Un giovane Inumano chiamato Ulysses può prevedere il futuro e quindi possibili catastrofi e calamità ! Ma come decideranno di sfruttare questo potere i supereroi Marvel ??? Non tutti infatti saranno della stessa opinione e uno scontro “preventivo” contro Thanos avrà conseguenze disastrose…!!!

Proteggere il futuro o cambiarlo ?

E’ questo il dilemma alla base della nuova Guerra Civile che sconvolgerà gli equilibri dell’universo Marvel, dopo quella del 2006 scritta da Mark Millar e disegnata da Steve McNiven, che resta in assoluto uno degli eventi più riusciti di questi ultimi anni, non a caso fonte d’ispirazione anche per l’ultimo capitolo cinematografico dedicato a Capitan America.

Nella saga di Millar la questione era più concreta e per certi versi “politica”. Si discuteva della libertà e dei diritti dei singoli individui, in rapporto alla sicurezza e ai poteri che lo Stato deve ( o dovrebbe ) possedere per garantirla. Era una tematica realistica, che coinvolge direttamente tutti noi, applicata però ad un mondo dove esistono esseri in grado di volare e sollevare palazzi, senza dover rispondere a nessuno delle proprie azioni o dei possibili effetti collaterali che potrebbero causare.

A tutto questo va aggiunto il fatto che in Civil War non c’era un super-cattivo da affrontare, ma solo due diverse ideologie che si scontravano, anche in maniera violenta, all’interno della comunità supereroica.

Esattamente come avviene per la politica, ognuno di noi poteva maturare una propria opinione e simpatizzare per una fazione piuttosto che per l’altra, secondo quello che è il suo modo di pensare e la sua sensibilità.

Considerando poi quanto piaccia ai lettori vedere i supereroi che se le danno di santa ragione, era scontato che questo evento sarebbe stato un grande successo, ed era inevitabile che prima o poi la Marvel ne avrebbe proposto un seguito, cavalcando anche l’onda del succitato blockbuster cinematografico.

A dire il vero, Civil War II non è proprio un sequel della precedente miniserie, ma semplicemente un’altra accesa discussione interna tra supereroi, che stavolta affronta tematiche più legate all’immaginario fantascientifico e alla “giustizia preventiva”.

Molti di voi infatti avranno visto Minority Report con Tom Cruise, tratto da un racconto del grande Philip K. Dick, nel quale la polizia arrestava i criminali ancora prima che compissero le loro malefatte, grazie a dei veggenti che gli mostravano il futuro. Allo stesso modo, i nostri eroi Marvel vorrebbero sfruttare le visioni premonitrici di un giovane Inumano chiamato Ulysses per prevenire possibili catastrofi.

Se Carol Denvers, attuale Capitan Marvel e leader degli Alpha Flight, non ha dubbi sull’intervenire subito, modificando il futuro prima che sia troppo tardi, Tony Stark/Iron Man non è dello stesso avviso, in quanto non si fida totalmente dei poteri di un Inumano ancora inesperto come Ulysses e non crede sia giusto effettuare attacchi preventivi, senza ponderarne bene le conseguenze.

E purtroppo i danni collaterali, anche molto gravi, non tarderanno ad arrivare, come abbiamo visto nello scontro con Thanos presentato nell’albo gratuito del Free Comic Book Day. Qualcuno morirà ed altri eroi ne usciranno parecchio malconci, a causa di una missione portata avanti da Capitan Marvel in seguito a una visione di Ulysses.

Tony Stark, ormai sempre in prima linea durante questi conflitti di grande portata, andrà su tutte le furie e il dibattito assumerà pieghe talmente aspre e drammatiche da costringere ogni supereroe a schierarsi e fornire il proprio contributo alla causa: è giusto cambiare il futuro, come sostiene Capitan Marvel, o proteggerlo senza modificarlo, come vuole Iron Man ???

Su queste premesse si basa la seconda Guerra Civile che sconvolgerà l’universo Marvel, scritta da un esperto di grandi eventi e scossoni narrativi come Brian M. Bendis, ovvero colui che ha traghettato la Casa delle Idee nel nuovo millennio e l’ha rilanciata, ricostruendola pezzo per pezzo, con saghe come Vendicatori Divisi, House of M e Assedio.

Bendis ha sicuramente uno stile di scrittura molto moderno e cinematografico, oltre a idee spesso innovative ed eclatanti, anche se spesso tende a lasciarsi un po’ andare con dialoghi o botta e risposta eccessivamente lunghi, coi quali vuole mettere in risalto la sua verve ironica e sarcastica, ma che sono anche una tecnica per allungare il brodo e diluire oltremisura le sue storie.

Non è un caso, infatti, che nonostante ci sia stato già un numero zero che fungeva da prologo, il conflitto vero e proprio non sia ancora iniziato e anche questo primo numero, di fatto, si può considerare un secondo prologo… Questa del resto è la cifra di Bendis: la sua scrittura decompressa si può amare o odiare ed ha sempre diviso i fan, ma di certo risulta più apprezzabile e adatta ad una lettura in volume piuttosto che serializzata.

Un’altra tattica dello scrittore per macinare pagine è l’utilizzo delle splash page, spesso anche doppie, che comunque sono una goduria per gli occhi quando sono realizzate da artisti del calibro di David Marquez, già fautore del recente rilancio di Iron Man.

Il suo tratto pulito e raffinato riesce ad essere elegante e spettacolare allo stesso tempo, e si dimostra perfetto per un evento di questa portata, ricco di personaggi e battaglie epocali.

Considerando che siamo ancora all’inizio, non è facile formulare un giudizio ben definito su questo evento, ma possiamo dire che le premesse sono interessanti e se ben sfruttate potrebbero sconvolgere davvero gli equilibri dell’universo Marvel.

Speriamo dunque che non si tratti solo di un fuoco di paglia per cavalcare l’onda dei successi cinematografici, ma di una saga che possa avere la stessa carica eversiva della Guerra Civile precedente.

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