Napoli Comicon 2011: reportage

Pubblicato il 9 Maggio 2011 alle 14:00

Lo scorso fine settimana si è tenuta la 13a Edizione del Salone Internazionale del Fumetto di Napoli, meglio noto come Napoli Comicon dal tema Fumetto & Musica.

Da napoletano ho una particolare affezione per il Comicon, a cui sono legati bellissimi ricordi (tra l’altro non solo relativi al mondo del fumetto). Un’affezione nata quando ero solo uno studente del liceo, e che perdura ancora oggi quando, pur con tutte le responsabilità connaturate alla mia professione, faccio in modo da esser presente alla manifestazione tutti e tre i giorni.

Posso dire di essere cresciuto con l’iniziativa, che ha acquisito negli anni un indubbio prestigio nazionale ed internazionale.

Tra l’altro la location del Castel S.Elmo è forse la più suggestiva tra tutti i pur illustrissimi saloni del fumetto d’Italia, non fosse altro che per la splendida vista sul Golfo che ci regala.

Da un paio d’anni, per questioni logistiche, si è aggiunta anche la sede della mostra d’oltremare dove vengono dislocati il Gamecon (Salone del Gioco e del Videogioco), gli antiquari ed i negozi/distributori, e il contest per i cosplayers.

Al castello permangono invece le mostre, la maggior parte delle case editrici, gli incontri, le conferenze, le proiezioni.

Sulla carta tutto sarebbe perfetto: masse urlanti di ragazzini mangofili ad Oltremare; appassionati, giornalisti, autori ed addetti del settore a S.Elmo.

Purtroppo però la realtà non si attaglia perfettamente alle idee platoniche del nostro personale iperuranio.

Ma andiamo con ordine:

Le mostre

Ditemi che sono di parte ma il Napoli Comicon, per quanto concerne le mostre, non è seconda a nessuno in Italia. Non tanto se consideriamo quelle monografiche, di cui Lucca è maestra (e poi io adoro Frezzato), quanto per la capacità dell’organizzazione di procurarsi ed esporre sulla stessa parete mostri sacri come Smudja, Liberatore, McKean, Allred, Zulli, Roger (solo per dirne alcuni), insieme al fior fiore delle nuove leve nazionali.

Il tutto in una mostra dal titolo La Nona. Sinfonie dell’arte fumettistica.

Ancora, sempre “on topic”, Comic On Cover la sezione allestita da Carmine d’Onofrio e dedicata alle copertine degli LP ed ai Picture Discs, simbolo del decennale connubio tra musica e fumetto.

Per me scoprire che Pratt ha disegnato copertine per album di Paolo Conte, o Pazienza per Vecchioni, o finanche Manara per Riccardo Cocciante è stata una rivelazione incredibile…

Ancora, per completare il quadro delle mie mostre preferite, due monografiche, una su quel genio dell’illustrazione, prima ancora che del fumetto, che è Aldo di Gennaro (che vedremo sul Dylan Dog color fest del prossimo agosto), ed un’altra sul visionario talento di Guido Crepax.

Completano il tutto Echi di Tamburo, dedicata a Stefano Tamburini, Colors – Superheroes dall’omonima rivista, Zigo Stella Metal Love di Maurizio Rosenzweig, e la divertente, eppur amara, Governanti – Padroni in casa vostra con la satira di Jul Natangelo.

 

Gli ospiti

Nonostante la defezione di R. M. “Scalped” Guéra, sono girati per la mostra molti ospiti interessanti tra cui (mi limito a quelli che ho visto di persona e senza pretese di esaustività) Maarten Vande Wiele (Parigi – ed. Comma 22), Emile Bravo e Jean Regnaud (Mia mamma è in America, ha conosciuto Bufalo Bill – ed. Bao Publishing), Tanino Liberatore (c’è bisogno di fare precisazioni?), Nix ( che ha presentato il primo gruppo di cortometraggi di Kinky & Cosy in italiano), Giusepe Palumbo (Diabolik), Rob Reger (Emily the stranger), Baru (L’Autoroute du soleil – Pompa i bassi Bruno ed. Coconico), Manuele Fior (vincitore dell’ultimo festival di Angoulême con Cinquemila chilometri al secondo – ed. Coconino). Ancora tra gli italiani in casa Bonelli ho scorto Gianfranco Manfredi (Volto Nascosto, Magico Vento) e Luca Enoch (Gea, Lilith), l’onnipresente Roberto Recchioni, i talentuosi Gianluca Maconi, Andrea Scoppetta, Luca Genovese che tra l’altro hanno visto esposte le loro tavole rispettivamente su Jimi Hendrix, Rino Gaetano e Luigi Tenco, Ausonia (vincitore, con Interni n.3 tra l’altro di un premio Micheluzzi di cui si dirà tra breve).

 

Gli editori

A parte Panini, Starcomics e Planeta che si sono contesi gli incassi delle orde di ragazzi transitate per la mostra d’Oltremare, il resto delle case editrici è stato concentrato nel castello ed ha necessariamente sofferto la mancanza di “linfa nuova” considerato che i, già piuttosto esigui, visitatori di S. Elmo sono per lo più già lettori abituali o comunque appassionati che hanno le idee molto chiare riguardo i loro acquisti. Sarà per questo che si sono registrate anche delle importanti defezioni, come la ReNoir o la 001 (che ha preferito puntare sulla manifestazione, in corso proprio in questi giorni, organizzata dall’università L’Orientale a Procida). Sarà per questo che le novità editoriali, salvando la pace di pochissimi, sono scarseggiate. Se l’organizzazione non trova dei correttivi a questo trend economicamente infruttuoso, si rischia, come è successo, di creare un vero e proprio ghetto pur mascherato da salotto di Condorcet. Certo perdere il castello come sede sarebbe una caduta di stile, ma non è neppure giusto che ottimi titoli debbano essere penalizzati da un’affluenza limitata alla sola intellighenzia (od alla presunta tale).

Tuttavia c’è chi ci crede e fa bene il suo lavoro, e devo dire di esser rimasto molto contento della stima che mi è stata manifestata e dal clima che ho potuto respirare agli stand degli editori, con alcuni dei quali ho intrattenuto piacevoli conversazioni dopo le quali mi sento fiducioso che ci sia ancora speranza per l’editoria del fumetto in Italia.

Poi ci sono i soliti arroganti, quelli dalla fastidiosa prosopopea, come un tale allo stand della Grifo Edizioni che, dopo essermi presentato mi fa: “non sono interessato alle interviste se prima non sento le domande”, e che dopo avergli chiesto com’è stata l’esperienza del Comicon 2011 mi ha liquidato con un secco “se è così, non concediamo interviste”. Di tutt’altra pasta (per fortuna) sono stati Lorenzo Corti di Double Shot, Michele Foschini e Caterina Marietti di Bao Publishing, Marco Laggetta di Voilier, Andrea Gargiulo di BM Edizioni, Gianluca Di Fratta (Società Editrice La torre), per citarne alcuni.

 

I Premi Micheluzzi

I vincitori dei premi Micheluzzi, già riportati da noi in apposito post a poche ore dalla cerimonia, mi hanno spesso sorpreso, e pur non volendo entrare nel merito delle decisioni prese da chi, di fumetto, ne capisce certamente più di me, vorrei fare un paio di considerazioni:

Web fumetto: dateci Verticalismi in nomination! E’ una vergogna che non ci sia…

Miglior riedizione di un classico: Forse me lo sono perso, ma quando è stato pubblicato in Italia “Cerebus – Alta Società”?

Miglior serie a fumetti estera: Scalped è in parabola ascendente e Scott Pilgrim discendente…e comunque, a mio modestissimo parere, non sono comparabili…

Miglior fumetto estero: Yslaire ha fatto di molto meglio (ad esempio Sambre, che non lo vinse il Micheluzzi), anche se ammetto che il volume è molto bello. Ad ogni modo se la sono giocata, secondo me.

Miglior sceneggiatore: Applausi per Ausonia, che mi ha molto colpito la scorsa Lucca, e che, con il riconoscimento ottenuto, ha dimostrato di non essere così “disaffezionato ai suoi personaggi” o di aver avuto un “tracollo” in Interni n.3, come sottolineato invece in una recente recensione apparsa su Fumo di China.

Miglior disegnatore: trai bellissimi colori di Fior, l’eccentrica espressività di Caluri, il durissimo lavoro delle 212 tavole per lo speciale Magico Vento di Fabio Pezzi e la sempreverde Vanna Vinci, si porta invece a casa il trofeo MP5… devo aggiungere altro?

Miglior serie disegno realistico: Non la migliore serie di Enoch, per come la vedo io, ma ci può stare.

Miglior serie disegno non realistico: La vogliamo smettere di candidare Ortolani? Rat Man è tra le mie serie preferite e lui è un genio, ma togliamolo dalle nomination una buona volta e diamo spazio ad altri, almeno ai Micheluzzi!

Miglior fumetto: Davvero qualcuno credeva che ci sarebbe stata chance per qualsivoglia volume con il vincitore di Angoulême trai candidati?

La mostra Mercato

Tripudio di gadget e Bonelli ad 1 euro, la mostra mercato sarebbe da spulciare con calma, se non fosse che per cercare un volume per più di 5 secondi si rischia di venire decapitati da una spada pelle di squalo o spintonati da un Pacman obeso. Ciò posto, la mostra mercato è discretamente piacevole, anche se molto meno fornita di quella di Lucca, dove mi è capitato di fare interessantissimi acquisti a prezzi ragionevoli, e decisamente più piena di paccottiglia, ma non è forse una meravigliosa gioia quella di trovare qualcosa di prezioso nell’apparente caos di un rigattiere?

Il Gamecon

Tutto perfetto, gli amici della Taverna del Gargoyle e tutto l’entourage del Gamecon hanno creato un polo del divertimento che non ha eguali nel sud Italia. Poi tra le varie associazioni, ludoteche etc. chiunque può trovare il proprio passatempo preferito, dai giochi da tavolo ai videogame sui maxischermi. Basta soltanto assuefarsi all’afrore giovanile di cui alcuni locali chiusi sono saturi…il che è un vero peccato, ma il problema è facilmente risolvibile a livello logistico.

I Cosplayers

Niente a che vedere con Lucca, dove era raro vederne uno brutto, il contest diventa, a Napoli, un vero e proprio ritorno di fiamma del carnevale, popolato di bei costumi (inferiori all’anno scorso, e non ai livelli di quelli visti a Lucca negli ultimi due anni) ma anche di personaggi a volte imbarazzanti (sto pensando ad una coraggiosa ma non molto alta quarantenne che impersonava un’improbabile Sailor Pluto) o semplicemente sosia di personalità famose (Walter Mazzarri, Gheddafi), il tutto a dimostrazione della fantasia dei miei concittadini e della proverbiale “arte di arrangiarsi” partenopea. Il ragazzo con uno specchio addosso ed il cartello “sono il tuo cosplayer” ne è una meravigliosa riprova.

 

Incontri ed altre iniziative da segnalare

Vorrei accendere i riflettori, dando alcuni flash di questi tre giorni e, precisamente:

  • Dalle belle promesse è stata la conferenza che, nel pieno spirito multi artistico dell’edizione, ha presentato H.E.R.O.I.D., il fumetto ispirato ai Motel Connection, gruppo musicale torinese le cui performance hanno dato una bella marcia all’iniziativa. Il team creativo di questo volume (Edizioni Ambiente, collana Verde Nero e presentato al Salone in anteprima) è formato da giovani studenti della Scuola Internazionale di Comics di Roma tra cui Bruno Letizia e Valerio Schiti e Serena Ficca.
  • L’Astorina ha distribuito un albetto da collezione con l’incipit di una storia di Diabolik ambientata alla Mondadori e che continuerà quest’estate con un volume ufficiale made in Giuseppe Palumbo.
  • Cronache di Topolinia ha presentato in anteprima il bel volume cartonato LunaRossa, di Michela Cacciatore, che strizza l’occhio da un lato alla Francia, e dall’altro affronta in maniera diversa alcune tematiche dell’horror/fantasy tradizionale.
  • Il premio IMAGO, encomiabile laboratorio per le (si spera floride) nuovissime generazioni.
  • Free Books ha presentato come novità Thomas, un  lavoro tutto italiano di Michele Lazzaro e Luca Brandi di cui riportiamo la sinossi Un antico borgo medievale della Toscana, misteriosa culla dei grandi Maestri. Un atteso concerto rock a Chicago. Una giostra e un gatto nero di carta. Una rocambolesca storia metropolitana di ordinaria follia. Tutto questo è il preludio alla sfida decisiva, un combattimento senza esclusione di colpi dove arte e corruzione si scontreranno in uno spazio senza tempo.
    Saprà un vecchio guerriero Zen sovvertire gli eventi e cambiare le sorti del pianeta?”.
  • Per quanto concerne la saggistica, la Società Editrice La torre ha presentato i due libri “Da Maison Ikkoku a Nana di Riccardo Rosati – Arianna Di Pietro (uno spaccato della cultura giapponese raccontato attraverso due anime/manga di successo) e l’antologia di racconti “Si trasforma in un gatto missile. Storie (poco serie) di UFO Robot” di Chiara Ba, che riprende in chiave umoristica una serie di stereotipi e personaggi amatissimi dai nippofili.
  • Ho anche visto esposte altre novità, come ad esempio Carriera criminale di Clelia C (Bernardi – Lobaccaro) per Black Velvet; oppure Supergod (di Warren Ellis), Le 5 fasi (Alberto Ponticelli, Officina Infernale, Squaz, Akab, Tiziano Angri, Ausonia), Jim Morrison – La biografia a fumetti (Frédéeric Bertocchini, Jef le cui tavole originali erano anche in mostra), Il martello degli dei – Nemico mortale (Mike Oeming, Mark Wheatley) Hit Moll (Luca Enoch, Andrea Accardi) e Buffy vol.6 per Edizioni BD.

Mi scuso, infine, con tutti gli altri autori/editori che non ho menzionato (da solo sarebbe stato impossibile seguire tutti gli eventi) invitandoli ad integrare il mio reportage come vorranno.

Insomma il weekend del Napoli Comicon è sempre meritevole di attenzione, affascinante e proficuo, ma per il futuro servono soluzioni alternative, in particolare un nuovo piano logistico che ne valorizzi al meglio tutte le componenti, e che preservi almeno le mostre al castello senza penalizzare gli editori.

Ci rivediamo su “Made in Italy” per un approfondimento sulla questione.

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