Può un padre non amare suo figlio? E può un figlio non amare un padre? Se sono i protagonisti di Men of Wrath, dirompente miniserie scritta da Jason Aaron, possono solo odiarsi! Non perdete uno dei noir più sconvolgenti degli ultimi anni disegnato dal grande Ron Garney!

Jason Aaron non è uno sceneggiatore qualsiasi e chiunque abbia letto opere intense e drammatiche come Scalped o Southern Bastards lo sa. Il responsabile della migliore serie Marvel attualmente in corso di pubblicazione e cioè Doctor Strange è ormai uno dei nomi di punta del comicdom americano.

Oltre alle grandi capacità di scrittura e all’inventiva, Aaron ha dalla sua la versatilità. E’ in grado di occuparsi di supereroi ma anche di generi diversi.

La dimostrazione, qualora ce ne fosse ancora bisogno, del suo estro è data da Men of Wrath, miniserie di cinque numeri proposta dalla Marvel nella divisione Icon, dedicata a prodotti creator-owned.

Si tratta di un thriller mozzafiato, violento e adrenalinico, le cui atmosfere narrative sono per certi versi assimilabili al capolavoro Scalped. La story-line si ispira ad alcuni elementi autobiografici che lo stesso Aaron evidenzia nell’introduzione del volume e che non rivelo per non sciupare la sorpresa ai lettori.

La trama si svolge in Alabama, in pratica nel profondo Sud degli Stati Uniti, terra di pulsioni negative e inquietanti. Pur collocata nel presente, ha a che fare con sanguinose vicende verificatesi in passato. Tutto ha inizio con un accoltellamento avvenuto durante una lite, provocata dal possesso di alcune pecore. Nel corso del tempo, ciò dà il via a un’allucinante sequela di situazioni efferate.

Il protagonista della storia è Ira Rath, un killer a pagamento che definire spietato è un eufemismo. Non ha scrupoli di sorta, è completamente privo di sentimenti, non possiede un briciolo di morale.

Quando deve uccidere non si ferma di fronte a nulla ed è persino pronto ad ammazzare neonati, se le circostanze lo richiedono. Provare empatia nei suoi confronti è quindi impossibile ma Aaron lo descrive con una lucidità e un’accuratezza sconcertanti.

Ira sta per morire di cancro e niente sembra ormai turbarlo. Riceve però un ultimo incarico. Deve uccidere un ragazzo a conoscenza di cose che non dovrebbe sapere. Un giovane peraltro costretto a compiere azioni discutibili, dal momento che la sua compagna è incinta e questo implica la necessità di guadagnare denaro in fretta per poter mantenere lei e il bambino. Si chiama Ruben, è il figlio di Ira e tra i due c’è un odio profondo.

Cosa farà Ira? Arriverà davvero a uccidere il figlio? Con questo pretesto, Aaron svolge una scioccante disamina dei legami di sangue e dell’idea stessa di famiglia, in chiave dissacrante e provocatoria. Anche i concetti di dannazione e redenzione giocano un ruolo importante e i simboli religiosi sono ricorrenti. Men of Wrath non è un fumetto per tutti.

I colpi allo stomaco sono numerosi. La violenza spesso è disturbante. L’autore descrive una realtà brutale, non edulcorata, e lo fa con testi dall’incedere chandleriano e con dialoghi incisivi che farebbero la fortuna di un serial televisivo.

Men of Wrath è da lodare inoltre per gli spettacolari disegni di Ron Garney. Il suo tratto ruvido, grezzo e sporco, valorizzato e impreziosito da un suggestivo tratteggio e da fascinosi giochi d’ombra, è perfetto per un noir degno di questo nome.

Il penciler, con le sue tavole su uno sfondo nero come le profondità dell’inferno, non può lasciare indifferente nessuno; e non lasciano indifferenti neanche le inquadrature dal taglio cinematografico e i primi piani che hanno il pregio di esprimere le emozioni selvagge dei character.

Non bisogna poi ignorare i colori oscuri di Matt Milla che fanno venire in mente l’universo tenebroso del cinema di David Lynch. In pratica, Men of Wrath è un’opera di gran classe, sia dal punto di vista dei testi che dei disegni. E’ imprescindibile per tutti gli estimatori del noir, per i fan di Aaron e Garney e per coloro che cercano una lettura dai toni adulti.

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