In onda in America dal 23 settembre, ecco le prime impressioni sulla serie che riporta in tv il mito dell’Esorcista reso tale negli anni ’70 da William Friedkin.

La FOX continua ad attingere dalla grande tradizione cinematografica. The Exorcist, serie che in America debutterà il prossimo 23 settembre nel famigerato ‘Dead Slot’,  è solo l’ultima produzione televisiva in ordine di apparizione che rievoca e riadatta secondo gli usi e costumi di oggi, i grandi cult del passato. Infatti la serie che è in fase di progettazione dall’ottobre del 2013, si unisce al remake televisivo di Lethal Weapon, il quale anche lui debutterà il prossimo mese di settembre.

C’è grande attesa dunque per il ritorno – questa volta sul piccolo schermo – del celebre marchio lanciato sul grande schermo da William Friedkin nel lontano 1973, che di lì a poco, ha scosso le coscienze e tormentato una generazione di cinefili. Detto ciò abbiamo avuto modo di dare uno sguardo al pilot di The Exorcist, ed una cosa certa: la serie potrebbe essere un guilty pleasure ma di cupo e spaventoso ha ben poco.

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La serie è incentrata sulla vita della famiglia Rance, fervente cattolica, e sul loro legame con le forze oscure. Tutto ha inizio quando il giovane prete Tomas Ortega – dal passato tormentato e pieno di dubbi sul suo operato – viene contattato da Angela Rance (Geena Davis). La donna che vive una strana situazione familiare con un marito sempre assente e due figlie l’una diversa dall’altra, chiede l’aiuto di padre Tomas per risolvere una spinosa situazione. L’uomo di Chiesa dovrebbe supportare moralmente la giovane Charlotte dopo che, a causa di un brutto incidente,  ha dovuto accantonare il suo sogno di diventare ballerina. Tomas nota però  fin da subito qualcosa di strano, intuizione che gli viene confermata dalla stessa Angela, convinta che la casa sia infestata dal demonio.

Parallelamente, padre Tomas è costantemente tampinato da alcuni incubi, piuttosto realistici, nei quali  incontra con Marcus Lang (prete anche lui) intento ad esorcizzare un ragazzino di colore. Tomas comincia ad indagare su Marcus e, dopo un confronto con quest’ultimo, intuisce che le paure di Angela non sono del tutto infondate. La famiglia Rance nasconde un torbido segreto, ancestrale, pericoloso che, di convesso, scuote le fondamenta del credo cristiano, soprattutto quando si intuisce che è Casey ad essere posseduta dal demonio e non l’introversa Charlotte.

E sul più bello, tra l’altro anche sulle celebri note di Lalo Schifrin (il compositore della colonna sonora originale), il pilot di The Exorcist si accommiata lasciando lo spettatore con tanti dubbi e poche certezze. Si perché al di là della provvidenziale struttura narrativa – è interessante come Padre Thomas si è avvicinato al mondo degli esorcismi – la serie sembra essere un provvidenziale family drama (con tutti i clichè del caso), che grazie ad una vena sovrannaturale cerca di scavare profondo nell’animo dei personaggi.

L’escamotage funzione nei riguardi di Tomas, dato che traspare un personaggio costruito coerentemente ed in bilico fra bene e male, colpisce anche Marcus Lang, derelitto e segnato da un passato atroce che vibra ancora nel suo presente, ma questo escamotage non convince nei riguardi dei comprimari. Geena Davis non è adatta per il ruolo di moglie e madre cattolica, sembra quasi essere fuori posto; non da meno lo sono Casey e Charlotte, due personaggi poco approfonditi, dalle caratteristiche usuali e poco in linea con le intenzioni della serie tv.

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C’è da dire però che se The Exorcist non convince dal punto di vista dei personaggi, risulta essere un patinato guilty plesure, accattivante e coinvolgente, adatto anche al pubblico più generalista perché osa ma non troppo. Diversamente da quanto accade in Outcast, ad esempio, che con The Exorcist condivide la tematica horror, la serie della FOX pondera molto bene le emozioni, realizzando un qualcosa che terrorizza ma che non sconvolge. Nonostante il tema scottante, le scene truculente (due in totale) e le ambientazioni tetre e fumose, The Exorcist a primo impatto risulta essere una serie audace – almeno per il network di riferimento – ma che non avrà vita facile.

Il pilot infatti nonostante i pregi ed i difetti, non ha il giusto appeal per scuotere le emozioni del pubblico, non delinea in maniera ottimale la linea narrativa (si conclude proprio sul più bello) e non bastano urla, sospiri e corvi che volano nel cielo per far scendere un brivido lungo la schiena.

The Exorcist dunque anche se far risplendere un marchio che il tempo aveva un po’ offuscato, rimane comunque una serie bella ma non troppo, la sagra delle occasioni sprecate e del ‘vorrei ma non posso’. Fino ad ora per quanto riguarda il fattore esorcismi, Outcast rimane l’esperimento migliore. La serie della FOX però è solo all’inizio, magari con il passar degli episodi, potrebbe diventare il tanto atteso pleasure che manca alle reti generaliste.

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4 Commenti

    • scusa se mi inserisco nel tuo commento,mi voglio rivolgere all’autore. Come cavolo fai a scrivere dell’Esorcista e poi sbagliare una cosa così importante come la colonna sonora. Mi sa che a londra a intervistare David tennant non ci andrai mai,impegnati

  1. allora Carlo non leggi chi ti fa notare i tuoi strafalcioni ? Non puoi leggere la prima cosa che trovi in rete e trascriverla in una recensione,la colonna sonora non è di Lalo Schifrin ma di Mike Olfield

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