisi del DCU tutto questo mentre Hal Jordan e Duke Thomas si avventurano nei meandri della Batcaverna per scoprire un misterioso prigioniero…

Snyder sembra aver imparato molto bene la lezione del maestro Johns e piega la continuity quel tanto che basta per rendere godibile per tutti la lettura e per reintrodurre alcuni personaggi come Mister Terrific, visto già nell’anteprima dell’albo qui e tornato al suo aspetto originale pur mantenendo alcune caratteristiche della versione New 52, e altri davvero inaspettati.

C’è anche spazio per il futuro però: chi sono gli Immortal Men qui visti solo di sfuggita? e perché seguono le vicende degli eroi della Terra profetizzando l’arrivo di una nuova Crisi?

Parte grafica a 6 mani: Kubert, Lee, Romita Jr. Tre maestri a loro modo, 3 tratti differenti, 3 veterani che si divertono a scambiarsi le pagine a disegnare e seppur non sempre a loro agio riescono a rendere alla perfezione l’atmosfera concitata e coinvolgente di questo prologo. Personalmente ho trovato Kubert in grande spolvero.

Snyder mette tantissima “carne al fuoco” ma a differenza di altri eventi e/o crossover nella storia recente del DC Universe qui la sensazione è di avere un idea ben precisa e con essa fornire un evento leggibile e godibile a sé stante con i tratti di un blockbuster, così come ci ha sempre abituato questo autore nel bene e nel male, ma che sappia anche fungere da trampolino di lancio per nuove idee – con l’ombra di Johns che si allunga potente ancora una volta, chi ha detto Brightest Day? – e non ripiegarsi su sé stessa in quella auto-referenzialità già citata prima che ha colpito da Crisi Infinita in poi gli altri grandi autori in forza alla DC e che ha colpito anche Johns il quale era stato “colpito ed affondato” in Forever Evil da una rigidità di una continuity troppo compressa e che qui invece viene “alleggerita” in pieno spirito Rebirth.

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