La Saga del Clone: torna la saga più discussa di Spider-Man

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Panini Comics ripropone una delle story-line dell’Uomo Ragno più discusse e controverse di sempre: La Saga del Clone! Non perdete l’esordio di personaggi come Ben Reilly e Judas Traveller narrato da J.M. De Matteis e altri autori dei comics a stelle e strisce!

Gerry Conway è uno degli autori più importanti del fumetto americano e nel caso dell’Uomo Ragno inserì idee e concetti che suscitarono lo sconcerto e lo stupore dei fan.

Fu lui, per esempio, a far morire l’amatissima Gwen Stacy in un episodio passato alla storia dei comics nonché a eliminare Norman Osborn, alias Goblin, l’arcinemico per eccellenza di Spidey, e a introdurre personaggi fondamentali come il Punitore o il terribile Sciacallo.

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Quest’ultimo, in particolare, fu l’elemento essenziale della story-line conosciuta come La Saga del Clone. Il folle professor Miles Warren, infatti, aveva creato un clone di Gwen e uno di Peter Parker allo scopo di fare impazzire il suo avversario.

Alla fine tutto era ritornato più o meno alla normalità e per molto tempo il discorso sul clone di Peter sembrò definitivamente chiuso. Nei primi anni novanta, tuttavia, la Marvel decise di riprendere l’argomento, dando vita a una nuova saga del clone.

Lunga, complessa e articolata, fu pubblicata nelle quattro testate all’epoca dedicate all’Arrampicamuri: Amazing Spider-Man, Web of Spider-Man, Spider-Man e Spectacular Spider-Man, e provocò un putiferio. In effetti, si tratta di uno story-arc discusso e controverso e i lettori si divisero: alcuni ne furono entusiasti, altri la bocciarono.

Tuttavia, la Marvel aveva l’obiettivo di riportare l’attenzione nei confronti dell’Uomo Ragno, personaggio che, malgrado l’indubbio successo, pareva non avere quasi più nulla da dire.

La Saga del Clone mutò radicalmente ogni cosa e nelle storie si verificarono avvenimenti impensabili. All’inizio tutto sembra come sempre. Peter Parker è sposato con la splendida Mary Jane e la sua vita procede in maniera prevedibile.

Ma l’anziana zia May è in fin di vita e stavolta non pare che ci siano speranze di rivederla in buona salute. E, come se non bastasse, arrivano nuovi, misteriosi nemici.

E’ il caso dello sconcertante Judas Traveller che, coadiuvato dagli inquietanti Chakra e Mr. Nacht, attacca l’Arrampicamuri per ragioni enigmatiche. Appare inoltre l’agghiacciante Scrier, character che si rivelerà importante. Ma costoro non sono nulla se paragonati a Ben Reilly.

Chi è costui? Assomiglia a Peter Parker; nel corso degli anni è stato in contatto con la zia May e, a quanto si intuisce, sa tutto sul conto dell’Uomo Ragno. Da dove viene e cosa vuole? Ovviamente le risposte saranno sconvolgenti.

La Saga del Clone è un buon fumetto, mainstream nell’impostazione, ma caratterizzato da alti e bassi qualitativi. Si deve infatti considerare che è firmato da vari autori che non hanno le stesse capacità.

Il grande J.M. De Matteis, leggendario scrittore de L’Ultima Caccia di Kraven e altri fenomenali episodi di Spidey, scrive testi lirici, profondi e intensi, evocando atmosfere ricche di tensione, angoscia e suspense, in alcuni momenti quasi horror, e dà il via alla saga con il n. 394 di Amazing Spider-Man.

Il meno abile Terry Cavanagh scrive invece i nn. 117/118 di Web of Spider-Man e gioca con personaggi del calibro di Venom e del Camaleonte, partendo dalle premesse di De Matteis, e inserendo il cruciale Kaine.

C’è poi Howard Mackie, all’epoca popolarissimo grazie a Ghost Rider, che firma i nn. 51/52 di Spider-Man. Sono episodi importanti poiché segnano l’esordio del Ragno Rosso e le conseguenze di tale sviluppo narrativo saranno incredibili.

L’esperto Tom De Falco, infine, si occupa del n. 217 di Spectacular Spider-Man, usando i vari character e aggiungendo il violento Carnage.

Lo ripeto, il livello è discontinuo ma la saga va giudicata nella sua interezza e vale sia per questo sia per i volumi successivi. Rappresenta comunque uno dei tentativi più radicali di rinnovamento dell’Uomo Ragno mai effettuati dalla Marvel.

Ciò, in definitiva, si verificherà, anche se poi in seguito la casa editrice deciderà di fare un passo indietro, consapevole di avere esagerato.

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Dal punto di vista dei disegni, si deve fare lo stesso discorso delle sceneggiature. Non tutti i penciler sono sullo stesso piano. Mark Bagley, artista di Amazing Spider-Man, fa un ottimo lavoro con il suo stile plastico, valorizzato da notevole dinamismo.

Steven Butler illustra Web of Spider-Man, dimostrandosi funzionale con un tratto legato agli stilemi anni novanta. C’è poi Sal Buscema, nome storico della Marvel, che realizza splendide tavole di Spectacular Spider-Man. Invece Tom Lyle, penciler di Spider-Man, è sull’anonimo andante.

Comunque, come ho scritto, La Saga del Clone va letta e giudicata nella sua interezza, senza badare ai singoli capitoli meno riusciti, ed è una buona lettura, specialmente per coloro che non hanno avuto modo a suo tempo di scoprire uno dei momenti più strani della gloriosa vita editoriale dell’Uomo Ragno.

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1 commento

  1. Occorre contestualizzare. Negli anni novanta , la Morte di Superman aveva raggiunto le prime pagine dei quotidiani. Spidey stava perdendo la forza propulsiva dei cartoonists ora Image Todd McFarlane ed Erik Larsen – Bags era ed è un artista assimilabile x segno ed atmo al papà del Dragon – e non interessava ai lettori + giovani con la sua vita di trentenne sposato. Oggi siamo abituati ai contini colpi di scena, ma allora affermare che il Pavido Parker ” in carica ” era un clone e che quello vero era stato on the road x anni era uno strike di quelli che di solito fermano i battiti dei giocatori nella bocciofila x un tempo sufficiente a digerire un ettolitro di chinotto.
    Peccato che la dirigenza Marvel di allora – forse prossima al chapter eleven, non ricordo – pasticciò le cose e concetti non male come Judas Traveller e gli Scrier siano stati depotenziati. Naturalmente come dice Steve King, Misery non deve morire ed i fans duri e puri chiesero di tornare indietro, ma la premesse x un rilancio erano interessanti e ci sono rimaste anche delle buone storie.
    Butler che arrivava da cose come The Budger aveva qualcosa di underground con il suo segno rotondo e pop. Fatte le debite proporzioni , era nel solco di Baldazzini o di Cinzia Leone. Lyle non piaceva nemmeno a me, ma de gustibus. Bags era cinetico ed inventivo e servito da inchiostratori come Larry Mahlstedt ( con lui anche sui New Warriors che furono un successo in parte inaspettato ) . Sa Buscema era il solito affidabile Sal. Darà il massimo su Spidey qualche anno dopo quando ispessirà le sue stesse chine, perdendo quelli involontari punti di contatto con il ns Rodolfo Torti ( vedi anche alcune tavole de Il Bambino Dentro ).

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