1 novembre 1988, mattino, poche ore dopo la notte di Halloween. Quattro ragazze di dodici anni che consegnano giornali scoprono la storia più importante di tutti i tempi. Brian K. Vaughan e Cliff Chiang raccontano gli anni ’80 nell’imperdibile primo volume di Paper Girls.

Brian K. Vaughan, uno degli sceneggiatori più amati e prolifici del momento, che ha scritto serie TV di successo come Lost e Under the Dome ma conosciuto soprattutto per Saga (Image Comics) e Y – The Last Man (Vertigo Comics), lancia una nuova serie pop e nostalgica sempre in casa Image: Paper Girls (in Italia grazie ai tipi acuti di BAO Publishing, che hanno pubblicato il primo volume in cartonato).

Le protagoniste sono tutte molto giovani, appena dodicenni, ciò nonostante il libro è adatto anche a un pubblico maturo, in particolar modo a chi ha vissuto l’epoca descritta nella storia, trovandovi citazioni e riferimenti alla cultura pop come il poster di Monster Squad (appeso nella cameretta di una delle protagoniste) o un ragazzo travestito da Freddy Krueger, icona del cinema horror degli anni ’80.

Paper Girls racconta, quindi, di queste quattro ragazze accomunate non solo dall’età ma anche da un lavoro tipicamente americano, appunto quello del “paper boy”, il ragazzo che consegna i giornali la mattina per racimolare spiccioli e affrontare le prime esperienze lavorative.

Tutto ha inizio la mattina dell’1 novembre 1988, poche ore dopo la notte di Halloween, quando cominciano ad accadere cose strane che le ragazze prendono il coraggio di affrontare scoprendo qualcosa di sinistro nella loro tranquilla cittadina.

Vaughan non ha fretta di raccontare la propria storia, prendendosi tempo nel presentare i personaggi, scritti a tutto tondo grazie anche a dialoghi semplici ma efficaci, rivelando le stranezze poco a poco per mantenere quell’alone di mistero tipico dei film sci-fi o horror di quegli anni.

Le ragazze ricordano, poi, una versione tutta al femminile dei protagonisti di Stand by Me – Ricordo di un’estate ma anche i giovani protagonisti dei film di Steven Spielberg e John Hughes, iconici registi degli anni ’80.

La lentezza con cui Vaughan racconta potrebbe non essere apprezzata da chi preferisce ritmi più serrati, ma il tutto dà l’impressione di leggere una storia adattata seguendo una struttura filmica e il primo volume è proprio un lungo film che anticipa, però, già un sequel.

Cliff Chiang, dopo il successo su Wonder Woman, fa un lavoro formidabile ai disegni: il suo tratto è morbido e pulito, rappresentando alla perfezione l’ambientazione e l’epoca con uno sguardo pop supportato dalla splendida colorazione acida di Matt Wilson.

Insomma, un primo volume che dà forse l’impressione di un lungo primo episodio ma che prende da subito per i suoi personaggi interessanti e l’atmosfera nostalgica che si respira in ogni pagina. Paper Girls non è da tenere d’occhio ma da prendere immediatamente senza un minimo d’esitazione.

In particolar modo, se avete amato la serie Netflix Stranger Things, con cui condivide diversi aspetti. Un altro grande colpo per i tipi della BAO!

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