Arriva finalmente in Italia un’opera che si preannuncia come una delle più sorprendenti degli ultimi tempi!!

L’incipit di una storia ci dice molto. L’autore, attraverso l’incipit, ci fa capire che tipo di storia stiamo andando a leggere, in che modo questa storia verrà raccontata, e nel far questo deve catturare l’attenzione del lettore, per convincerlo a seguire la storia o per non fargli abbandonare la lettura dopo poche pagine.
Ecco, l’incipt di Black Science è da manuale: le prime pagine di questo volume sono confuse, ma nel senso positivo del termine: la lettura, letteralmente turbinosa, ci catapulta nelle vicendedi Grant McKay, che sembra essere stato trasportato su un posto decisamente diverso dalla nostra Terra.

In un paesaggio bellissimo ma terrorizzante, circondato da rane antropomorfe e piuttosto decise nel lanciare raggi elettrici, non sappiamo ne chi sia ne cosa sia successo a Grant, ma non possiamo fare a meno di seguirlo nella sua folle fuga. L’atmosfera sembra quella di un fumetto pulp/sci-fi degli anni ’70, solo che regna un grosso senso di angoscia per il destino del protagonista e degli altri personaggi, letteralmente terrorizzati dall’incubo che stanno vivendo.

Non ci sono spiegoni che ammazzano il ritmo di lettura: solo una serie di pagine da cui, come detto, è difficile staccarsi. Ovviamente, andando avanti col volume, avremo lentamente accesso a più informazioni sui personaggi e su cosa sia loro successo, anche se i misteri non vengono risolti in maniera spiccia, ma anzi aumenteranno soprattutto a metà volume.

Quando il ritmo rallenta, inevitabilmente, veniamo a sapere di cosa sia davvero successo a Grant e alla sua famiglia, visto che tra i tanti ad essere trasportati in questa dimensione folle ci sono anche i suoi figli. Sarbebe inutile tentare d iriassumere la trama di Black Science: basti sapere che i portagonisti passeranno tra una realtà all’altra, ognuna di essere originale ma assolutamente folle e soprattutto pericolosa.

A portare avanti la storia non saranno solo le varie realtà alternative, ma anche l’evoluzione dell’intricata rete di relazione dei personaggi: di ognuno scopriremo lentamente il passato, e sicuramente più di un segreto si cela tra le loro fila….uno dei più interessanti sembra essere proprio Grant, il protagonista: geniale scienziato ma anche assolutamente inadeguato alla situazione in cui si trova: abituato ad una vita sedentaria, prenderà inoltre una serie di decisioni discutibili che metteranno spesso a rischio la vita dei suoi compagni.

Del resto la spedizione in queste dimensioni alternative non era programmata, e nessuno dei personaggi sembra ovviamente essere preparato psicologicamente ad una situazione del genere. Come se non bastassero i pericoli esterni, ci saranno anche tradimenti interni a complicare le cose…

Insomma due filoni di trama che si fondono splendidamente, rendendo le circa 180 pagine del volume una lettura che non concede molte soste: Remender è eccezionale nella gestione dei flashback, frammentari e mai eccessivamente chiari, come se fossero brevi flash da una realtà ormai lontana.

Ma Black Science non sarebbe lo stesso senza l’eccezionale lavoro di Matteo Scalera ai disegni e di Dean White ai colori: il tratto di Scalera non è spigoloso ma rende perfettamente i toni e le atmosfere della storia: i personaggi sono caratterizzati benissimo, ogni anatomia è ben riuscita e riesce a rendere il disagio e pericolo in cui si trovano.

Ottimo l’equilibrio tra stilizzazione e aggiunta dei dettagli: non si ha mai l’impressione di trovarsi davant iqualcosa di iper-definito, ma neanche a degli abbozzi. Meglio ancora fa Scalera quando si tratta di tracciare le architetture o le creature bizzarre che la “scienza nera” ha portato alla luce: che si tratti di rane giganti o indiani con armi laser, Scalera crea atmosfere fantastiche senza cadere nel ridicolo o nel trash eccessivo.

Insomma, la sinossi di Black Science può lasciare perplessi, ma penso che una volta iniziata la lettura del volume sarà impossibile staccarsi dalle tormentate vicende dei viaggiatori inter-dimensionali di questo fumetto: l’unico problema sarà davvero aspettare il prossimo numero.

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