Devil, l’uomo senza paura: le storie discusse e controverse di Ann Nocenti – RECENSIONE

Pubblicato il 27 Settembre 2015 alle 11:15

Arriva il secondo volume di Devil con le storie discusse e controverse di Ann Nocenti! Non perdete uno dei momenti più eversivi della lunga vita editoriale del Diavolo Rosso con episodi illustrati dal grande John Romita Jr.!

Quando ho recensito il primo volume del Devil scritto negli anni ottanta da Ann Nocenti avevo chiarito che non si trattava di un fumetto qualsiasi.

La lunga e discussa run di una delle sceneggiatrici più anti-convenzionali del comicdom, infatti, suscitò un putiferio negli Stati Uniti, a causa delle tematiche affrontate nel comic-book e delle prese di posizione dell’autrice che infastidirono i lettori più conservatori. Una cosa è innegabile: i testi della Nocenti erano poesia pura.

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Intensi, introspettivi, profondi, conferirono a Daredevil una maturità indiscutibile e fecero della serie del Diavolo Rosso una delle poche che potevano reggere il confronto con quelle Vertigo (e non a caso la Nocenti lavorò per la divisione editoriale adulta della DC).

Questo tp include i nn. 265/273 della testata originale e Ann conduce il personaggio in contesti e situazioni narrative impensabili. Si collega alle vicende del crossover Inferno, sviluppatosi negli albi mutanti. I demoni del Limbo hanno invaso New York, trasformandola in un mondo infernale. In realtà, questo è il pretesto che la Nocenti usa per descrivere in chiave metaforica la New York reale, invivibile per colpa del traffico, dello smog e dei suoi cittadini, di fatto più terribili dei diavoli. E in questa situazione un eroe guarda caso vestito da diavolo cerca di difendere i deboli, assumendo una valenza da Messia.

Devil però è un Messia non privo di debolezze, traumatizzato dalla relazione con la perversa Typhoid Mary e afflitto da un rimorso che lo porta ad abbandonare il grande amore della sua vita, Karen Page. E alla fine di Inferno, dopo un incontro con il demone Mefisto in una notte di Natale (è ciò che avviene nel n. 266, uno dei momenti più alti della gestione Nocenti) e uno scontro con Bullet, Devil compie un’azione mai vista prima: brucia tutti i suoi effetti personali e lascia Manhattan per sempre. Con un abito logoro e la barba lunga, si trasforma in una specie di Jack Kerouac che vaga per gli Stati Uniti, in pratica un uomo privo di identità che si aggira in un paese a sua volta privo di identità.

Dopo aver punito un uomo violento, Devil si imbatte in Brandy, una femminista che odia il padre per una serie di motivi. E’ qui che inizia la sequenza sui diritti degli animali e la Nocenti affronta il tema dei rapporti tra i sessi, del maschilismo e dell’animalismo con una forza espressiva dirompente che ricorda in parte Animal Man di Morrison. Fa apparire la splendida Numero Nove, donna creata artificialmente e quintessenza delle fantasie sessiste nonché lo spietato Shotgun. Include pure gli Inumani, riprendendo alcuni nodi narrativi rimasti in sospeso in una graphic novel da lei scritta e con essi sfiora il tema scottante dell’autodeterminazione femminile.

La Nocenti fa comunque interagire Devil con altri personaggi del Marvel Universe come Pyro e Blob, all’epoca membri della discutibile Freedom Force, e l’Uomo Ragno. E non mancano elementi occulti ed esoterici che ormai caratterizzavano Daredevil. Ci sono infatti l’onnipresente Mefisto che ha preso di mira Matt e suo figlio, il mostruoso Cuore Nero, che appare per la prima volta nel memorabile n. 270. Questi episodi sono il preludio della sequenza ambientata nel reame infernale di Mefisto, una delle story-line più trasgressive della collana e che speriamo di leggere in un prossimo volume.

I testi della Nocenti sono di matrice letteraria e i dialoghi hanno una profondità da brivido. Bisogna però anche lodare il bravissimo John Romita Jr. che, coadiuvato dalle chine del maestro Al Williamson, realizza uno dei lavori migliori della sua carriera. Rappresenta una New York oscura, sporca, spettrale, che pare uscita da una pellicola di Scorsese filtrata dalla sensibilità horror di John Carpenter. Il suo Devil evoca disperazione e smarrimento, con la barba incolta, l’espressione del volto fredda e imperturbabile, il lungo soprabito che lo rende una figura triste e solitaria. Brandy trasmette l’idea di una donna complessata che non sa reprimere l’aggressività e Numero Nove è una Barbie sexy e al contempo sconcertante.

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Non va trascurata la concezione grafica dell’orribile Cuore Nero che pare composto da macchie d’inchiostro di forma umanoide e dello stesso Mefisto che John raffigura nel modo in cui dovrebbe effettivamente essere un demone, cioè una creatura ributtante con tanto di lingua lunga e schifosa. E’ una versione lontanissima da quella classica di John Buscema, in seguito ripresa da numerosi penciler. Le scene d’azione sono poi di grande impatto visivo e valorizzate da piacevole dinamismo. Insomma, il Devil di Ann Nocenti e di John Romita Jr. è un must e non può proprio mancare nella vostra libreria. E lo scrivo pure stavolta: non è un fumetto qualsiasi. ‘nuff said!

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