Io sono Ant-Man, il fumetto che ha ispirato il film – Recensione

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Arriva un corposo volume dedicato alle varie incarnazioni di Ant-Man! Scoprite le origini di Hank Pym e di Scott Lang e i momenti più salienti della loro esistenza in storie realizzate da autentiche leggende della Marvel!

Il successo delle pellicole cinematografiche dedicate ai personaggi Marvel ha contribuito a mettere sotto la luce dei riflettori anche eroi considerati minori, la cui fama non è paragonabile a quella dei grossi calibri come l’Uomo Ragno o gli X-Men.

E tra essi c’è Ant-Man. Sarebbe più corretto scrivere gli Ant-Men poiché nel corso del tempo ci sono stati vari giustizieri con questo nome. Panini Comics pubblica ora un corposo volume che include il materiale più rappresentativo incentrato su tali character.

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Il primo, storico Ant-Man fu Hank Pym, da considerare un eroe cardine del Marvel Universe. Creato dagli onnipresenti Lee e Kirby, fu di fatto il secondo supereroe Marvel, apparso subito dopo i celeberrimi Fantastici Quattro, e il suo serial ebbe un certo riscontro. Inoltre, la presenza di Pym nei Vendicatori, di cui fu uno dei membri fondatori, lo rese importante.

Tuttavia, la sua fu l’unica serie tra quelle del periodo classico a chiudere dopo pochi anni. Il personaggio non conquistò del tutto i lettori ma la sua costante presenza negli Avengers contribuì a renderlo comunque apprezzato.

Il volume si apre con il leggendario n. 27 di Tales to Astonish in cui Stan Lee e Larry Lieber, con i disegni del Re Jack Kirby, narrano le origini del Dr. Pym che vive un’avventura allucinante tra le formiche dopo essersi rimpicciolito.

C’è poi l’importantissimo episodio del n. 35 che costituisce il vero inizio della serie di Ant-Man con il protagonista che indossa per la prima volta il suo costume. Anche in questo caso a raccontare tutto sono i soliti Lee e Kirby. E c’è il n. 44 che vede l’esordio di Janet Van Dyne, la vanesia Wasp, grande amore di Hank, destinata a diventare uno dei componenti più importanti dei Vendicatori.

I nn. 59/60 di Avengers costituiscono invece la nascita del Calabrone, una delle tante identità di Hank Pym, uomo dalla personalità decisamente instabile. I grandi Roy Thomas e John Buscema narrano uno dei momenti più strani della vita di Pym che culmina nel matrimonio con la bella Wasp, con tanto di Circo del Crimine di Ringmaster che tenta di rovinare la festa.

I nn. 195/196 di Avengers invece vedono, tra le altre cose, una delle prime collaborazioni del Calabrone e di Scott Lang, il secondo Ant-Man, impegnati a sventare, insieme agli altri Vendicatori, le macchinazioni di Taskmaster. I testi sono di David Michelinie, creatore di Scott, e i disegni del mitico George Perez.

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Il n. 213 di Avengers, scritto da Jim Shooter e purtroppo disegnato da un non eccelso Bob Hall, rappresenta la fase più tragica della vita di Hank. Il Calabrone, infatti, dopo aver subito un crollo nervoso, aver picchiato Wasp e ingannato il team, viene cacciato dalla squadra di supereroi più potente del Marvel Universe, con esiti devastanti.

I nn. 47-48 di Marvel Premiere, invece, presentano le origini del secondo Ant-Man. Si tratta di una vicenda godibile delineata da Michelinie e impreziosita dalle matite dell’impeccabile John Byrne.

Michelinie, coadiuvato da Bob Layton ai testi, si occupa pure del n. 133 di Iron Man in cui Scott, nella sua identità di Ant-Man, aiuta Testa di Ferro in un’avventura che coinvolge anche l’iracondo Hulk.

Alle matite c’è un efficace Jerry Bingham dal tratto vagamente adamsiano. Si continua poi con storie più recenti: il n. 7 di Heroes for Hire, la bizzarra squadra di supereroi che vide per un periodo Scott tra i suoi componenti, è imperniato sul team che affronta i Devianti e il Super Adattoide. I testi sono dell’efficace John Ostrander e i disegni dell’incisivo Pasqual Ferry.

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E si procede con la controversa miniserie Ant-Man & Wasp in cui Tim Seeley introduce il terzo Ant-Man, Eric O’Grady, e Hank Pym nel ruolo di Wasp (idea, a mio parere, discutibile), intenti a lottare contro Black Fox e l’associazione terroristica A.I.M. I testi e i disegni di Seeley sono di livello medio.

E il volume si conclude con il one-shot Avengers Origins: Ant-Man & Wasp. Qui Roberto Aguirre-Sacasa rinarra in chiave moderna le origini di Hank e Janet, assistito dai dipinti di Stephanie Hans. Il libro propone quindi materiale eterogeneo e nel complesso valido e ha il merito di evidenziare i molteplici aspetti e le incarnazioni di eroi a volte sottovalutati. Da provare.

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1 commento

  1. Sarà per motivo di spazio, ma non capisco perchè non viene mostrato come O’Grady ottiene la tecnologia da Ant-Man, ma invece spiegano le vicende successive. Per non parlare della *ALLARME SPOILER* morte di Scott Lang, e tutto quello che succede dopo con Cassie indispensabili per un lettore che vuole iniziare a comprare e comprendere le testate di Ant-Man (quelle ALL NEW MARVEL NOW) perchè parliamoci chiaro, questo volume nasce in vista del film di Scott Lang come Ant-Man il quale ha permesso anche di rilanciare l’eroe in campo fumettistico

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