Parte il secondo mese del DC Rebirth.

Dopo un primo mese che ha raccolto consensi di critica e pubblico, rafforzati da vendite più che incoraggianti, la DC inaugura il secondo mese di pubblicazioni sotto l’egida del Rebirth con alcuni attesissimi titoli fra cui Justice League e Hal Jordan & the Green Lantern Corps.

Continuerà il trend positivo anche con questi nuovi albi?

JUSTICE LEAGUE REBIRTH #1

di Bryan Hitch

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Il secondo mese dell’era Rebirth si apre con il one-shot dedicato alla Justice League testata che fu la ammiraglia dell’era New 52 guidata con sicurezza dal deus ex machina Geoff Johns  il quale, come ci ha sempre abituato, ha macinato saga dopo saga una run fra le migliori del super-gruppo per eccellenza.

Editorialmente la DC ha deciso di cambiare drasticamente direzione per la serie affidandola al disegnatore Bryan Hitch – che sta svolgendo un lavoro egregio sulla maxi serie JLA – e che qui sarà coadiuvato dalle matite di Tony Daniel.

Il one-shot però porta la firma del solo Hitch che quindi illustra l’albo con il suo classico stile cinematografico, seppur meno brillante e più pratico rispetto agli esordi, ed usando come perni della narrazione da un lato la morte del Superman New 52, ed il conseguente arrivo del “vecchio”, e dall’altro, metabolizzando perfettamente la lezione della JL anni ’90, confezionando una minaccia aliena di proporzioni mastodontiche.

La narrazione è lineare e “prevedibile” come ogni blockbuster hollywoodiano che si rispetti con l’alieno sopracitato sconfitto dalla JL a cui si uniscono nel corso della battaglia le due nuove LV della Terra e proprio Superman.

La scelta di un approccio più semplice e diretto è condivisibile, “ripulendo” così la testata della continuity precedente ed fornendo così uno starting point per nuovi lettori, ma non senza limiti: per quanti numeri infatti Hitch potrà creare villain “anonimi” da usare in battaglie che riempiono le splash-page? A questo poi si aggiunge una prosa vacua e ridonante ed una interazione fra i personaggi ridotta all’osso fatta spesso di battute ad effetto.

In definitiva un inizio che non ispira assolutamente fiducia per il futuro della serie che probabilmente si dimostrerà comunque una lettura leggera e divertente ma potrebbe risultare alla fin dei conti anonima; non si può condannare l’approccio di Hitch, e della DC, ma con tutto il rispetto per il disegnatore, la penna non è quella di Morrison o Waid che di questo approccio ne fecero un’arte negli anni ’90.

VOTO: 5

HAL JORDAN & THE GREEN LANTERN CORPS REBIRTH #1

di Robert Venditti & Ethan Van Sciver

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Il franchise delle Lanterne è quello che ha vissuto in epoca New 52 probabilmente il tracollo più pesante. Con l’abbandono di Geoff Johns infatti la testata principale ha visto le sue vendite calare mese dopo mese ed il franchise intero è rimasto letteralmente a galla solo grazie al Corpo con le due più recenti mini-serie Lost Army ed Oblivion e con l’ottima Sinestro. Sul banco degli imputati è finito Robert Venditti: lo scrittore di X-O Manowar (Valiant) sembrava il sostituto ideale di Johns salvo perdere poi credibilità di fronte alla critica ed ai fans con saghe appena sufficienti e scelte creative discutibili come quella di rendere Hal Jordan “rinnegato” in una versione a metà fra il Deckard di Blade Runner e Han Solo.

Venditti quindi era atteso al varco, con la DC e lo stesso Johns che non ha nascosto di averlo catechizzato a dovere, con questa sua “seconda possibilità” al timone di GL e lo scrittore sembra partire già con il piede giusto ritornando a quegli elementi basilari del personaggio e del mito, uno su tutti il contrasto fra Hal Jordan e Sinestro.

Lo scrittore quindi partendo in media res offre una narrazione dinamica ma bilanciata fra la gravità di un Sinestro misteriosamente invecchiato ed un Hal Jordan dubbioso ma spavaldo ancora una volta “salvato” unicamente dalla sua forza di volontà.

L’albo più che offrire risposte pone molti quesiti stuzzicando sia chi aveva perso per strada le vicende legate agli anelli sia i nuovi lettori che (ri)troveranno l’incipit di space opera che ha caratterizzato il franchise negli ultimi 15 anni.

Da non tralasciare neanche la parte grafica affidata ad un Ethan Van Sciver in grande spolvero che evidenzia con le sue espressioni facciali il conflitto di Sinestro, la cui voce è perfettamente scandita da dialoghi azzeccati, ma anche la prorompenza di un Hal Jordan con la pagina finale che è una autocitazione del seminale Green Lantern Rebirth.

Questo Hal Jordan & the GL Corps mostra le “buone intenzioni” di Venditti: approccio semplice ma senza rinunciare a quella epicità che forse si era persa nel passato recente valore aggiunto, ed indiscutibile, le matite di Van Sciver che fanno ritornare la testata anche graficamente ai fasti di un tempo.

VOTO: 7

NEW SUPER-MAN #1

di Gene Luen Yang  & Viktor Bogdanovic

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Se dovessi descrivere questo New Super-man con un solo aggettivo userei, purtroppo, anonimo.

Dal punto di vista delle PR l’idea di avere un Superman cinese infatti è senz’altro un colpo di genio dell’ufficio marketing della DC ma la sua esecuzione nella pratica è un altro mezzo passo falso di Gene Luen Yang che già non aveva impressionato su Superman ed il quale continua a sembrare “soffocato” nella ricerca di una voce adatta a scrivere la “sua” storia con un supereroe protagonista.

New Super-man fallisce non solo nel non fornire personaggi dagli spunti interessanti, spesso semplici copie cinesi ringiovanite dei corrispettivi americani come Lois Lane, ma anche nel rendere anonima una ambientazione ricca di spunti interessanti – vedasi quello fatto da Morrison con gli eroi giapponesi.

Il nostro protagonista, Kenan Kong, è in definitiva l’ennesimo teenager dalla vita tribolata che diventa eroe per caso con il misterioso Ministry of Self-Reliance pronto a reclutarlo senza particolari motivazioni che lo rendano credibile ed a farne cavia per il più classico degli esperimenti che gli donerà poteri simili a quelli dell’Azzurrone.

Unica nota positiva dell’albo sono le matite di Viktor Bogdanovic ancora leggermente acerbo, soprattutto nella costruzione delle tavole, ma dallo stile vicino a quello del grande Greg Capullo, da tenere assolutamente d’occhio.

Da un autore come Yang ci si aspetta molto, molto di più sia in termini di trama che di testi, la voce di Kong sembra a tratti scimmiottare il peggior Spider-man, soprattutto perché nell’affollatissimo panorama attuale trovare una serie con eroi teenager è facilissimo, basta affacciarsi alla Image.

Non è questa la strada da percorrere se la DC vuole testate fresche e giovani…la lezione del DC YOU è recente possibile che sia stata già dimenticata?

VOTO: 4

NIGHTWING REBIRTH #1

di Tim Seeley & Yannick Paquette

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Nuovo rilancio, nuova vita per il camaleontico Dick Grayson. Dopo aver giocato un ruolo inaspettato nell’epopea New 52 del Batman di Snyder e Capullo ed essere passato per le strabilianti sperimentazioni pop di Grayson nel DC YOU, il primo Ragazzo Meraviglia si ritrova a vestire nuovamente i panni di Nightwing per mano di Tim Seeley, che già lo aveva “diretto” in Grayson, e per questo one-shot dell’ottimo Yannick Paquette (Swamp Thing, Wonder Woman Earth One) alle matite.

Attraverso un confronto con il passato più o meno recente – i suoi trascorsi da Agent 37, quello con Damian e quello con il suo mentore per finire –  Dick si riappropria del manto di Nightwing con un Seeley che riesce perfettamente ad incanalare quella voce “gioiosa” caratteristica del personaggio e, ricollegandosi agli eventi del recentissimo crossover Robin War, a fornire uno sguardo su quello che potrebbe essere il filo conduttore dei primi story-arcs della serie.

Il lavoro di Seeley è solido ed impreziosito da un Paquette sempre alla ricerca di inquadrature non convenzionali tuttavia come starting point per nuovi lettori questo one-shot potrebbe risultare ostico essendo ricco di riferimenti alla passata vita editoriale del personaggio; per i vecchi lettori invece l’albo è un ritorno al Nightwing che conoscevano ed amavano.

Come capitato per più di un one-shot del Rebirth ci sono poche effettive indicazioni su che territorio la serie si muoverà ma sarebbe riduttivo non riconoscere a Seeley il merito di essere riuscito, quasi perfettamente e coerentemente, ad incastrare i tasselli di una continuity convulsa oltre che ricchissima basti pensare agli eventi di Forever Evil che avevano coinvolto proprio Dick.

Attendendo il #1…bentornato Nightwing!

VOTO: 7

VERDETTO

  • In casella: –
  • Da valutare: Hal Jordan & The Green Lantern Corps, Nightwing
  • Da lasciare sugli scaffali: Justice League, New Super-man
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