Arriva la serie di Silver Surfer scritta da Dan Slott e valorizzata dai disegni pop e psichedelici del bravissimo Mike Allred! Cosa succede al Surfista d’Argento quando incontra una deliziosa ragazza terrestre? Di tutto, come scoprirete in questo volume Panini Comics!

Silver Surfer è un personaggio di culto della Marvel. Creato negli anni sessanta da Jack Kirby, colpì immediatamente i lettori dell’epoca. Il suo nome era Norrin Radd che con la sua asse da surf vagava nello spazio in cerca di mondi per conto del suo padrone Galactus.

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In realtà, la sua presenza non era prevista e lo stesso Kirby in varie interviste disse che, dal momento che Stan aveva concepito Galactus come una specie di dio, gli parve giusto che si avvalesse dell’aiuto di un araldo. Lo inserì perciò nella storia senza consultare Lee.

Anche quest’ultimo fu però conquistato da Silver Surfer e, dopo la prima storica apparizione su Fantastic Four, lo utilizzò in numerose occasioni fino a quando decise di dedicargli un comic-book, passato alla storia dei comics per i testi lirici e poetici di Stan e per gli spettacolari disegni del maestro John Buscema.

Con quella collana Lee intendeva affrontare tematiche più adulte e riflessive e Silver Surfer, esiliato sulla terra dopo essersi ribellato a Galactus, scopriva a sue spese tutti i lati più discutibili dell’animo umano.

La testata era tuttavia troppo avanti per quei tempi e chiuse dopo un paio di anni. Lee riprese Silver Surfer di tanto in tanto e il personaggio apparve in maniera ricorrente nella serie dei Difensori e in altre collane Marvel.

Dopo la metà degli anni ottanta nacque un secondo mensile a lui dedicato, impostato però su diverse basi narrative. Silver Surfer, infatti, riusciva ad abbandonare la terra, libero quindi di vagare nello spazio.

Ma il comic-book non fu mai particolarmente valido e per molti il vero Silver Surfer rimase quello dei sixties. Panini Comics propone ora in un unico volume la  sua più recente serie che ha ottenuto ben quattro Eisner Award nel 2016. Si tratta di una proposta piuttosto particolare che non mancherà di far discutere i fan.

Lo scrittore è Dan Slott, forse uno degli sceneggiatori più controversi degli ultimi anni, a causa delle storie dell’Uomo Ragno che hanno suscitato l’entusiasmo di alcuni e la riprovazione di altri. Slott inizia la sua run con Norrin Radd impegnato a salvare la Regina dei Mai, compagna di Eternità.

L’autore però inserisce un’importante co-protagonista, la deliziosa Dawn Greenwood, una ragazza terrestre che gestisce un bed & breakfast con il padre. E’ sensibile, romantica, sognatrice e nel complesso ama la normalità. Ciò la differenzia dalla sorella gemella che invece ha lasciato la famiglia per esplorare il mondo.

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Per una serie di incredibili circostanze, tuttavia, Silver Surfer e Dawn diventano inseparabili; ma come possono un essere cosmico dall’immenso potere e una giovane che non si è mai interessata ai supereroi interagire insieme?

La risposta ce la fornisce Slott con avventure che fanno della fantascienza l’elemento fondamentale. Si colgono influssi della space opera di Jack Vance, suggestioni alla Theodore Sturgeon, influenze di film genere Star Wars ed è inutile specificare che nei quindici episodi inclusi nel volume abbondano dimensioni alternative, razze aliene, minacce intergalattiche, insomma tutto ciò che è lecito aspettarsi da un fumetto sci-fi.

Non mancano collegamenti con il Marvel Universe. C’è una fugace apparizione dei Guardiani della Galassia e in uno degli episodi più riusciti Silver Surfer collabora con Hulk e il Dr. Strange, ex colleghi dei Difensori, per risolvere una situazione provocata da una classica nemesi del Mago Supremo, il terribile Incubo.

E non si può trascurare l’ultimo episodio, legato alle vicende di Secret Wars, e che ha un’importanza cruciale poiché è qui che Surfer riesce a riportare il Marvel Universe a una relativa normalità (e pure stavolta Slott gioca con svariati personaggi del Multiverso come Destino, Glorian, il Modellatore di Mondi e Galactus).

Slott fa un buon lavoro, sebbene a un livello discontinuo. In molti casi, eccede con ambientazioni extraterrestri e con un costante filo di ironia a volte riuscito e a volte meno. Forse i fan del Silver Surfer classico, quello malinconico e introspettivo, storceranno il naso. Il Surfer di Slott ha senso dell’umorismo, stimolato dalla frizzante presenza della bella Dawn che alleggerisce la tensione di molte sequenze.

Bisogna però puntualizzare che Slott cerca di sperimentare. E’ il caso del pazzesco n. 11, caratterizzato da una struttura narrativa circolare, basata sui concetti dell’Ouroboro, il Serpente che si morde la coda, e del nastro di Moebius. Silver Surfer, Dawn e vari alieni rimangono infatti intrappolati in un loop temporale e per buona parte della trama non ci sono un principio o una conclusione effettivi.

A rappresentare graficamente le idee visionarie di Slott c’è il bravissimo Mike Allred, le cui matite sono valorizzate dai colori vivaci e psichedelici della moglie Laura. Coloro che hanno letto opere come Madman, Red Rocket 7, X-Statix e iZombie, giusto per citarne alcune, sa cosa aspettarsi.

Mike sfoggia il tratto pop alla Lichtenstein e alla Warhol che lo ha reso celebre. Il suo Silver Surfer è dunque lontano dai canoni di John Buscema ed è più stilizzato; ma si discosta pure da quello del Moebius di Parable. In pratica, Mike fa suo il personaggio, trasformandolo in una creatura quasi spettrale che evoca con efficacia l’idea di un alieno.

Dawn, invece, è seducente senza essere esplicitamente sexy. Anzi, emana un’allure di tenera ingenuità che la rende irresistibile. Quanto alle strampalate creature ideate da Slott, nelle mani di Mike diventano quasi cartoon e con un look buffo e farsesco. Silver Surfer è un fumetto pop che non si prende sul serio.

L’altro elemento da tenere d’occhio è il lay-out. Ogni pagina dà la sensazione di vivere un vero e proprio trip allucinogeno. Vignette dalle forme astruse e spesso intrecciate tra loro, inquadrature a doppia pagina, altre capovolte e così via: sono le soluzioni visive che fanno di Silver Surfer una lettura diversa. Questo è il Surfista d’Argento dell’era contemporanea.

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