Ghost Rider: la strada per la dannazione, recensione Marvel Best Seller

Pubblicato il 3 Febbraio 2015 alle 10:15

Panini Comics ripropone una graffiante miniserie di Ghost Rider che ha fatto conoscere il talento mozzafiato di Clayton Crain! Non perdete un’avventura di Johnny Blaze narrata dall’iconoclasta per eccellenza dei comics: l’irlandese Garth Ennis!

GHOST RIDER LA STRADA PER LA DANNAZIONE

Ghost Rider è un personaggio di culto della Marvel. Creato all’inizio degli anni settanta da Roy Thomas, Mike Friedrich e Mike Ploog, il motociclista dal teschio infuocato colpì immediatamente i lettori grazie al tono horror delle sue avventure che si discostava da quello solare di tanti mensili della Casa delle Idee. Era un motociclista che faceva un patto con il diavolo allo scopo di salvare il patrigno da un male incurabile. Ma veniva poi ingannato e, dopo essersi rifiutato di tenere fede all’accordo, il Maligno lo trasformava nello Spirito della Vendetta, un essere dallo scheletro infuocato che guidando una moto si confrontava con minacce di tipo demoniaco.

La serie si collegava all’immaginario degli Hell’s Angels e dei gruppi di biker che all’epoca preoccupavano l’opinione pubblica statunitense. E nelle prime storie c’erano riferimenti alle sette sataniche sul genere della Church of Satan di Anton LaVey, ai gruppi guidati da guru stile Charles Manson e alle pellicole sulla falsariga de ‘L’Esorcista’. Ghost Rider fu quindi un comic-book anomalo ma nel corso degli anni le situazioni narrative divennero più banali ed edulcorate e lo stesso Johnny Blaze iniziò ad interagire con i supereroi marvelliani, militando nella fila dei Campioni. Il character perse il carisma iniziale e la sua testata giunse al capolinea.

Bisognò attendere gli anni novanta per un revival, sebbene in principio la Marvel propose un sostituto di Ghost, il giovane Danny Ketch. Ma per molti il vero Spirito della Vendetta rimane Johnny Blaze e pochi anni fa la Casa delle Idee decise di recuperarlo con una miniserie uscita per la linea Marvel Knights che adesso Panini ristampa in versione economica. Si tratta di un’iniziativa meritoria poiché abbiamo a che fare con un prodotto pregevole. Non a caso lo sceneggiatore è il trasgressivo Garth Ennis, autore del discusso Preacher e altri gioielli Vertigo.

Ennis ha un’ispirazione blasfema e ha spesso affrontato tematiche legate al misticismo e all’occultismo in maniera irriverente. E in Ghost Rider l’irriverenza abbonda, tanto che, da un certo punto di vista, sembra quasi di leggere un fumetto DC. Il DCU, infatti, sovente presenta nei suoi albi angeli, demoni e riferimenti biblici e mistici in maniera senz’altro più ricorrente della Marvel, il cui universo è più razionale e fantascientifico. All’inizio della storia, Ghost Rider si trova all’inferno e cerca disperatamente di andarsene.

Un angelo gli consente di fuggire, a patto però che dia la caccia a Kazann, un demone che sta per giungere sulla terra e imporvi il proprio dominio. Messa così, la cosa sembra chiara. Ma non tutto è ciò che appare. Ennis delinea una story-line imperniata sulle macchinazioni di due angeli dalle finalità inquietanti. E’ inoltre difficile stabilire chi siano i buoni e i cattivi, dal momento che alcune creature celesti hanno metodi persino più discutibili di quelli dei demoni. Per giunta, a più riprese si accenna a una guerra costante e silenziosa tra Inferno e Paradiso e i ruoli dei vari agenti coinvolti nel dissidio sono ingannevoli.

Ennis si sbizzarrisce inserendo poi nella trama uno spietato uomo d’affari dedito al satanismo seguace di Kazann e un sacerdote che nasconde peccati inconfessabili. Tramite essi, l’autore denuncia l’ipocrisia della Chiesa e l’arroganza e la mancanza di scrupoli degli ambienti economico/finanziari degli Stati Uniti. Lo fa scrivendo testi intensi, lirici ed evocativi e dialoghi spassosi caratterizzati dal sarcasmo e dall’attitudine pulp apprezzati dai suoi fan. Ma la miniserie è valida anche per i disegni dello spettacolare Clayton Crain.

Il suo stile pittorico è mixato a splendidi effetti digitali che rendono ogni tavola un autentico trip visivo. Crain realizza una versione minacciosa e intrigante di Ghost Rider e raffigura gli oscuri paesaggi infernali, i tenebrosi uffici degli executives coinvolti in riti innominabili e le orribili mostruosità partorite dalla mente malata di Ennis con un talento mozzafiato. Ma pure le figure eleganti e maestose degli angeli risultano comunque ostili e intimidenti. In poche parole, questo è un lavoro di grande livello. Da provare.

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