Non sempre i videogiochi che si ispirano troppo ad altri (specie se lo fanno palesemente) sopravvivono nel duro mercato videoludico. Nel corso degli anni in tanti hanno provato ad emulare quel successo di nome Monster Hunter, ma pochi sono riusciti a sopravvivere per poterlo raccontare. La serie God Eater è una di queste.

Prima di iniziare a leggere la recensione, è bene che vi dia qualche informazione preliminare affinchè possiate comprenderla al 100%. Innanzitutto. la versione del gioco da me testata è quella per PS Vita, ma non credo ci saranno grandi differenze rispetto a quella Ps4, anche perchè quest’ultima è un mero porting della versione portatile.

Inoltre, in più punti della recensione, al fine di delineare con precisione i punti di forza e di debolezza del gioco, lo metterò a confronto con altri titoli dello stesso genere (in primis Monster Hunter) ma spesso e volentieri anche col suo predecessore.

Ultima cosa. Cercherò di limitare al minimo gli spoiler, anche se qualche informazione sul gioco deve per forza di cosa esserci non farò spoiler eccessivi sulla trama. Al massimo posso accennare qualcosa sulla sua struttura, ma niente di più.

Bene, è tutto. Impugnate i vostri God Arc miei giovani God Eaters, ora siamo pronti per addentrarci nel mondo post-apocalittico di God Eater 2 Rage Burst

TRAMA

Gli Aragami non sono mai stati così deliziosi

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Ok prima vi ho detto che eravamo pronti per addentrarci in questo mondo irto di Aragami, ma non lo siamo ancora del tutto. Prima dovremmo infatti creare il nostro avatar, protagonista di questa avventura, attraverso un editor personaggio abbastanza sostanzioso e di tutto rispetto.

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L’editor del personaggio è stato rivisitato ed ampliato rispetto a quello del capitolo precedente, e rimane nel complesso abbastanza curato

Potremo personalizzare vari aspetti del nostro avatar, come taglio di capelli, vestiario, colore degli occhi, carnagione, timbro vocale ecc. Una volta creato il personaggio, entreremo nel gioco vero e proprio, e potremo modificare soltanto alcuni aspetti di quest’ultimo (vestiario, equipaggiamento, colore e taglio di capelli). Ora siamo pronti al 100% e senza ulteriori indugi possiamo gustarci la trama di questo ultimo titolo della serie God Eater.

La storia di God Eater 2 inizia tre anni dopo la fine del primo capitolo. Il mondo è ancora attanagliato dalla minaccia degli Aragami, creature di origine sconosciuta comparse all’improvviso nell’anno 2050, chiamate anche “Dei” e considerate il nemico più temibile dell’umanità.

Queste creature sono interamente composte da Oracle Cell, particolari cellule che hanno come unica finalità quella di divorare qualsiasi cosa capita a tiro dell’Aragami, oggetti inorganici ed esseri umani compresi.

L’unica speranza di sopravvivenza per il genere umano risiede in un gruppo scelto di persone in grado di impugnare una particolare arma chiamata God Arc e costituita dello stesso materiale di cui è costituito un Aragami.

Coloro che impugnano queste armi sono i God Eater, persone a cui è stato somministrato un particolare gene estratto direttamente dai corpi degli Aragami, chiamato fattore Bias, che permette a questi personaggi di utilizzare questo particolare tipo di arma.

I God Eater (letteralmente “divoratori di dei”) sono chiamati così perchè il God Arc che impugnano non è altro che un Aragami creato artificialmente, che una volta sconfitto il nemico potrà divorare letteralmente il suo nucleo, eliminando così definitivamente la minaccia.

Sembra sia ora della pappa per questo God Arc
Sembra sia ora della pappa per questo God Arc

Tra i God Eater, esiste un gruppo elitè chiamato Blood. Le vicende di questo gruppo saranno protagoniste di questo secondo capitolo della serie e il giocatore vestirà i panni di un membro di questa unità.

Chi ha amato il primo capitolo non deve però temere, nel gioco saranno infatti presenti anche i personaggi del primo God Eater. Nuovi personaggi si affiancheranno quindi al cast presente nel primo capitolo della saga, tutti con personalità e aspetti unici.

La trama è sviluppata essenzialmente in due parti principali: una prima in cui viene dato maggiore rilievo ai personaggi dell’unità Blood, e una seconda in cui vengono privilegiati i personaggi del primo capitolo.

La storia del gioco è interessante al punto giusto, ed è il fattore trainante dell’intero gioco. Mai banale e con dei colpi di scena che difficilmente si possono prevedere, la storia di God Eater 2 vi terrà incollati allo schermo della vostra TV/PS Vita.

La presenza di una trama è proprio quella caratteristica che differenzia principalmente la serie God Eater da Monster Hunter, e quest’ultima vi  aiuterà a passare oltre la monotonia insita nel genere.

Per proseguire nella storia del gioco, il giocatore dovrà affrontare tutta una serie di missioni in cui dovrà eliminare Aragami di vario tipo per impossessarsi del loro nucleo (centro vitale della creatura), utilizzando a volte dei team prestabiliti mentre altre volte un team composto da personaggi scelti dal giocatore.

La durata e la complessità delle missioni aumenterà man mano che il giocatore avanzerà nel gioco. Mentre all’inizio si affronteranno per lo più Aragami di taglia piccola e media, con l’avanzamento del gioco si affronteranno nemici sempre più potenti e agguerriti. La difficoltà è comunque calibrata abbastanza bene, non dovrete dunque preoccuparvi di affrontare di punto in bianco nemici troppo ostici.

Oltre alle missioni classiche, il giocatore potrà intraprendere anche delle missioni che aumenteranno il feeling tra questi e un altro personaggio del gioco a propria scelta.

Ogni personaggio del gioco ha il proprio set esclusivo di missioni, e man mano che si avanzerà in queste missioni secondarie, totalmente opzionali ma che aumentano la longevità del gioco, si potranno sbloccare features che saranno utili al giocatore durante le missioni (nuovi tipi di oggetti, di armi ecc).

STRUTTURA DEL GIOCO E GAMEPLAY

“Un God Arc per domarli, Un God Arc per trovarli, Un God Arc per ghermirli e nel buio incatenarli”

God Eater è strutturato come qualsiasi altro hunting game fantasy, e sotto questo punto di vista non si differenzia tanto da altri esponenti del genere come Monster Hunter o Toukiden. Il giocatore parte da una lobby per intraprendere delle missioni in cui deve sconfiggere determinate creature per poter proseguire nel gioco.

Tipica schermata di battaglia. La barra in altro a sinistra di colore rosso indica la vostra vita, quella sottostante verde indica i "punti oracle" che verranno utilizzati per attaccare con le armi secondarie e infine la barra grigia che indica il vigore essenziale per correre e schivare.
Tipica schermata di battaglia. La barra in altro a sinistra di colore rosso indica la vostra vita, quella sottostante di colore verde indica i “punti oracle” che verranno utilizzati per attaccare con le armi secondarie e infine la barra grigia indica il vigore, essenziale per correre e schivare. In alto a destra invece è sempre presente una minimappa che indica la geografia del posto e la presenza di Aragami nelle vicinanze.

Il numero di Aragami presente nel gioco è abbastanza elevato, anche eliminando tutte quelle diverse versioni di uno stesso Aragami che variano soltanto per colore e affinità elementale. Non vi annoierete dunque, e troverete Aragami sempre nuovi da abbattere.

Questo è uno dei tanti Aragami che vi ritroverete ad affrontare nel gioco. Carino eh?
Questo è uno dei tanti Aragami che vi ritroverete ad affrontare nel gioco. Carino eh?

Probabilmente però il tallone d’Achille del gioco sta nelle ambientazioni. La varietà di ambientazioni in cui si tengono le missioni non è esigua, ma non è nemmeno particolarmente nutrita. Rispetto al primo capitolo ci sono nuove mappe (anche se poche), ma si portano dietro i difetti già presenti in quest’ultimo, ossia l’essere scarne, con pochi dettagli e poco interagibili.

Seppur alcune mappe siano interessanti concettualmente, la maggior parte di queste sono scarne e non interagibili
Seppur alcune mappe siano interessanti concettualmente, la maggior parte di queste sono scarne e non interagibili

Una volta che sarete arrivati a circa metà gioco e avrete visto tutte le mappe, noterete che la maggior parte di queste sembrano una la copia dell’altra, ed è un vero peccato. Sotto questo punto di vista quindi si poteva fare di più.

Ad ogni modo, una volta sconfitti gli Aragami, divorandoli col proprio God Arc, si potranno ottenere da questi ultimi dei materiali che poi potranno essere utilizzati per creare vari tipi di equipaggiamento.

L’equipaggiamento principale di ogni God Eater consiste in un God Arc (la vostra arma d’attacco principale), un arma da fuoco (la vostra arma d’attacco secondaria) e uno scudo (la vostra difesa principale).

Una delle armi esclusive di questo secondo capitolo della serie: la falce.
Una delle armi esclusive di questo secondo capitolo della serie: la falce.

Vi sono diverse categorie di armi, ognuna con le proprie caratteristiche (armi rapide e deboli come la spada corta o la lancia e altre più lente ma in grado di infliggere ingenti danni come la spada distruttrice o il martello, fucili a pompa, fucili da cecchino ecc) e di scudi.

Le categorie di armi principali del gioco. D'alto verso il basso: Fucile
Le categorie di armi principali del gioco. D’alto verso il basso: Fucile, martello, lancia, lama distruttrice, lama corta, lama lunga.

Sono inoltre presenti numerosi oggetti che aiuteranno il giocatore a sconfiggere più facilmente gli Aragami, come bombe stordenti e trappole, oltre a numerosi oggetti curativi.

L’arsenale a disposizione del giocatore è quindi ricco e variegato, e compete tranquillamente con quello presentato in altri giochi dalla struttura simile. Spesso però sembra che questa varietà sia costituita per lo più da molti doppioni della stessa arma, magari differenti soltanto nel colore e identiche nella forma.

Rispetto al primo capitolo la varietà di armi è più vasta in quanto in quest’ultimo non erano presenti armi come la lancia o la falce, che aumentano di molto l’inventario disponibile, e quindi sotto questo punto di vista c’è stato un miglioramento che giova al gameplay del gioco, già di suo ripetitivo per natura, in quanto ogni arma ha il proprio set particolare di mosse.

Il gameplay è abbastanza semplice e intuitivo, per lo più hack-‘n-slash, e anche se inizialmente potreste sentirvi smarriti, con un pò di pratica vi abituerete subito. Vi sono due tipi di attacco, uno potente ma lento e l’altro veloce ma rapido.

Entrambi i tipi di attacchi sono combinabili tra loro per eseguire combo particolari, e sono anche combinabili ad altri tipi di azioni come il salto o la schivata per eseguire mosse diverse.

Nonostante la semplicità del gameplay, questo alla lunga sembra risultare noioso a causa della sua ripetitività, ma il lavoro fatto sulla varietà delle armi, come detto in precedenza, aiuta a smorzare la monotonia generale.

COMPARTO GRAFICO E SONORO

La grafica old school rimane tutt’ora appetibile

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Il comparto grafico del gioco è effettivamente arretrato rispetto agli standard attuali. I modelli del gioco sono presi direttamente da quelli della versione Psp del primo capitolo, e, sebbene ci siano stati dei miglioramenti a livello di illuminazione e pulizia delle texture grazie alla potenza maggiore di Ps Vita, la grafica è sostanzialmente quella del primo God Eater.

Non per questo il comparto grafico è da buttare via. Nonostante la vecchiaia se la cava ancora piuttosto bene ed è ancora godibile. Però non ci saremmo certo lamentati se gli sviluppatori avessero lavorato di più sotto questo punto di vista.

Il comparto sonoro invece è di tutto rispetto, almeno per quanto riguarda le colonne sonore, che sono sempre azzeccate e in perfetta simbiosi con l’ecosistema complessivo del gioco.

Il doppiaggio invece (nella versione occidentale del gioco disponibile soltanto in inglese), almeno per alcuni personaggi, non è proprio azzeccato e alcune scelte fanno storcere il naso (si, parlo proprio di te Paylor Sakaki).

Ultima nota dolente del gioco con cui voglio concludere la mia recensione è quella riguardante la localizzazione del gioco. Il gioco è completament sottotitolato in italiano ma chi scrive l’articolo mastica abbastanza bene l’inglese e può assicurarvi che spesso la traduzione del testo scritto non è fedele a quella del doppiaggio (e quindi non è fedele nemmeno al testo originale per quanto riguarda la parte scritta).

Spesso sintetizzato al minimo indispensabile e delle volte stravolto, quello sulla localizzazione sembra un lavoro fatto in fretta e furia e poco curato.

Solitamente non è una cosa a cui do conto, perchè comunque le localizzazioni di questi tempi sono sempre più rare e quindi nella maggior parte dei casi sono più che benvenute, ma in questo caso sono obbligato a segnalare questa pecca anche perchè in più di un’occasione ha minato la mia esperienza di gioco (piccola digressione: ho fatto almeno 10 volte la stessa missione in cui dovevo uccidere un Aragami per ottenere un suo materiale richiestomi per proseguire nel gioco.

Questo materiale però non spuntava nonostante avessi ucciso almeno 20 esemplari di quell’Aragami, e la cosa mi puzzava. Alla fine ho scoperto che il materiale richiestomi era un altro con nome totalmente diverso da quello richiesto, e questo mostra la pochezza con cui il gioco è stato tradotto. Scusate l’OT)

CONCLUSIONE

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God Eater 2 Rage Burst è un gioco che saprà divertirvi e intrattenervi, con la sua mole di contenuti vasta e una trama di tutto rispetto.

La serie non è stata stravolta, e questo secondo capitolo mantiene tutto il fascino del suo predecessore, con un mondo post-apocalittico ben descritto, una trama coinvolgente e con una nutrita schiera di personaggi tutti unici, sia nel loro carattere che nella loro personalità, a cui vi affezionerete subito.

Sebbene ci siano ancora delle pecche da risolvere (la monotonia insita nel genere, la povertà delle mappe, una grafica obsoleta e un doppiaggio e una traduzione non proprio eccellenti), queste non minano più di tanto l’esperienza di gioco, e rendono questo secondo capitolo della serie God Eater una piacevole aggiunta nel vasto repertorio di giochi di Ps4 e in quello più ristretto di Ps Vita.

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