Autori: Toshiki Inoue (storia), Koushi Rikudou (disegni).
Casa editrice:
Star Comics.
Provenienza:
Giappone.
Prezzo:
5,00 Euro.
Note:
224 pag., b/n e colore (6 pag. iniziali), brossurato con sovracopertina, mensile da ottobre 2010 (su “Storie di Kappa” 185), per un pubblico maturo.


In un imprecisato futuro, apparentemente molto prossimo, esistono singolari robot chiamati machine in grado di esaudire i desideri di coloro che decidono di possederli, in cambio però richiedono una dedizione così totale che innamorarsi di un’altra persona potrebbe rivelarsi un tragico errore; la giovanissima Maria Gari è la discendente di una antica famiglia, che ha come missione proprio quella di fronteggiare ed eliminare queste terribili minacce, i quali sono in grado di assumere diverse forme (anche umane).

Tuttavia, come ben presto scoprirà, Maria non è la sola ad occuparsi così efficacemente di questo problema, anche altri misteriosi individui sono impegnati in queste dure lotte; il loro capo in particolare, l’apparentemente frivolo Shizuma, è al momento impegnato a stanarne uno che sta mietendo vittime in un liceo (singolare il fatto che queste macchine spesso uccidano staccando un blocco del corpo, solitamente il volto, con alcune loro strane propaggini).

Un manga curioso, questo Mebius Gear, un po’ hentai, un po’ commedia scolastica, un po’ boys’ love (storie d’amore tra uomini!), un po’ horror/splatter, molto action, il tutto condito con una certa dose di fantascienza; detto così sembrerebbe un minestrone indigesto e improponibile, in realtà si presenta con questo miscuglio di generi, quasi bizzarro, ma decisamente curioso, soprattutto perché l’amalgama alla fine pare funzionare.

I due protagonisti infatti sono portati di volta in volta a cambiare contesto, a seconda di dove compare l’ennesima minaccia; ne segue spesso una sorta di indagine tesa a capire dietro a chi si nasconda il machine, ovvero con chi abbia stretto il patto, la quale però consente agli autori di spaziare appunto tra diversi generi in maniera, almeno per quanto visto finora, abbastanza interessante.

L’indagine al liceo infatti si tinge molto opportunamente dei toni di una scanzonata commedia scolastica, pur mantenendo costante l’allerta per il pericolo incombente, con qualche disgressione anche un po’ spinta (infatti la copertina reca l’indicazione “per un pubblico maturo”); la vicenda si sposta poi nel dorato e infido mondo della moda, non risparmiando anche qui intrecci sentimentali, scene di sesso e parecchio splatter, e così via di machine in machine andando a toccare di volta in volta generi diversi.

Restano centrali ovviamente i due protagonisti, il loro passato misterioso, le loro abilità non ancora del tutto svelate al lettore (Maria sembra governi a sua volta uno di questi machine, che infatti chiama Dogura, quindi in teoria se si innamorasse potrebbe correre grossi pericoli pure lei); alla fine poi, nuovi personaggi sembrano profilarsi all’orizzonte e qualche mistero sembra cominciare a svelarsi.

Molto buono anche l’aspetto grafico, con disegni molto curati eccetto che durante le concitate scene di combattimento; in quel caso i problemi sono due, innanzitutto lo stranissimo mecha-design di questi machine, tanto affascinante quanto complesso, e quindi difficilmente gestibile nelle scene più concitate, e secondariamente le onomatopee che spesso coprono, seppure in trasparenza, gran parte della vignetta, contribuendo alla confusione (con l’aggiunta delle traduzioni in loco seppure in piccolo, insomma, il massimo per incasinare la lettura).

Edizione Star Comics negli standard, carta non proprio pregiatissima, buona la stampa del b/n e dei grigi, non proprio ideale quella del colore, anche se parliamo di poche pagine; buono anche il prezzo, visto che le pagine sono oltre 200 e c’è anche la sovracopertina (in questo caso apprezzabile sia per robustezza che per la grafica), l’adattamento e la traduzione paiono funzionare, ma resta la pecca delle onomatopee non adattate che in questo caso contribuisce a creare qualche difficoltà nella lettura.


Voto: 7 e 1/2

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1 commento

  1. Piu’ o meno d’accordo col recensore, tranne che per la qualita’ di stampa secondo me pessima. Basta guardare una linea obliqua per notare che non e’ uniforme, tanto piu’ se confrontata con la preview online sul sito della star.

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