Scream Queens: 3 buoni motivi per amarlo

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Scream Queens, l’ultima creatura seriale di Ryan Murphy, è tornato con la seconda stagione. Riuscirà a farci urlare ancora?

Scream Queens rappresenta, per chi scrive, una sorta di guilty pleasure telefilmico, quella serie tv che avete adorato dalla prima puntata ma non volete confessarlo a nessuno. Un piacere proibito nato da un amore praticamente istantaneo per le Chanels, l’horror-slasher misto a comedy e quella critica onnipresente che lo allontana dall’appellativo abusato e confuso di trash.

Dopo un campus universitario e un diavolo rosso, la seconda stagione della serie è ambientata in un ospedale in cui si aggira un mostro verde e paludoso pronto a spargere sangue e far urlare nuovamente i nostri protagonisti. Non a caso Scream Again è il titolo del primo episodio andato in onda il 20 settembre 2016 sugli schermi americani.

Dopo la visione di quest’episodio che ricalca (forse anche troppo) il pilot della prima stagione, ci siamo chiesti che cosa rende particolarmente interessante un prodotto a prima vista così bizzarro, e abbiamo cercato di riassumerlo in 3 punti principali.

1. Il suo essere dissacrante. Se dovessimo utilizzare un’unica parola per definire Scream Queens sceglieremo “dissacrante”. I luoghi principali di questa serie, che sembra essere a metà strada tra l’essere antologica (ambiente diverso) e non esserlo (stessi protagonisti, più new entry), non sono casuali: si vuole colpire l’immaginario americano e portare alla luce i più grandi problemi della società.

Dopo il campus della prima stagione, luogo per eccellenza dove la cattiveria giovanile, il razzismo e le differenze sociali sono all’ordine del giorno, la seconda stagione punta ancora più in alto arrivando a colpire gli ambienti ospedalieri.

La sanità, da sempre tasto dolente della società a stelle e strisce, sarà trattata con lo stile estremo della serie, all’insegna del nonsense e assolutamente privo di mezze misure. In un mix di genere televisivi perfettamente oliato, la critica sociale e culturale viene narrata attraverso i luoghi comuni di uno slasher movie circondato da uno stile glitterato e dialoghi comici esilaranti.

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