Superman ha perso quasi completamente i suoi poteri, ma non per questo smetterà di essere un eroe ! Dovrà fermare infatti Vandal Savage e il suo Comando Alba, oltre a delle mostruose creature che si nutrono di energia ! Inoltre, viene recuperato in questo numero il tie-in di Convergence, che farà scontrare il Superman classico con la Justice League di Flashpoint !!!

Siamo nel pieno del cosiddetto DC YOU, il rilancio seguito all’evento Convergence, che ha rimesso in discussione tutto il parco testate della Dc, stravolgendo nella maggior parte dei casi lo status quo dei suoi protagonisti.

Le due icone per eccellenza della casa editrice, Superman e Batman, sono proprio quelle che hanno subito i cambiamenti più radicali, con l’Uomo d’Acciaio quasi privo di poteri e il Cavaliere Oscuro sostituito addirittura da un super-corazzato Jim Gordon !

Si tratta di scelte narrative molto coraggiose, visto che vanno a colpire proprio i personaggi più amati di casa Dc, e si sa che non sempre queste pagano a livello di vendite e riscontro del pubblico. Non a caso le critiche feroci da parte dei fan non hanno tardato ad arrivare e anche gli editor alla fine sono corsi ai ripari, annunciando l’ennesimo ( e rassicurante ) “ritorno alle origini” con Rebirth.

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Aldilà del discutibile bat-robot di Snyder e Capullo, comunque, bisogna dire che gli autori non se la stanno cavando male e anzi, sembra che questi drastici cambiamenti abbiano stimolato maggiormente la loro vena creativa, dimostrando che si possono scrivere storie ugualmente avvincenti pur non avendo a disposizione ( almeno non al 100% ) i supereroi “migliori del mondo”.

Un Superman fortemente depotenziato infatti ha molti più problemi ad affrontare i suoi nemici e si renderà improvvisamente conto di quanto sia difficile ( e doloroso ) combattere senza essere invulnerabili. E’ interessante quindi osservare come il supereroe per eccellenza riesca a cavarsela nelle situazioni più rischiose, pur essendo poco più forte di una persona normale.

Questa sua condizione lo umanizza ancora di più, in quanto lo rende più fragile e fallibile, e in questo senso sono emblematici lo scontro impari contro Vandal Savage, noto villain millenario in grado di viaggiare nel tempo e nello spazio, o il disperato tentativo di recuperare i suoi poteri dirigendosi verso il sole con uno shuttle della Justice League, per poi essere salvato in extremis da Wonder Woman prima di finire carbonizzato !

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Chi segue il nuovo universo Dc post-reboot saprà che adesso Superman e l’Amazzone sono ufficialmente una coppia, tanto che ai due “fidanzatini” hanno dedicato anche una serie regolare, Superman/Wonder Woman appunto, pubblicata sempre in questo mensile Lion.

Se prima però si trattava di raccontare il rapporto tra due superesseri invincibili, che dovevano imparare a conoscersi e accettare le proprie differenze, sia a livello etico che caratteriale, adesso il depotenziamento dell’Azzurrone ha creato un grosso dislivello nella coppia, che li sta allontanando sempre di più…

Diana infatti tende ad essere iperprotettiva nei confronti del suo amato, ora che lo vede fragile, mentre invece il kryptoniano vuole dimostrare di essere ancora in grado di cavarsela da solo, senza qualcuno che gli guardi continuamente le spalle.

L’ostinazione dell’Amazzone nel volergli stare vicino quindi non farà altro che peggiorare le cose, arrivando addirittura a minare la fiducia nei suoi confronti, quando Superman scoprirà che ha agito alle sue spalle per aiutarlo, pur sapendo che lui non avrebbe approvato.

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Dall’altra parte abbiamo poi il nuovo Batman, ovvero l’ex-commissario Jim Gordon, che non conosce personalmente Superman e ragiona come un tutore della legge e dell’ordine, per cui vede questo supereroe così tenace ma indebolito come un’autentica mina vagante, capace solo di portare guai, mettendo in pericolo se stesso e chi gli sta intorno.

Un rapporto non certo idilliaco, dunque, che non fa ben sperare per futuri “team-up” tra i due, anche se, per fortuna, i tanti alleati del Pipistrello non la pensano come il burbero Jimbo e conoscono il profondo rapporto di stima che legava il loro mentore all’Azzurrone.

Se considerate anche il fatto che adesso tutti conoscono la doppia identità dell’Uomo d’Acciaio, tra l’altro per via di un articolo scritto da Lois Lane, vi renderete conto che ci troviamo davanti a un vero stravolgimento dell’universo supermaniano, forse non radicale quanto quello di Batman, ma comunque di notevole impatto a livello narrativo, visto che ha rimesso in discussione il suo mito e tutti i rapporti con le persone a lui vicine.

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Scossoni di questo tipo possono rivelarsi spesso delle armi a doppio taglio, se non gestiti nella maniera corretta, in quanto rischiano di allontanarsi troppo dalla “strada maestra” e far disamorare i fan più puristi, ma bisogna dire che per adesso gli autori coinvolti stanno svolgendo un buon lavoro.

Greg Pak e Peter Tomasi, scrittori regolari rispettivamente di Batman/Superman e Superman/Wonder Woman, portano avanti trame incalzanti e ricche d’azione, che affrontano in maniera diretta e senza troppi giri di parole il particolare status in cui si trova l’ultimo figlio di Krypton, sfruttando le sue attuali mancanze come punto di forza e motore emotivo del racconto.

Se però avete nostalgia del classico Supes dal mantello rosso svolazzante, e digerite male questa nuova versione un po’ tamarra, con capello rasato, jeans e maglietta attillata, sappiate che in questo ventiseiesimo numero di Superman L’Uomo d’Acciaio viene recuperato il suo tie-in collegato a Convergence, con protagonista proprio la versione pre-Flashpoint di Supes ( quella coi mutandoni rossi, tanto per intenderci… ).

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La storia, in due parti, è scritta da un autore storico come Dan Jurgens, che si occupa anche dei disegni insieme a Lee Weeks. Due disegnatori dal tratto molto classico, che rappresentano in maniera esemplare la possenza e l’iconicità della “big S” di casa Dc, catapultandoci di nuovo nel glorioso passato del personaggio, quando era solito svolazzare tra i grattacieli e menare le mani contro esseri super-potenti, mentre a casa lo aspettava la sua dolce mogliettina Lois Lane.

Anche la sceneggiatura ha un’impostazione classica e lineare, con un buon crescendo nella prima parte, che però si risolve in maniera piuttosto frettolosa e inconcludente nella seconda, concentrandosi soprattutto sull’azione e poco sui personaggi coinvolti, che invece avrebbero meritato un maggiore approfondimento.

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In questo caso infatti Superman doveva affrontare la Justice League di Flashpoint, costituita da versioni molto particolari e interessanti degli eroi Dc che tutti conosciamo, ma come al solito lo spazio a disposizione non era sufficiente per sviluppare una storia più articolata e così anche questo tie-in di Convergence non riesce ad elevarsi più di tanto rispetto agli altri, nonostante le premesse fossero buone…

Questo numero di Superman L’Uomo d’Acciaio può essere quindi una buona occasione per leggere in un unico albo due versioni completamente diverse dell’Azzurrone: quella più classica ed iconica, che rispecchia a pieno l’emblema del supereroe nella sua accezione più pura, e poi c’è quella moderna di adesso, depotenziata e con un look da picchiatore di strada, chiaro esempio della destrutturazione del mito del superuomo iniziata già negli anni Ottanta e proseguita fino ad oggi, con derive più o meno convincenti e incisive…

Due facce della stessa medaglia, dunque, che dimostrano l’evolversi continuo di questa icona senza tempo.

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