Si chiude il secondo mese dell’era Rebirth.

Il secondo mese dell’era Rebirth può essere descritto con l’aggettivo solido: la bontà dell’iniziativa non è stata scalfita da alcune testate che non sono assolutamente partite con il piede giusto ma che comunque rappresentano una minoranza rispetto alle conferme ricevute da pubblico, critica e soprattutto vendite.

Questo secondo mese ha inoltre confermato le intenzioni del Rebirth: ritorno agli elementi storici, classici e/o familiari per personaggi e testate.

JUSTICE LEAGUE #1 di BRYAN HITCH & TONY DANIEL

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Passati quindici giorni dal one-shot d’apertura arriva anche per Justice League la fatidica ripartenza da #1.

Onde evitare spiacevoli malintesi è bene sottolineare come Bryan Hitch non si discosti minimamente dal canovaccio già visto prima sulla maxi-serie JLA – che è bene ricordarlo verrà completata con l’ultima manciata di numeri dopo l’estate – e poi sul one-shot sopracitato: ancora una volta la JL si ritrova a fronteggiare una minaccia su scala planetaria di cui però, almeno in questo primo numero, non viene dato nessun indizio.

Dal punto di vista del plot ahimé c’è ben poco da aggiungere se non che l’impostazione cinematica, vero e proprio trademark del disegnatore inglese, viene fatta propria da Tony Daniel penciller che accompagnerà Hitch in questo nuovo corso della testata. Daniel si ritaglia il giusto spazio con alcune tavole davvero ben riuscite, vedasi le pagine dedicate a Flash, ma non è incisivo come in passato peccando su alcune anatomie ed alcune espressioni facciali.

Come evidenziato due settimane fa la lettura è facile e scorrevole ma si ha la pessima sensazione di leggere una serie “senza anima”: sforzandosi, e sorvolando, sulla mancanza di una reale interazione fra i personaggi e di spunti di interesse per i nuovi membri della Lega quest’albo assume i connotati di un collage di pin-up con protagonisti i vari membri in scene d’azione.

L’interesse per questa nuova JL si è rapidamente raffreddato in soli due numeri; sembrano già troppi lontani i tempi della gestione Johns…

VOTO: 4

HELLBLAZER #1 di SIMON OLIVER & MORITAT

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I New 52 non sono stati clementi con John Constantine. Il ritorno del mago tabagista inglese nell’Universo DC infatti lo aveva ridotto ad una macchietta e la sua vita editoriale aveva vissuto pochissime luci fra cui la run firmata da Ming Doyle e Riley Rossmo targata però DC YOU.

Le aspettative quindi per questa “ripartenza” erano discretamente alte visto anche il coinvolgimento di Simon Oliver, visto all’opera su FBP serie Vertigo dai toni a-là Fringe, e Moritat disegnatore che si è messo in evidenza soprattutto con All-Star Western in era New 52.

Uno dei principali cambiamenti accolti freddamente dai fans fu il “trasloco” di Constantine dalla familiare Londra a New York, cambiamento su cui Oliver fa ruotare questo one-shot districandosi egregiamente con la passata continuity e riportando il mago in Inghilterra con sullo sfondo l’immancabile scontro con il demone di turno.

Lo scrittore quindi sembra avere bene in mente cosa non ha funzionato nel passato recente del personaggio e quali elementi recuperare dal glorioso passato Vertigo ma l’albo per quanto perfettamente impostato e rispettoso degli stilemi del caso soffre della mancanza di personalità necessaria per suscitare nuovamente interesse. In tal senso a soffrirne sono anche le matite di un Moritat troppo “luminoso” ed inspiegabilmente poco a suo agio con le atmosfere surreali dell’albo.

In definitiva le intenzioni sono buone, la realizzazione meno: non basta voler dare a Constantine un tono “maturo” per farlo ritornare ai fasti di un tempo serve anche quella fastidiosa voce di sottofondo che era la critica ai più disparati aspetti della vita di cui Hellblazer era sarcastico ed ironico amplificatore marchiato Vertigo appunto.

VOTO: 6

BATGIRL & THE BIRDS OF PREY #1 di SHAWNA BENSON, JULIE BENSON & CLAIRE ROE

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Il mantra dell’iniziativa Rebirth è sempre stato sin dal suo annuncio il ritorno agli elementi familiari delle varie serie e personaggi e questa Batgirl & The Birds of Prey è la testata che a mio modesto parere incarna meglio questo spirito.

La coppia Shawna e Julie Benson infatti non perde tempo nel tentativo di innovare l’idea di partenza delle Rapaci tornando anzi alle basi gettate da Dixon prima e da Gail Simone poi.

Non è inoltre un caso che la testata citi Batgirl nel titolo: è Barbara Gordon il filo conduttore della narrazione in un veloce recap della sua storia editoriale passata e recente che culmina con gli eventi del seminale The Killing Joke ancora una volta retconnizzati e che portano alla nemesi di questo primo albo ovvero un misterioso nuovo Oracolo – identità che Barbara aveva utilizzato quando era rimasta paralizzata.

Le due scrittrici, per prosa e ritmo sembrano aver ben appreso la lezione della Simone, e non disdegnano la continuity più recente inserendo agilmente prima Black Canary e poi Huntress, quest’ultima forse in maniera meno convincente della prima, in un plot solido ma con poche sorprese.

Alle matite troviamo Claire Roe sempre in bilico fra uno stile più indipendente ed una impostazione classica, i margini di maturazione sono alti ma il tratto è comunque personale.

Questa nuova incarnazione delle Birds of Prey è lontana dagli eccessi della versione New 52 e seppur è apprezzabile un ritorno ad una formula più snella con soli tre membri, il team creativo dovrà dimostrare di sapersi staccare dall’ombra delle fonti di ispirazioni citate più sopra.

VOTO: 6

HAL JORDAN & THE GREEN LANTERN CORPS #1 di ROBERT VENDITTI & RAFA SANDOVAL

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Il one-shot d’apertura di Hal Jordan & The Green Lantern Corps era stato una vera e propria boccata d’aria fresca non solo dopo mesi di lento declino di Green Lantern ma anche a causa del mezzo passo falso di Green Lanterns, l’altra testata dedicata all’universo delle lanterne partita con il Rebirth.

Con questo #1 quindi Venditti si trova a dover confermare le sensazioni positive di 15 giorni fa ed in parte vi riesce grazie ad un ritmo serrato e a dialoghi ridotti al minimo baciato anche da una sorprendente prova di Rafa Sandoval alle matite che pur non essendo Ethan Van Sciver riesce a realizzare delle ottime tavole né rinunciando ai particolari né al dinamismo.

Hal Jordan, nuovamente in uniforme, è alla ricerca del Corpo ancora disperso mentre Sinestro stringe in una morsa di paura l’universo ormai sotto la sua “protezione”; questa narrazione parallela è il vero punto forte dell’albo che effettivamente è molto decompresso in termini di progressione della trama con lo scrittore ancora intento a raccogliere le fila delle trame lasciate aperte dalle precedenti  testate ovvero Sinestro e le due mini-serie dedicate al Corpo.

Personalmente trovo positivo il ritorno alla “space opera” attuato da Venditti ma alcuni dubbi permangono: lo scrittore si sta appoggiando sulle trame passate perché effettivamente vuole chiuderle e raccontare la sua storia oppure sta dando ai lettori esattamente quello a cui anelavano da mesi senza però particolare mordente?

VOTO: 7

BATGIRL #1 di HOPE LARSON & RAFAEL ALBUQUERQUE

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Sin dall’era New 52 Batgirl è stata una testata controversa: dapprima la run firmata Gail Simone, che per chi vi scrive, non è stata assolutamente all’altezza delle premesse di una scrittrice che conosce molto bene il personaggio, e poi con il DC YOU la versione “Burnside” che ritengo sia stata una vera e propria boccata d’aria fresca, per contenuti ed intenti, ma accolta freddamente dai lettori veterani forse a causa di una estetica troppo pop ed indipendente.

Con Rebirth mi sono avvicinato a Batgirl #1 sospettoso e timoroso di un ritorno ad atmosfere più classicamente supereroistiche, visto anche l’abbandono del quartiere hipster di Burnside, e con la esordiente Hope Larson che aveva promesso una Barbara versione giramondo – topos spesso abusato e molto famigliare proprio alle testate batmaniane – ed invece mi sono ritrovato per le mani un albo che scorre rapido, godibilissimo e superbamente designato.

La scrittrice parte subito in media res mostrandoci Barbara già in Giappone con zaino in spalla e sfruttando alcuni stilemi che ricordano i più classici film di arti marziali, come la ricerca di una saggia maestra, incastra in un plot ricco d’azione che culmina con un buon cliffhanger finale – unica pecca forse il personaggio spalla, su cui parrebbero ruotare gli avvenimenti, un pò troppo generico e “buttato nella mischia”.

Nota di merito va alle matite di Rafael Albuquerque in forma strepitosa che riesce ad unire precisione ed estetica indipendente senza esagerazioni costruendo le tavole in maniera fantasiosa e mia banale.

Un albo solido, seppur non trascendentale, per una ripartenza che più che una rottura con il recente passato sembra continuare la naturale evoluzione di un personaggio destinato a rappresentare il “nuovo” che avanza raccogliendo i lettori delle più disparate estrazioni piuttosto che i classici lettori di fumetti di supereroi.

VOTO: 7

NIGHTWING #1 di TIM SEELEY & JAVIER FERNANDEZ

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Con Nightwing Rebirth Tim Seeley aveva colpito al cuore i fans DC più sentimentali mostrandoci un Dick Grayson ritrovare sé stesso anche grazie al confronto con gli altri membri della bat-family recuperando così quel ruolo di “coscienza” del sotto-universo del Cavaliere Oscuro.

Lo scrittore sembra voler insistere sulla formula già utilizzata ed anche in questo numero #1 alterna momenti di confronto, ottimo quello con Batman più ingenuo quello con Batgirl, alla prosecuzione del suo plot che vede Dick intraprendere la missione sottocopertura, conseguenza diretta del crossover Robin War, incontrando alla fine dell’albo il suo nuovo partner.

Per i lettori più navigati i momenti di confronto avranno sicuramente un sapore di dejà-vù – e Seeley dovrebbe soffermarcisi sempre meno se non vuole riciclare una formula che ha colpito nel segno una volta ma con cui è difficile ripetersi – mentre per i lettori meno esperti fungono bene da approfondimento sul personaggio meno stereotipato di quelli legati a Batman mostrandone quindi le fondamentali differenze.

Tuttavia è nel cliffhanger finale il punto debole dell’albo. Un nuovo partner che si presenta come “migliore” di Batman è un espediente oramai troppo abusato – l’ha utilizzato sapientemente anche durante i New 52 Peter J. Tomasi in Batman and Robin – che taglia le gambe ad un albo che fino a quel momento si era mantenuto su buoni livelli miscelando quel flavour a-là James Bond derivato direttamente dalla ottima Grayson targata DC YOU.

Ottimo il lavoro di Javier Fernandez con matite plastiche e scattanti che ben si adattano al personaggio, da migliorare leggermente forse la costruzione delle tavole.

Nightwing era (ri)partito bene ma già con questo #1 sembra aver esaurito la sua carica ritornando ad atmosfere ampiamente battute seppure lo scrittore riesce ancora a tirare qualche filo, soprattutto dal punto di vista emozionale, interessante diluendolo con un plot ricco d’azione.

VOTO: 6 

RED HOOD & THE OUTLAWS REBIRTH # di SCOTT LOBDELL & DEXTER SOY

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RH&TO è stato per il veteranissimo Scott Lobdell un parco giochi in cui scorrazzare liberamente disfacendo origini, relazioni e caratteristiche peculiari dei personaggi coinvolti all’epoca dei New 52 ovvero Red Hood, Starfire e Arsenal cosa che lo aveva inviso ai lettori di vecchia data.

Ritrovarsi quindi lo scrittore nuovamente al timone della testata è una sorpresa e non da poco tuttavia in maniera del tutto inaspettata questo albo si è rivelato una lettura piacevole e fresca. Partiamo dal presupposto che questo one-shot è a totale appannaggio di Jason Todd/Red Hood: Lobdell ripercorre le origini del personaggio inglobando gli elementi classici a quelli – salvabili – dell’era New 52 in un perfetto mix funzionale per tracciarne un profilo finalmente credibile.

E’ nel confronto/scontro con Batman il punto focale dell’albo: grazie a puntuali dialoghi ed alle scene d’azione mai eccessive questo confronto illumina Red Hood davvero come l’outsider della bat-family non solo per modus operandi ma anche per motivazioni e soprattutto per capacità.

Ottimo anche il supporto di Dexter Soy alle matite: maschie ma mai ipertrofiche, oscure ma mai pesanti, espressive quanto dinamiche.

Se l’esordio spiazza e sorprende i dubbi sulla bontà della testata permangono: riuscirà lo scrittore ad amalgamare bene questo rinvigorito Red Hood con due personaggi “stravanganti” come Bizzarro e Artemis?

VOTO: 7

TITANS #1 di DAN ABNETT & BRETT BOOTH

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Se si potessero racchiudere in un solo albo le esperienze negative dei New 52 e le cattive “vibrazioni” dell’iniziativa Rebirth sarebbero tutte qui in questo Titans #1.

Non basta l’effetto nostalgia, e spendere ben due pagine per riassumere – nuovamente! – gli avvenimenti e le premesse di Rebirth, per legittimare un plot inconsistente e dialoghi banali con un Abnett in evidente affanno: se la testata ha come perno scoprire chi c’è dietro al “furto” degli anni perduti per Wally e gli altri Titani è abbastanza evidente come lo scrittore voglia semplicemente allungare il proverbiale brodo depistando i nostri eroi con una serie di villains “spauracchio” come quello che compare a fine albo con un cliffhanger davvero forzatissimo e senza particolare mordente.

Passi pure l’esile plot ma sono i dialoghi quelli che fanno rabbrividire. Battutacce e sfottò adolescenziali che ricordano le peggiori testate anni ’90, ma anche le peggiori dell’era New 52, che banalizzano personaggi di cui si sentiva la mancanza ma che risultano così artefatti e fuori dalla comfort zone di quei lettori che li aveva richiesti a gran voce.

Booth alle matite non migliora la situazione con una involuzione di stile che sfocia non tanto in anatomie abbozzate ma soprattutto in una fastidiosa costruzione diagonale delle tavole che ingolfa la pagina rendendola poco scorrevole e caotica.

Se lo spirito del Rebirth era recuperare ciò che mancava qui troviamo piuttosto quello che dovevamo lasciarci alle spalle, se dovevamo recuperare i Titans perché re-introdurre il personaggio di Omen come membro “fondatore” piuttosto che Raven?

VOTO: 3

VERDETTO

  • In casella: –
  • Da valutare: Hal Jordan & The Green Lantern Corps, Batgirl & The Birds of Prey, Batgirl, Red Hood & The Outlaws, Nightwing
  • Da lasciare sugli scaffali: Justice League, Titans
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