Top 10 deluxe vol. 2 [Recensione]

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Arriva il secondo e conclusivo volume di Top 10, serie ABC dell’immenso Alan Moore! Cosa succederà nel più strampalato distretto di polizia dei fumetti? Scopritelo in questo libro illustrato da Gene Ha e Zander Cannon!

Un’opera di Alan Moore non è mai banale e non lascia indifferenti. Il più importante autore di comics a livello mondiale, infatti, non si limita a realizzare semplici fumetti ma lavori che vanno oltre le convenzioni espressive e narrative della letteratura disegnata.

Fu questa, almeno, la finalità della sua linea America’s Best Comics che gli diede modo di proporre gioielli del calibro di Promethea, Tom Strong e The League of The Extraordinary Gentlemen.

Top Ten rientra in questo ambito e ora Lion pubblica il secondo volume dell’edizione Deluxe che include gli episodi finali del comic-book e altro materiale.

La serie in questione può essere definita supereroica ma non è assimilabile al capolavoro Watchmen. In Top Ten, infatti, non prevalgono toni lirici e introspettivi; le story-line sono anzi ironiche, con dialoghi sarcastici e sopra le righe. La collana è ambientata a Neopolis, una grande città popolata esclusivamente da superesseri.

In pratica, ogni cittadino è dotato di superpoteri e ciò, come è facile intuire, provoca problemi di vario tipo. Gli stessi crimini sono di natura super e, di conseguenza, c’è bisogno di una squadra di poliziotti capace di agire in un contesto del genere. I membri del Decimo Distretto, conosciuto come Top Ten, sono i protagonisti assoluti dell’albo. Oltre a possedere poteri, hanno personalità non facili.

Alcuni sono palesemente disturbati, altri non riescono a controllare le emozioni, altri ancora non sono nemmeno umani e provengono da mondi alieni e strane dimensioni. Si tratta quindi di un manipolo di individui schizzati e stravaganti.

Nel volume precedente, tra un episodio e l’altro, Moore aveva inserito una sottotrama incentrata su un serial killer. In questa seconda uscita che include i nn. 9-13 di Top Ten, scopriremo la sua identità e si può dire che la giustizia trionfa. Ma il Distretto dovrà pagare un prezzo elevato, considerando che non mancheranno i decessi.

Moore si sbizzarrisce con la fantasia, ideando realtà alternative in cui l’Impero Romano non è mai caduto, robot senzienti più sensibili degli esseri umani, dee enormi e vendicative e altre stranezze e scrive testi inventivi, divertendosi a volte con giochi di parole, filastrocche e testi di canzoni.

Tuttavia, con il pretesto di una vicenda supereroica, affronta il tema scottante della violenza sessuale ai minori, ovviamente esprimendo una ferma condanna, e di conseguenza Top Ten può essere interpretato sia come un fumetto di intrattenimento, sebbene poco convenzionale, sia come opera di denuncia.

Nel libro è poi inclusa la miniserie dedicata a Smax, uno dei componenti più scostanti e intimidenti del Top Ten. Moore ne approfitta per analizzare la psicologia del personaggio, fornendoci informazioni sul suo background e al contempo inserendolo in un’ambientazione fantasy.

La mini è una presa in giro della narrativa sword & sorcery e dei suoi cliché e non mancano sfottò nei confronti di Tolkien, per esempio, o di Michael Moorcock. Smax ritorna al suo mondo natale per partecipare a un funerale e si fa accompagnare dalla collega Toybox, dal momento che non se la sente di rivivere da solo un passato che, si intuisce sin dal principio, è stato traumatico. E questo è appena l’inizio di una serie di vicissitudini incentrate su troll dispettosi, incarnazioni della morte, elfi rompiscatole e varie amenità.

Anche in questo caso, però, Moore non evita di occuparsi di argomenti controversi come quello dell’incesto, senza però scadere nella morbosità e confermando la sua classe di narratore. Il libro si conclude con un breve estratto dallo special America’s Best Comics 1 in cui Alan si diverte a ironizzare sul mito dei vampiri. Nel complesso, queste opere non sono da mettere allo stesso livello di Watchmen, V for Vendetta o From Hell, ma sono certamente superiori alla media.

I disegni di Top Ten sono affidati al bravissimo Gene Ha che con il suo stile realistico e ricco di dettagli realizza tavole di grande bellezza formale. La miniserie Smax e la storia dello special sono invece appannaggio di Zander Cannon, meno spettacolare di Gene Ha.

In ogni caso, il suo tratto grezzo e un po’ grottesco è appropriato per le ambientazioni fiabesche evocate da Moore. Il volume è quindi da tenere d’occhio e non può mancare nella libreria dei fan del più acclamato autore di comics vivente.

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