L’attore premio Oscar riceverà il Premio alla Carriera.

L’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma si è aperta all’insegna di Tom Hanks, l’attore due volte premio Oscar che riceverà il Premio alla Carriera da Claudia Cardinale e al quale la kermesse capitolina dedica una grande retrospettiva.

In conferenza stampa, l’attore è stato accolto con grande calore ed ha subito parlato della sua carriera: “Meglio non voltarsi indietro perché il passato rischia di sopraffarti. I film non cambiano. Splash è uguale rispetto al 1988. Io sono invecchiato e mi considero l’attore più fortunato al mondo. L’unica unità di misura del successo è la longevità artistica. Sono fortunato perché ho una storia cinematografica importante e continuano a chiedermi di lavorare.”

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“Non mi sono mai pentito di aver rifiutato un film e non mi sono mai sentito uno stupido. Sono decisioni istintive che dipendono dal personaggio o dai contenuti del film. Ci sono stati molti film che non ho fatto a causa di altri impegni ma non mi sono mai soffermato a ripensarci. Dire di no è più difficile che dire di sì. Dici sì perché ti pagano bene, baci delle belle ragazze e vedi il mondo. Ma possono esserci aspetti che non ti coinvolgono e allora devi dire no. Giudicare i rifiuti è sempre complicato.”

L’attore è intervenuto sulla situazione politica americana: “Stiamo vivendo un festival della merda. Ogni quattro anni arriva il circo e dobbiamo decidere chi sarà il Presidente. Il Paese si trova davanti a un bivio, c’è ansia e paura. Non abbiamo mai preso in considerazione un candidato così autoreferenziale e pericoloso”, dice riferendosi a Donald Trump. “E non lo faremo adesso. L’ignoranza è un potere che si può vendere o comprare. Alcune persone restano al potere grazie all’ignoranza. Trump è una di loro. Quando vince l’ignoranza accadono brutte cose. E’ la libertà che rende liberi. Trump può attecchire in America come Berlusconi ha attecchito in Italia.”

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Tom Hanks non ha interpretato molti villain durante la sua carriera: “Non mi interessa interpretare il cattivo alla James Bond. Mi piacciono i film in cui il protagonista e l’antagonista hanno delle tesi valide, mi piace poter esaminare le differenze tra buono e cattivo. I cattivi sono sempre più archetipici e poco originali. Mi piacerebbe interpretarne uno che abbia senso.”

Forrest Gump e Robert Langdon (Il Codice Da Vinci, Angeli & Demoni, Inferno) sono ruoli che possono restare troppo attaccati ad un attore: “C’è sempre questo rischio ed è uno dei motivi per i quali dico di no ad alcune proposte. Un giorno potrei trovarmi qui a promuovere Forrest Gump 8 tentando di convincervi che è un buon film ma non succederà.”

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Tom Hanks non è solo un attore ma anche un produttore: “L’attore deve capire cosa fare e non deve spiegare niente a nessuno. Non ha responsabilità. Il produttore deve fare mille telefonate e seguire tutto. Meglio fare l’attore. Ho prodotto Cast Away prima che Zemeckis salisse a bordo ed ho iniziato a lavorarci sette anni prima dell’uscita nelle sale.”

Sulla possibilità di lavorare con un italiano: “Io e Roberto Benigni saremmo una grande coppia. Non ho buona memoria per i nomi ma mi piace il cinema italiano. Quando vivevo in California c’era un canale in tv che trasmetteva film rari tra cui La Strada e 8 e 1/2 di Fellini. Non capivo cosa succedesse ma quei film mi colpirono molto.”

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Hanks sarà il protagonista di Sully, il nuovo film di Clint Eastwood, e racconta la sua esperienza con il regista: “Mi ha detto solo quando avremmo iniziato a girare. Non ci sono state prove né discussioni sul personaggio. Non perde tempo sul set. Eastwood non dice ‘Ciak!’, o ‘Si gira!’, muove soltanto il dito. E’ un uomo di poche parole.”

Tom Hanks tornerà per la terza volta nel ruolo di Robert Langdon, il personaggio creato da Dan Brown, in Inferno, il nuovo film di Ron Howard in uscita oggi nelle sale.

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