Autori: Adam Beechen (testi); Ryan Benjamin (disegni); John Stanisci (chine); David Baron (colori); Dustin Nguyen (copertina).
Casa editrice: DC Comics.
Provenienza: USA.
Prezzo: $ 2.99


Gotham City avrà sempre bisogno di un Batman. Una legge drammatica che sancisce una crociata senza fine. Il futuro che attende un uomo duro, cupo e ossessionato dalla sua missione come Bruce Wayne non può che essere segnato dalla solitudine, in una caverna vuota, abbandonato dai suoi alleati e con la sola compagnia del fido cane Asso. Per una serie di fortuite circostanze, una tuta hi-tech di Batman finisce nelle mani del giovane  ribelle Terry McGinnis che diventa così il nuovo allievo di Bruce e ne raccoglie l’eredità come protettore di Gotham.

É quanto viene raccontato in Batman Beyond, la serie tv creata nel ’99 da Paul Dini e Bruce Timm, conosciuta in Italia con il titolo Batman of the future, e costituita da tre stagioni più il film d’animazione Batman beyond – Il ritorno del Joker. Nel lungometraggio, Tim Drake, che in gioventù era stato il terzo Robin, impazzisce a causa di un microchip impiantatogli all’epoca dal Joker e tenta di distruggere la città con un raggio satellitare prima di essere fermato e salvato da Batman e Barbara Gordon, che ha ereditato dal padre la carica di commissario.

É da qui che parte questa miniserie a fumetti di sei numeri, scritta da Adam Beechen e disegnata da Ryan Benjamin, che inserisce Batman beyond nella continuity ufficiale del cosmo DC. Hush fa la sua ricomparsa ed inizia ad uccidere gli avversari del Batman originale. Sotto le bende che coprono il volto del killer, però, non c’è più Tommy Elliot, ossessionato dalla gelosia e dalla sete di vendetta verso l’amico d’infanzia Bruce, bensì qualcuno che conosce altrettanto bene i segreti del Cavaliere Oscuro. Guidato, o meglio, spronato nelle indagini dal suo severissimo mentore, il giovane Batman si scopre insofferente al suo guinzaglio e alla sua inflessibilità. Nonostante i ruvidi contrasti che ne conseguono, però, Terry riesce a far fronte al suo dovere, conducendo una lotta senza sosta, a scapito della sua vita privata, ostacolato da un’ambigua Catwoman e coadiuvato nella ricerca da Tim e da Dick Grayson, il primo Robin, divenuto successivamente Nightwing, la cui separazione da Bruce ha lasciato strascichi rancorosi.

La trama imbastita da Beechen, pur non brillando per originalità, tocca con grande efficacia tutti i punti nevralgici della mitologia di Batman. La figura più interessante è proprio quella dell’anziano Bruce, il cui bisogno di sfuggire alla solitudine inizia finalmente ad aprire delle crepe, seppure appena percettibili, nel guscio di cinismo in cui si è chiuso. La soluzione del mistero va a sfociare proprio nei temi dell’eredità del manto del pipistrello e del perenne bisogno della città di essere protetta dal suo eroe, due argomenti trattati ed approfonditi da Grant Morrison nel corso della saga Batman R.I.P., sviluppata nei mesi scorsi sulle serie regolari del personaggio.

Il tratto spigoloso e affusolato di Benjamin funziona bene richiamando solo vagamente l’aspetto grafico della serie animata e costruisce, con la complicità delle fredde tonalità cromatiche di Baron, una Gotham al neon possibilmente più dark e degradata di quella di quarant’anni prima, che ci fa sentire a nostro agio solo nel calore familiare della bat-caverna. Più stilizzate, invece, le copertine dell’ormai celebre Dustin Nguyen.

Miniserie interessantissima, il cui successo fa da apripista alla serie regolare che partirà a gennaio, Batman beyond, oltre a raccontare il rinnovamento di un’icona, presenta con ottima sensibilità l’evoluzione dei rapporti umani e della più intima emotività di un personaggio che pur invecchiando non perde il proprio vigore.


VOTO:  7,5

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