Cosa è successo a Peter Quill prima che diventasse il potente Star-Lord? Scopritelo in questa testata All-New All-Different Marvel dedicata a tutti i fan dei Guardiani della Galassia. Atmosfere cosmiche e situazioni ironiche caratterizzano questo nuovo albo targato Panini Comics.

L’operazione All-New All-Different Marvel ha provocato molte discussioni negli Stati Uniti e sta avvenendo qualcosa di analogo anche in Italia, dal momento che nelle ultime settimane Panini Comics ha iniziato a pubblicare i primi albi collocabili in tale contesto.

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A giudicare dai commenti in rete, numerosi lettori stanno apprezzando la collana di Sam Wilson, l’attuale Capitan America, così come quelle degli X-Men, di Devil o degli Inumani mentre, per esempio, stanno bocciando Amazing Spider-Man di Dan Slott.

Una cosa comunque pare evidente: la Marvel ormai propone fumetti classificabili in due precise categorie. La prima è incentrata su serie mature e adulte nei toni, sofisticate e contrassegnate da atmosfere narrative cupe e tragiche.

La seconda, invece, su comic-book che intendono essere ironici e divertenti ma che nel complesso risultano spesso infantili e compromessi da trame esili.

Guardians of The Galaxy, il mensile della nuova formazione dei Guardiani della Galassia, mi è parso rientrare nella seconda tipologia e lo stesso vale per un altro albo Panini, Guardiani della Galassia Presenta Star-Lord, che ospita le avventure di Peter Quill e di altri character legati ai Guardiani.

Una tavola di Star Lord
Una tavola di Star Lord

La collana in questione si apre con il primo episodio di Guardians Team-Up, comic-book che si concentra sulle alleanze tra un componente del gruppo e svariati eroi Marvel.

Si inizia con Rocket Raccoon, il rissoso procione che negli ultimi tempi è apparso parecchio nei mensili della Casa delle Idee, in compagnia, suo malgrado, di un altro personaggio sopra le righe, il linguacciuto Deadpool.

Ora devo fare una precisazione: li detesto entrambi e li considero da sempre tra le creazioni marvelliane più stupide e risibili. E purtroppo l’episodio non fa altro che confermare il mio giudizio nei loro confronti.

Tim Seeley, infatti, narra una vicenda senza pretese con Rocket e Deadpool alle prese con Macho Gomez, vecchio avversario di Wade Wilson. E’ un mero pretesto che consente a Seeley di scrivere una storia basata sulle consuete, insistenti e stucchevoli battute, commerciale nel senso negativo della definizione.

I disegni di Mike Norton sono legnosi e standardizzati e nemmeno dal punto di vista grafico abbiamo a che fare con un prodotto eccelso.

Vale lo stesso per il primo numero di Star-Lord, scritto da Sam Humphries. In precedenza, Brian Michael Bendis aveva modificato il passato del personaggio, creato nell’antologica Marvel Premiere, e Humphries si pone l’obiettivo di raccontare ciò che è avvenuto a Peter prima di assumere il ruolo di Star-Lord.

La copertina variant
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L’idea in sé potrebbe essere interessante ma Humphries scrive una storia sci-fi risaputa, anche in questo caso infantile e banale, disegnata da Javier Garron che non fa gridare al miracolo e si limita a presentare disegni che non si discostano dagli stilemi dilaganti nel comicdom statunitense.

In definitiva, l’albo non merita un giudizio positivo e rientra pienamente in quella categoria di serie né carne né pesce che la Marvel propina accanto a testate di livello qualitativo indubbiamente superiore.

A voi la scelta, dunque. Se cercate una lettura di intrattenimento, Star-Lord può anche andare, purché non ci si aspetti chissà cosa. Se invece volete la qualità, meglio lasciar perdere.

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