Batman n. 50: Recensione

Pubblicato il 31 Ottobre 2011 alle 11:05

Giunge al n. 50 l’edizione italiana del mensile del Cavaliere Oscuro che propone il celebrativo numero 700 di Batman, scritto dal geniale Grant Morrison e illustrato da un agguerrito e formidabile gruppo di disegnatori!

Batman n. 50

Autori: Grant Morrison, Dennis O’Neill (testi), Tony Daniel, Frank Quitely, Scott Kolins, Andy Kubert, David Finch, Dustin Nguyen (disegni)
Casa Editrice: Planeta De Agostini
Provenienza: USA
Prezzo: €5,95, 16,8 x 25,7, pp. 80, col.

Ormai sappiamo tutti che, a partire dal gennaio 2012, i fumetti DC saranno pubblicati dalla RW-Lion e non più da Planeta. Così come è risaputo che attualmente l’etichetta statunitense di Superman, Batman e compagnia ha fatto ricominciare dal principio il suo universo narrativo, proponendo una pletora di numeri uno, compresi quelli dedicati alle sue principali icone supereroiche. Tuttavia, al di là di questo discorso, il fatto che l’edizione italiana di Batman giunga al traguardo della cinquantesima uscita è da segnalare.

Ma l’albo è da tenere d’occhio anche perché presenta il n. 700 della gloriosa testata Batman. E non si tratta di un mero episodio celebrativo, come sarebbe forse normale aspettarsi, ma di una storia dalla struttura semplice e nello stesso tempo complessa. Non potrebbe essere altrimenti, comunque, poiché a scriverla è Grant Morrison, l’autore che, negli ultimi anni, ha realizzato una run che non ha lasciato nessuno indifferente.

Un character che può vantare settecento numeri (senza contare quelli di Detective Comics e di altre testate succedutesi nel corso dei decenni) ha avuto, ovviamente, un’esistenza complicata e spesso contraddittoria. Ma quando Grant decise di occuparsi del Cavaliere Oscuro si pose come obiettivo quello di conferire coerenza, logica e plausibilità all’ingarbugliata vita editoriale di Bats. Peraltro, riuscendoci, dal momento che Morrison ha preso tutti gli elementi che riteneva funzionali per la delineazione delle sue saghe, riuscendo ad amalgamarli con un equilibrio perfetto.

Le atmosfere sono state a volte in linea con quelle classiche, in altre occasioni caratterizzate da un forte tono macabro, con riferimenti all’occultismo e alla demonologia; ma, in generale, il Batman versione Morrison ha soddisfatto buona parte del fandom (senza dimenticare che l’autore scozzese ha inoltre regalato ai fans un gioiello pop come Batman & Robin). Ciò non significa che le cose non siano state complicate, come ho già scritto. L’apparente dipartita di Bats nella fenomenale Final Crisis ha, infatti, lasciato spazio a Dick Grayson, divenuto per un periodo il nuovo Cavaliere Oscuro, e al terribile figlio di Bruce Wayne, Demian, che ha indossato i panni di Robin. La miniserie The Return of Bruce Wayne ha spiegato le modalità con cui Bruce è ritornato in gioco, dando, però, vita a nuovi misteri.

Per giunta, Morrison aveva in precedenza fatto più di un accenno a un Batman del futuro, impersonato da Terry McGinnis, e questi ed altri elementi formano un puzzle narrativo intrigante ma astruso. Il n. 700 di Batman, perciò, è caratterizzato da una triplice linea narrativa: una story-line è ambientata nel passato e vede come eroi Bruce e Dick, cioè i classici Batman e Robin; una seconda si svolge nel presente ed è dedicata a Dick nei panni di Bats e a Demian, attuale Robin; e poi c’è la terza, situata nel futuro, in cui il protagonista assoluto è il Batman del domani che ha ormai accettato il manto del pipistrello, pur ricorrendo a un modus operandi dissimile da quello del modello originario. La vicenda è a suo modo unitaria e coinvolge la classica nemesi del Cavaliere Oscuro, il Joker; ma un ruolo non trascurabile è esercitato pure dal dr. Carter Nichols. I testi di Morrison sono interpretabili a più livelli, come di consueto, e la parte grafica, appannaggio dei bravissimi Tony Daniel, Frank Quitely, Scott Kolins e David Finch, di grande qualità. Trattandosi, inoltre, di un numero celebrativo è inclusa una splendida Batman Gallery realizzata da artisti del calibro di Shane Davis, Tim Sale, Bill Sienkiewicz e altri.

Ma non finisce qui. C’è una storia tratta dal n. 866 di Detective Comics, scritta da un autore storico del Bats anni settanta, quel Dennis O’Neill che ha avuto un’importanza fondamentale per l’evoluzione dei comics a stelle e strisce. E, proprio in perfetto stile seventies, O’Neill firma uno splendido racconto noir, ben illustrato da Dustin Nguyen che, a tratti, si ricollega a certi piacevoli stilemi cartoon che rimandano alle atmosfere del Batman camp dei sixties. E, anche in questo caso, è presente il Joker. Insomma, coloro che seguono regolarmente l’edizione italiana di Batman certamente non si faranno sfuggire questo numero. Gli altri farebbero bene a dargli una chance, data la caratura degli autori coinvolti.

Voto: 8

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