Recensione: La Notte Più Profonda – Adventure Comics

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Autori: Geoff Johns, Sterling Gates, Tony Bedard (testi), Francis Manapul, Jerry Ordway (disegni)
Casa Editrice: Planeta De Agostini
Provenienza: USA
Prezzo: € 17, 95, 16,8 x 25,7, pp. 200


Adventure Comics è un mensile che definire storico, per ciò che concerne la DC e, più in generale, il mercato fumettistico statunitense, è un eufemismo, essendo contemporanea alle celeberrime Detective Comics (che introdusse Batman) e Action Comics (che presentò Superman). E,.al pari delle suddette testate, Adventure Comics ebbe l’indubbio merito di far esordire characters importanti del DC Universe come Sandman, Hourman, Starman e molti altri, tra i quali bisogna menzionare soprattutto Superboy e la Legione dei Super-Eroi.

Il comic-book fu chiuso nel 1983 ma attualmente, approfittando dello splendido cross-over ideato da Geoff Johns, Blackiest Night, i vertici DC hanno varato una nuova versione del mensile, concentrandosi principalmente su Superboy. Ma di quale Superboy stiamo parlando? Questo tp, che comprende i nn. 1-7 del serial, ha come protagonista Conner Kent, l’attuale Superboy. Ma esiste anche un altro personaggio a lui legato, il terribile Superboy Prime, che Geoff Johns aveva ripescato nella stupenda miniserie Crisi Finale – La Legione dei Tre Mondi.

Sceneggiatore delle storie è il prolifico Johns, ormai autentico deus ex machina della DC, che intesse una vicenda imperniata, appunto, su Conner. Almeno in principio, Johns opta per un’atmosfera intimista, basata sui tormenti interiori di Conner e sulle sue incertezze e insicurezze. Il giovane, infatti, è un clone di Superman ma anche del suo acerrimo nemico Lex Luthor: in pratica, il suo dna comprende geni dell’Uomo d’Acciaio e geni del perfido criminale. Tale consapevolezza spinge Conner a farsi domande su se stesso e sulle sue inclinazioni e tali quesiti lo tormentano, soprattutto quando si trova costretto a confrontarsi proprio con Luthor, coadiuvato dal suo alleato Red Robin e dalla sua ragazza Wonder Girl.

Per giunta, collegandosi parzialmente alle attuali vicende di Batman e ad altri eventi del DC Universe, Johns ci rivela particolari impensabili sul passato di Lex e della sua famiglia, in maniera decisamente intrigante. Ma, dopo il primo story-arc, Johns, stavolta assistito dai colleghi Bedard e Gates, si addentra nelle vicissitudini de La Notte Più Profonda, riportando in scena Superboy Prime e rievocando addirittura il classico Crisis On Infinite Earths, per giunta non esimendosi dal fare, di tanto in tanto, una satira sulle convenzioni delle storie super-eroistiche e sul comicdom (basti pensare alla sequenza di un incazzatissimo Superboy Prime che arriva negli uffici della DC e spacca tutto!), con commenti sarcastici su Internet e altre caratteristiche del mondo contemporaneo.

Johns, nel complesso, ha realizzato un buon prodotto, anche se ha fatto di meglio in altre occasioni, e a volte ci sono, a mio avviso, lentezze che appesantiscono un po’ il ritmo della narrazione. E la parte grafica è discontinua: Francis Manapul è certamente un penciler efficace ma diverse pagine, secondo me, avrebbero potuto essere impostate in maniera più certosina, dal punto di vista dei dettagli e delle figure umane, sovente poco rifinite.

Diverso il discorso per il grande Jerry Ordway, che illustra i capitoli su Superboy Prime, e che ci regala un’ottima prova illustrativa, con interessanti lay-out delle tavole, un uso abile dei giochi d’ombra e delle proporzioni; insomma, con uno stile perfetto per una storia di super-eroi dai forti toni fantascientifici. In ogni caso, il volume è un tassello importante de La Notte Più Profonda e degli ultimi sviluppi del DC Universe e può valere un tentativo.


Voto: 7

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