Doctor Strange n. 11 [Recensione]

Pubblicato il 23 Marzo 2017 alle 10:00

Arriva il primo annual della serie del Dottor Strange, scritto dalla sceneggiatrice ospite Kathryn Immonen! Cosa succederà al Doc quando rivedrà la bella Clea? Non perdete il nuovo numero della testata migliore della Marvel! E in appendice proseguono le vicende di Scarlet!

A giudicare dai commenti in rete, la stragrande maggioranza dei Marvel fan reputa Doctor Strange, la più recente collana dedicata al celeberrimo stregone creato da Stan Lee e Steve Ditko, la serie migliore attualmente in corso di pubblicazione.

Per quanto mi riguarda, è vero. Sebbene in passato le varie testate di Strange siano sempre state caratterizzate da un livello qualitativo elevato, la recente versione di Jason Aaron è superiore alla media.

Il celebrato autore di Scalped ha rispettato le caratteristiche basilari di Stephen Strange e non ha trascurato le atmosfere mistico/esoteriche che i lettori ben conoscono. Ha aggiunto però un elemento che in passato era spesso mancato: l’ironia. Il Dottor Strange, infatti, adesso è più ironico di un tempo e lo stesso vale sia per il fido domestico Wong sia per la simpatica Zelma Stanton, una bibliotecaria assunta da Stephen e presenza ricorrente del comic-book.

Oltre a ciò, Aaron ha trattato con maggiore serietà le tematiche occulte, tanto che Doctor Strange potrebbe essere assimilato a certe analoghe serie Vertigo. Se a ciò aggiungiamo i disegni dell’ottimo Chris Bachalo, si può intuire quanto il comic-book sia intrigante.

Grazie a esso e alla recente pellicola a lui dedicata, il Dr. Strange sta vivendo un periodo di popolarità forse impensabile per un personaggio così particolare. In questo undicesimo albo dell’edizione italiana viene ora pubblicato il primo annual del Doc.

A scriverlo è Kathryn Immonen che non fa rimpiangere Aaron. In attesa delle nuova story-line successiva a quella dell’Empirikul, l’autrice fa il punto della situazione, recuperando al contempo un personaggio fondamentale. L’Empirikul, quindi, è stato sconfitto ma la vittoria ha richiesto un prezzo enorme e l’intero mondo della magia se la passa male.

Il Sancta Snctorum di Strange è in pessime condizioni e il suo inquilino è costretto a chiamare qualcuno in grado di riparare la bizzarra abitazione. Ma non è questo il vero problema.

E’ infatti l’improvvisa apparizione di Clea, la compagna di Strange, a turbarlo. Pur essendo formalmente sposati, Strange e Clea non si vedevano da tempo. Cosa è successo alla donna? Che vuole da Strange? E soprattutto c’è da chiedersi: torneranno insieme?

La Immonen scrive una storia gradevole, utilizzando gli stessi registri ironici di Aaron, e giocando con misteri e ambiguità. Si intuisce che qualcuno intende contrastare l’amore tra Clea e Strange, per ragioni enigmatiche; e la conclusione della trama è aperta a una miriade di interpretazioni.

I disegni di Leonardo Romero sono validi ed efficaci e il penciler, malgrado non sia paragonabile a Bachalo, realizza belle versioni dei personaggi, dando il meglio di sé proprio con Clea che nelle sue mani assume un aspetto etereo e delicato, molto suggestivo. Nell’albo c’è poi il n. 8 di Scarlet Witch, la serie dedicata alla bella Wanda Maximoff. Si tratta di un altro gioiello della Marvel attuale, scritto dal bravissimo James Robinson di Starman.

Anche in questo caso, l’autore inglese si è avvicinato a situazioni e ad atmosfere narrative quasi Vertigo nell’impostazione, accentuando l’elemento esoterico in genere trascurato dagli autori che nel corso degli anni si sono occupati di Scarlet.

Nello stesso tempo, Robinson sta cercando di risolvere le contraddizioni insite nelle origini dell’eroina. Chi è realmente Wanda? E’ davvero una strega, come pensa Agatha Harkness che, in qualità di spettro, la guida? E’ una mutante, figlia di Magneto? Oppure i suoi poteri sono solo l’esito degli esperimenti dell’Alto Evoluzionario?

Le risposte non sono arrivate ma, a quanto è dato capire, la verità pare essere un’altra, considerando  pure che negli episodi precedenti è apparsa una strega che afferma di essere la vera madre di Wanda. In ogni caso, Scarlet è in cerca di sé stessa e questo le sta creando problemi di tipo psicologico.

E’ il pretesto che serve a Robinson per firmare uno splendido episodio in cui Scarlet inizia a frequentare uno psicologo. Ma siamo sicuri che quest’ultimo sia ciò che dice di essere? L’autore scrive testi intensi e riflessivi e fa persino entrare in scena un vecchio villain della Marvel.

In poche parole, gioca abilmente con il classico Marvel style, filtrato da una prospettiva post-moderna. Da tenere d’occhio i disegni di Tula Lotey che, grazie al suo stile elegante e raffinato, ci dona una versione deliziosa di Wanda. Insomma, questo quindicinale è imperdibile ed è consigliabile sia ai fan della Casa delle Idee sia a coloro che cercano un fumetto di valore.

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