Cosa succede quando Nick Fury, il più grande agente segreto della Marvel, scopre che il suo peggior nemico è il consiglio direttivo dell’agenzia di spionaggio da lui stesso diretta? La risposta è nella miniserie Nick Fury vs. Shield!

Quando nei primi anni sessanta Stan Lee stava estasiando i lettori con l’Uomo Ragno, i Fantastici Quattro, Thor, Iron Man e gli altri straordinari personaggi della Casa delle Idee, i supereroi erano da poco tornati di moda dopo un lungo periodo di oblio e non c’erano certezze sulla durata di tale trend. Di conseguenza, il Sorridente realizzò serie di diverso genere, allo scopo di attirare altre tipologie di lettori. Uno dei mensili più di successo fu Sgt. Fury and His Howling Commandoes, comic-book di guerra incentrato sulle vicende del Sergente Nick Fury, impegnato a combattere i nazisti durante il Secondo Conflitto Mondiale.

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Grazie non solo ai testi di Lee ma pure agli splendidi disegni del Re Jack Kirby, la testata ebbe molto seguito. Lee, tuttavia, considerava ogni mensile Marvel parte di un universo coeso e fece apparire Nick Fury in uno storico episodio di Fantastic Four, rivelando che l’uomo, dopo la fine della guerra, era diventato agente della CIA. In quell’occasione, peraltro, esordiva pure il terribile Seminatore d’Odio/Adolf Hitler che in seguito diverrà una delle nemesi principali di Nick Fury.

La sua apparizione in epoca moderna incuriosì i fan e Lee varò Nick Fury Agent of SHIELD che narrava le avventure di Nick come direttore dell’agenzia spionistica SHIELD. Il comic-book era un ottimo esempio di spy story e vantava personaggi intriganti come il fido Dum Dum Dugan, la splendida Valentina Allegro De La Fontaine, Jasper Sitwell e Gabe Jones. Quando poi l’albo fu scritto e disegnato dal rivoluzionario Jim Steranko, entrò a pieno titolo tra le pietre miliari della Marvel e dell’intero fumetto americano.

L’abbandono di Steranko però provocò un brusco calo di vendite e il mensile chiuse. Ma Nick Fury fu onnipresente e non esiste serie Marvel in cui non sia apparso. Anche perché l’agenzia spionistica SHIELD è uno dei concetti più rilevanti dell’universo narrativo creato da Lee, Kirby e Ditko e tuttora gioca un ruolo cruciale nelle varie saghe. Nei primi anni ottanta, nel clima di revisionismo imperante, in parecchie storie si videro agenti SHIELD agire in maniera discutibile e il culmine si ebbe nella graphic novel She-Hulk di John Byrne. Qui un perplesso Dum Dum si confidava con la bella Jennifer Walters, dichiarandosi perplesso dai metodi dello SHIELD e facendole capire che forse c’era qualcosa di marcio.

Nick Fury vs. Shield back cover

Da questo dettaglio parte il bravo Bob Harras per narrare una storia sconvolgente pubblicata nella seconda metà degli anni ottanta nella miniserie Nick Fury vs. Shield, proposta ora in volume da Panini Comics. L’atmosfera della story-line è cupa, drammatica, ricca di suspense e pathos e alla fine niente sarà più come prima. In apparenza, tutto procede come di consueto. Il burbero e volitivo Nick dirige lo SHIELD e cerca di difendere il mondo dalle minacce terroristiche sempre in agguato. Ma lentamente incomincia a notare qualcosa di strano.

Fury, pur essendo il direttore dell’agenzia, è alle dipendenze di un consiglio segreto che stabilisce quale deve essere la linea di condotta dello SHIELD. Ma che succede se all’improvviso Nick si accorge che non ci si può più fidare dei suoi componenti? E se questi uomini misteriosi non fossero mai stati ciò che sembrano? Nel giro di breve tempo Nick scopre l’esistenza di un terribile complotto che coinvolge non solo lo SHIELD ma pure settori deviati dell’esercito e del governo statunitensi e multinazionali senza scrupoli. E i suoi insidiosi avversari, nel tentativo di fermarlo, costruiscono false prove contro di lui. Di colpo, Nick Fury diventa il nemico numero uno dell’agenzia spionistica più potente del Marvel Universe.

Significa quindi che persino i suoi fidati amici gli danno la caccia e, in ossequio all’atmosfera di ambiguità morale tipica di una spy story, i compagni di una vita e persino la donna amata da Nick diventano a loro volta avversari pronti a tradirlo. Harras scrive una sceneggiatura coinvolgente, adulta nei toni, malinconica e introspettiva e nello stesso tempo ricca di azione e colpi di scena. In pratica, inserisce lo SHIELD in un contesto più credibile, lontano dall’impostazione solare ed edulcorata dell’era di Stan Lee, e lo fa scrivendo testi e dialoghi magistrali.

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L’unica nota negativa di Nick Fury vs. Shield è data dai disegni di Paul Neary che forse alcuni ricordano per le numerose storie di Captain America da lui realizzate negli anni ottanta. Il suo tratto è grezzo e dimesso. Risulta comunque efficace e funzionale e il risultato complessivo è accettabile. Forse però una miniserie dirompente come questa sarebbe stata valorizzata da un penciler di maggiore impatto visivo. In ogni caso, il volume è imperdibile sia per i fan di Nick sia per gli estimatori delle spy story. Da provare.

Nick Fury vs. Shield

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