Editoriale Cosmo propone un gioiello grafico e narrativo di Chuck Dixon e Jorge Zaffino: WinterWorld! Non perdete le drammatiche vicissitudini di Scully e Winn, un uomo e una ragazza costretti a vivere in un futuro post-apocalittico!

Scriviamo questa recensione con immenso ritardo, dal momento che l’albo di cui mi occupo è uscito da parecchi mesi. Tuttavia, la qualità non ha scadenza e WinterWorld è un fumetto di qualità che piacerà agli estimatori della fantascienza. L’Editoriale Cosmo ha avuto l’indubbio merito di tradurre un gioiello pubblicato negli anni ottanta dalla statunitense Eclipse. Di fatto il volumetto include sia l’opera con tale titolo che il suo seguito, WinterSea.

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I due capitoli sono frutto della fantasia di Chuck Dixon che molti senz’altro conoscono per le sue numerose storie di Conan, di Batman, del Punitore e di altri importanti personaggi dei comic-book. La sua capacità di narrare vicende coinvolgenti caratterizzate dall’azione e dal ritmo sincopato è nota a tutti i suoi fan e anche nel caso di WinterWorld ha svolto un ottimo lavoro. Il fumetto potrebbe essere definito, come ho scritto, fantascientifico ma Dixon non ha utilizzato alieni, strane dimensioni e ambientazioni galattiche; e non ci sono nemmeno supereroi.

Il protagonista della story-line, Scully, è anzi un uomo qualsiasi costretto dalle circostanze ad affrontare numerosi pericoli per sopravvivere. Un non meglio precisato incidente, infatti, ha ridotto la terra in un’immensa distesa di ghiaccio e poche persone sono sopravvissute. Molte di esse a stento ricordano il passato e agiscono alla stregua di uomini primitivi riuniti in tribù in lotta tra loro. Scully tira avanti facendo il commerciante. Trova merci che possono essere oggetto di scambio e così sbarca il lunario.

Incontra però la piccola Winn, una ragazzina coinvolta in situazioni poco piacevoli, e tra loro si instaura un legame fatto di reciproco affetto. E non mancano le minacce rappresentate da schiavisti, cannibali e in generale individui privi di scrupoli che le circostanze hanno trasformato in veri e propri barbari. Scully, tuttavia, non è indifeso e se ne va in giro in compagnia di un feroce tasso addomesticato e Dixon si sbizzarrisce con inseguimenti e lotte senza esclusione di colpi. Di tanto in tanto, Winn fa riferimento alla sua famiglia e ad alcuni oggetti volanti (in pratica aerei) che per parecchi abitanti della terra post-disastro assumono una valenza quasi mitica.

I rapporti con la famiglia di Winn sono la tematica principale del sequel di WinterWorld e cioè WinterSea, sempre scritto da Dixon con maestria. L’autore si rende responsabile di testi e dialoghi efficaci e gioca con gli stilemi della fantascienza distopica, descrivendo al contempo un microcosmo claustrofobico popolato da uomini che hanno abbandonato ogni parvenza di civiltà, dando libero sfogo agli istinti più primordiali. Non è un’opera rivoluzionaria o innovativa ma una lettura di intrattenimento realizzata con innegabile mestiere. Inoltre, l’albo va segnalato per i disegni del compianto Jorge Zaffino.

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Il suo tratto è ruvido, sporco, valorizzato da suggestivi chiaroscuri. L’aggressività del suo stile è perfetta per la trama cruda di Dixon e in molte pagine si colgono echi di mostri sacri del calibro di Joe Kubert e di Alex Toth che rendono ancora più preziose le sue matite. Sono poi da tenere d’occhio i primi piani dei protagonisti.

Grazie a essi, il penciler rappresenta stati d’animo estremi e va altresì lodato l’inventivo lay-out che costituisce l’ulteriore punto di forza di WinterWorld.

L’albo è uscito da parecchio tempo ma è bene recuperarlo. Se avete quindi voglia di regalarvi una perla illustrata da uno dei più grandi disegnatori mai esistiti, WinterWorld è ciò che fa per voi.

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