Napoli Comicon 2017: intervista a Jay., la mangaka che ha disegnato Sherlock

L’autrice del manga tratto dalla serie di successo della BBC ci racconta tutto ciò che ha portato alla nascita ed allo sviluppo della versione fumettistica di Sherlock.

A fine intervista Jay. ci fa notare, attraverso la sua traduttrice, che non ci siamo ancora presentati. Così in maniera piuttosto impacciata facciamo per salutarla. Ci chiediamo se preferisca un saluto giapponese o all’italiana, ma alla fine le stringiamo la mano, e lei apprezza. Jay., la disegnatrice giapponese che sta realizzando l’adattamento manga della serie tv Sherlock (con Benedict Cumberbatch protagonista) è una ragazza piuttosto timida, ma molto simpatica. Non ama farsi riprendere da telecamere, macchine fotografiche, o cellulari, per questo motivo ha preferito evitare l’intervista video.

Grazie a Planet Manga e Panini Comics abbiamo avuto la possibilità di averla ai nostri microfoni durante il Napoli COMICON. Ecco cosa ci ha raccontato della sua esperienza sul manga di Sherlock.

Avevi già visto la serie tv di Sherlock prima di lavorare sull’adattamento manga?

Si, assolutamente, ero una fan della serie tv già prima di lavorarci. L’idea dell’adattamento è nata attraverso il mio primo editore in Giappone, fu lui a propormi l’idea, così è partito tutto.

Hai avuto contatti con il produttore e sceneggiatore della serie Steven Moffat prima d’iniziare il lavoro sul manga? 

Non ci siamo mai incontrati, ma la produzione mi ha dato delle indicazioni. Mi hanno richiesto di rappresentare il manga esattamente come la serie tv.

Alcuni lettori dicono che il rapporto tra Sherlock e Watson all’interno del manga sembra visivamente ancora più stretto rispetto alla serie tv. Pensi sia vero? Era un obiettivo che ti eri preposta?

Direi di no. Ma potresti farmi qualche esempio particolare di questa cosa?

Bé, alcuni lettori hanno visto degli sketch che hai realizzato nei quali Sherlock e Watson sembrano quasi avere un rapporto simile a quello di una coppia…

Devo dire che non ho messo del mio per renderli più coppia. Ho riprodotto fedelmente la serie tv e le scene che ci stavano al suo interno. Questo è stato il mio lavoro.

C’è qualche altra coppia di attori o attore singolo occidentale che ti piacerebbe disegnare?

Come coppia non mi viene in mente nessuno. Come attori singoli direi Gary Oldman e Tilda Swinton, m’ispirano molto.

Pensi che sia più complicato lavorare su personaggi che sono stati già rappresentati a livello visivo, oppure è più difficile lavorare su dei characters originali?

Non ho mai fatto finora un’opera originale ideata da zero, e penso che sia più difficile creare qualcosa dal nulla. Lavorare su qualcosa di già visualizzato e con un’immagine definita non mi ha dato delle difficoltà.

Pensi che la serie tv di Sherlock si prestasse per l’adattamento in manga?

Direi proprio di sì. I personaggi sono caratteristici e originali. La difficoltà maggiore che ho avuto è stata quella di adattare il ritmo di certe scene del telefilm molto rapide, dovevo trasporle in manga mantenendo quel tipo di ritmo. Ecco, forse quella è stata la difficoltà maggiore che ho incontrato. Però più che difficoltà direi che è stata una sfida, una cosa che mi ha divertito.

Le serie tv stanno facendo molto successo in questo periodo, così come i manga che hanno ormai raggiunto una popolarità mondiale. Pensi perciò che l’adattamento dei telefilm in manga possa aprire una nuova e proficua strada per lettori ed editori?

Credo proprio che sia questa la strada da seguire, anche perché in Giappone i manga sono molto più popolari dei film e delle serie tv straniere, quindi il manga è un modo per far avvicinare delle persone nuove a questo tipo di prodotti. In questo modo, battendo questa strada, si può creare uno scambio, è una cosa molto positiva.

Pensi che il manga di Sherlock potrebbe continuare anche dopo la fine della serie tv, magari avendo delle storie appositamente scritte?

Bé, se gli sceneggiatori scrivessero una storia dandomi il permesso di trasporla in manga potrebbe essere una cosa fattibile, altrimenti sarebbe una strada impraticabile.

Grazie mille per la disponibilità Jay.

Grazie a voi.