Si intitola “Come la prima volta” la Premiere di The Walking Dead 6. Eppure, le cose stanno cambiando piuttosto in fretta.

Rick Grimes. Il nuovo leader di Alexandria.

Perchè già dai primi minuti della nuova stagione (e, ad onor del vero, anche dalle ultime puntate della precedente) si capisce chiaramente come ormai il potere decisionale sia finito tutto fra le mani dell’ex vice-sceriffo della contea di King (che simpatica coincidenza, per uno che adesso è l’assoluto sovrano di una società post-apocalittica).

Si, okay, c’è ancora Deanna alla guida della comunità, ma solo in apparenza. La docile e innocente signora di Alexandria è ancora scossa dalla morte del marito, e si trova in una situazione alquanto scomoda: sa che, se solo avesse dato retta ai consigli di Rick, a quest’ora sarebbe ancora felicemente sposata, perciò adesso si sente in dovere (anche un po’ inconsciamente forse) di parteggiare sempre e comunque per lui.

Questa sua indole a sottomettersi alle decisioni di Rick viene fuori durante la scena dell’assemblea, e sceneggiatori e regista non si limitano a suggerirla: la evidenziano, la sottolineano inquadrando il suo volto intimorito, mentre Rick alle sue spalla la guarda in attesa, impaziente di essere assecondato ma sapendo già di avere carta bianca.

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E per il nuovo capo di Alexandria si prospetta subito un problema da risolvere: un enorme gruppo di zombie è intrappolato in una cava nei pressi della cittadina, e da lì vanno spostati prima che qualcosa li attiri verso Alexandria mettendo a repentaglio la vita della comunità.

Da qui, la narrazione procede con una serie di montaggi alternati fra passato e presente: oggi il gruppo è alla cava, alle prese con l’operazione di allontanamento degli zombie; i flashback ci mostrano cosa è accaduto primo, partendo dall’arrivo di Morgan ad Alexandria per ricongiungersi alla scena iniziale.

Tutto molto semplice, e l’episodio (di 64 minuti netti) a livello di sceneggiatura fila via senza sbavature. Ora passiamo alle note dolenti.

Per cominciare, le recensioni d’oltreoceano avevano definito Come la prima volta un episodio “esplosivo”, ma di esplosivo c’è stato ben poco. La sola idea degli sceneggiatori di voler far compiere al gruppo questo enorme “pascolo di zombie” faceva già intuire dai primi minuti che di azione ne avremmo vista poca, e infatti così è stato. Interi minuti di calma piatta fatte di passeggiate dietro, ai lati o davanti al gregge di zombie, scortati o da Daryl in sella alla sua fedele motocicletta, o da Sasha e Abraham in auto, o attirati dai razzi segnalatori di Rick, Michonne e Morgan.

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In secondo luogo, fa storcere il naso la scelta della produzione di optare per l’effetto “bianco e nero” nelle scene dei flashback, effetto reso obsoleto nell’ormai lontano 2006 da un certo Lost. Forse avranno pensato che altrimenti sarebbe stato difficile seguire la storia e perdersi nella consequenzialità degli eventi, ma il fatto che passato e presente siano ambientati in due luoghi differenti (il passato ad Alexandria e il presente nei boschi e lungo le strade statali, tra l’altro infarcite di zombie) avrebbe scongiurato ogni equivoco.

Il risultato è una continua e fastidiosa alternanza fra l’accesa fotografia delle scene al presente e lo spento bianco e nero dei flashback, che si fa quasi intermittente verso il finale.

Okay, qualche uccisione di zombie, qualche cervello che salta in aria, ma alla fine dei conti poca, pochissima azione.

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Questo però non è necessariamente un male, soprattutto visto che i flashback, narrativamente parlando, infarciscono la puntata di ottimi dialoghi, introducendo nuovi personaggi, instaurando nuovi rapporti o sviluppando quelli a cui abbiamo imparato ad affezionarci: bello il confronto fra Rick e la nuova fiamma, Jessie, simpatici i siparietti di Eugene, interessante la nuova accoppiata-tutta-follia-e-stranezze Abraham/Sasha, commovente la capacità di Glenn e Laurie di perdonare anche i più vili.

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E poi c’è Morgan. Un personaggio che è tornato prepotentemente alla ribalta e che in questa stagione ricoprirà un ruolo fondamentale. Lui rappresenta la parte buona di Rick, quella parte che le avversità del mondo si stanno portando via a poco a poco. E’ interessante notare come l’ex vice-sceriffo si sia subito confidato con Morgan piuttosto che con Michonne o Daryl, ribadendo la stima, il rispetto e la fiducia che prova nei confronti della prima persona (viva) che ha incontrato nella sua nuova vita.

Vedremo come e quanto i due personaggi si  influenzeranno l’un l’altro.

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