Thor – Le Fatiche di Loki

Autori: Roberto Aguirre-Sacasa (testi), Sebastiàn Fiumara (disegni)
Casa Editrice: Panini Comics
Provenienza: USA
Prezzo: € 11,00, 17 x 26, pp. 96, col.

Recensione


Ogni grande eroe ha bisogno di un grande nemico. È una verità insita sin dall’alba dei tempi, quando l’uomo, stimolato dall’immaginazione e dal desiderio di conferire logica all’incomprensibile e all’inusitato, diede vita alle leggende e alle mitologie. E ciò è vero anche nell’ambito della fiction. Nello specifico dei fumetti, poi, l’esistenza del nemico è fondamentale poiché è quest’ultimo che dà un senso e una finalità esistenziali al protagonista di un’avventura.

E tale caratteristica è basilare nei fantasiosi universi super-eroistici. Cosa sarebbe Superman senza Lex Luthor? O Batman senza il Joker? Potremmo concepire Capitan America che non si confronta con il Teschio Rosso? L’Uomo Ragno sarebbe lo stesso se non ci fosse Goblin a tormentarlo? Se gli eroi rappresentano (indipendentemente dai revisionismi anni ottanta) il bene, pur con molte contraddizioni, i nemici devono per forza esistere perché simboleggiano l’opposto dei super esseri in calzamaglia.

Analogamente, quindi, agli esempi da me riportati, è evidente che Thor, il Dio del Tuono, non può non avere una nemesi per eccellenza, e cioè il perfido fratellastro Loki. A maggior ragione se si pensa, inoltre, che il biondo figlio di Odino è parte del corpus delle leggende norrene e, come ho già scritto, la mitologia si basa sulle contrapposizioni eroi/cattivi.

Quando Stan Lee introdusse Thor nel serial Journey Into Mystery, nei lontani sixties, in principio trascurò l’aspetto mitico del personaggio, preferendo inserirlo in contesti e situazioni super-eroiche di impronta fantascientifica. Thor, in poche parole, era una specie di Superman della Marvel e, negli episodi iniziali, visse avventure che potevano essere accostate, facendo le debite proporzioni, a quelle del Figlio di Krypton.

Ma in seguito Lee e Kirby si accorsero che c’era un cast di personaggi divini da utilizzare e di conseguenza resero il serial di Thor un mirabile esempio di fantasy con tocchi di superomismo fantascientifico, originale per l’epoca. Tuttavia, già nel terzo numero di Journey, Lee presentò il perfido Loki che fu il primo character mitologico ad apparire nel comic-book, prova della sua rilevanza.

E, come ben sanno i Marvel fan, nel corso dei decenni Loki è stato il villain principale di The Mighty Thor, spesso protagonista indiscusso di storie memorabili. Ma Loki, dal punto di vista psicologico, fu schematico: si trattava di un dio meschino, invidioso, vigliacco e niente di più. Negli anni ottanta, però, il grande Walt Simonson rivoluzionò il serial, rendendo l’aspetto fantasy del comic-book maggiormente in linea con le leggende nordiche (che, invece, Lee non aveva quasi mai rispettato).

E Loki, nella sua versione, rimase sì un cattivo ma con una complessità notevole e, in determinati momenti, il dio del male dimostrò di possedere lati caratteriali sfaccettati, nonché debolezze e una (relativa) umanità che rendeva difficile classificarlo come un semplice cattivo. E di questa splendida versione deve essersi ricordato Roberto Aguirre-Sacasa, il bravo writer di 4 e di Sensational Spider-Man, tra le altre cose, che ha scritto una interessante e valida miniserie, Loki, dedicata, appunto, all’infido fratellastro di Thor, tradotta da Panini Comics in un tp della linea 100% con il titolo Thor – Le Fatiche di Loki.

Innanzitutto, Aguirre-Sacasa si sforza di rispondere ad alcuni quesiti non di poco conto: perché Loki si comporta in maniera malvagia? Che cosa ottiene con la sua crudeltà? Qual è l’impulso che lo spinge? Certo, ha un ruolo, cioè quello di simboleggiare il ‘sentiero sinistro’ (il male) e quindi ha una funzione nell’ordine cosmico dell’universo. Ma siamo sicuri che sia esclusivamente questa l’unica spiegazione? In definitiva, come si sono comportati Odino, Thor, Sif, Balder e tutti gli altri déi norreni nei suoi confronti, specie nel periodo cruciale della giovinezza?

In una stupenda storia che piacerà agli estimatori del fantasy, in un’era ancestrale che precede quella delle avventure odierne del Dio del Tuono, lo scrittore narra le vicissitudini di Loki e di Thor, delineando in maniera impeccabile i complicati rapporti emotivi che li legano e collegandosi, con precisione, alle autentiche tradizioni della mitologia nordica. I testi sono intensi e introspettivi, arricchiti da una vena sottile di malinconia che rende ulteriormente preziosa la miniserie e che, a tratti, ricorda certi esiti narrativi ed espressivi del miglior Neil Gaiman.

La parte grafica, affidata al bravissimo penciler spagnolo Sebastiàn Fiumara, è valida. Fiumara riesce a caratterizzare in modo personale ogni character e dimostra una perizia e una eleganza indiscutibili nella visualizzazione dei mondi tenebrosi di Hel o delle sale dei palazzi di Asgard nonché di trolls, valchirie, valenti guerrieri come Balder e lo stesso Thor, inquietanti Norne o le bellissime dee Sif e Idunn. In poche parole, Thor – Le Fatiche di Loki è un’ottima proposta e piacerà a coloro che si lasciano affascinare dal mito dell’eroe. Un mito che, come scrivevo all’inizio, non potrebbe esistere senza un nemico.


Voto: 8

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui