Arriva una serie Image dalle atmosfere torride: Sunstone, scritta e disegnata dal croato Stjepan Sejic. Chi sono Ally e Lisa e quali sono i loro desideri più reconditi? La risposta si trova in questo volume targato Panini Comics.

Bisogna fare alcune premesse. Non ho nulla contro coloro che vivono la propria sessualità senza problemi. Non ho altresì nulla contro i prodotti artistici che fanno del sesso una delle tematiche dominanti. Indipendentemente dall’argomento, ciò che mi interessa è la qualità e se è presente non c’è stigma, dogma o pregiudizio che tenga.

Le premesse sono necessarie poiché Sunstone, opera scritta e disegnata dal croato Stjepan Sejic e pubblicata negli Stati Uniti dall’Image, non è di mio gradimento. Il giudizio negativo che esprimerò non è dato dal fatto che le protagoniste si concedano divertimenti bdsm. E’ bene chiarirlo perché in questi grami tempi di politically correct le accuse di bigottismo spuntano come funghi.

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Sunstone, in realtà, nasce come reazione a un blocco creativo che lo stesso Sejic non nasconde nella post-fazione di questo volume Panini Comics. Acclamato penciler di Witchblade, Ravine e altri apprezzati lavori, Sejic provò a superare la mancanza di ispirazione ideando due ragazze, Ally e Lisa, protagoniste di brevi episodi dalle atmosfere sexy che furono divulgate online e ottennero notevole apprezzamento. Sulla scia di tale riscontro, quindi, l’autore ritenne giusto pensare a una vera e propria serie e l’Image apprezzò l’idea. La versione cartacea di Sunstone ha in effetti avuto un incredibile successo e ciò la dice lunga sul livello del lettore medio americano.

Cosa c’è che non va in Sunstone? Innanzitutto, l’assoluta assenza di una trama. Ally è una ragazza che ama dominare mentre Lisa vorrebbe essere dominata. Per molto tempo tutto o quasi rimane nell’ambito di una fantasticheria ma la situazione cambia quando si conoscono in una chat. Man mano che il loro rapporto virtuale procede, si raccontano le reciproche fantasie e a un certo punto si incontrano realmente. Dopodiché danno libero sfogo ai loro desideri e nasce una profonda amicizia che assomiglia di fatto a un rapporto amoroso. Tutto qui. A parte ciò, non succede altro. Il massimo della banalità, insomma, per giunta raccontato con pagine e pagine inconcludenti e noiose.

Il grande limite di Sunstone è la mancanza di inventiva. Sejic non ha nulla da dire e tedia il lettore con dialoghi di impostazione quotidiana, interminabili, prolissi, che non coinvolgono, con l’unica eccezione di Alan, amico di Ally, perlomeno delineato con piacevole ironia. Lasciamo poi perdere gli insistenti luoghi comuni con affermazioni tipo ‘vivere la propria sessualità rende liberi’ e così via, talmente risaputi da risultare imbarazzanti. Insomma, la sceneggiatura è ciarpame maldestramente mascherato da presunta trasgressione che in sostanza è però solo desolante conformismo.

E, d’altronde, a chi potrebbe piacere Sunstone? A qualche nerd eccitato, forse, o alle donzelle che sbavano per le varie sfumature di grigio, convinte che si tratti di chissà quale esempio di eversione. Un altro elemento irritante è il tentativo dell’autore di compiere un’operazione ideologica, veicolando, in modo subdolo ma non sottile come forse crede, i dettami gender. Del resto, lo si coglie nelle affermazioni di Ally e Lisa sulla sessualità fluida, sul fatto che si può essere indistintamente maschi o femmine e via delirando. Mi basta questo, dunque, per bocciare Sunstone.

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Ed è un vero peccato perché per ciò che concerne i disegni abbiamo a che fare invece con un ottimo prodotto. Lo stile di Sejic è eccezionale. La raffigurazione mozzafiato della bellezza delle protagoniste è encomiabile, ogni tavola è valorizzata da uno story-telling creativo e il penciler realizza composizioni visive di grande effetto. Persino i balloon sono concepiti con forme particolari e molte pagine, eleganti e raffinate, rivelano influenze del design, della moda, delle arti figurative.

Purtroppo, però, i disegni non mi bastano per promuovere Sunstone, un fumetto bello da vedere ma pessimo da leggere.

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2 Commenti

  1. Io Sunstone non l’ho letto, né mi interessa leggerlo. Magari è davvero un cattivo prodotto, non ne ho idea. Però se leggo…

    il tentativo dell’autore di compiere un’operazione ideologica,
    veicolando, in modo subdolo ma non sottile come forse crede, i dettami
    gender.

    … mi cadono le braccia e perdo qualsiasi fiducia o stima in chi ha stilato la recensione.
    Stiamo parlando davvero di “ideologia gender”? Quella cosa che, è stato ribadito più volte, esiste solo nella testa dei complottisti e dei radicalisti religiosi più disinformati? Seriously? Dai, ma per favore… -_-

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