Autori: Tim Seeley (testi), Nate Bellegarde (disegni)
Casa Editrice: Edizioni Arcadia
Provenienza: USA
Prezzo: € 6,00, 16,8 x 25,8, pp. 48


A volte mi piacerebbe capire cosa c’è nella scatola cranica di certi autori di fumetti. Non tanto perché alcune idee che esprimono sono stravaganti; ma più che altro perché vorrei tanto scoprire quale tipo di processo psicologico li stimola e perciò rivolgerei loro una semplice, ma fondamentale, domanda: come ti è venuto in mente? Ed è senz’altro ciò che chiederei a Tim Seeley, sceneggiatore noto per Hack/Slash, e che ha inoltre pubblicato per la Image questo Loaded Bible, attualmente proposto in Italia dai tipi di Arcadia.

Sinceramente, anche ai boss della Image andrebbe posta una domanda, e cioè, ma come vi è passato per la testa di propinare questa roba? Partendo, comunque, dal presupposto che negli Stati Uniti, specie quelli più reazionari, una malintesa concezione della religiosità, di stampo fondamentalista e bigotto, dilaga, ha senso cercare di fare una satira di tale realtà.

E l’intento di Loaded Bible è ovviamente satirico e probabilmente Tim Seeley si è posto anche l’obiettivo della provocazione. E si deve essere detto: cosa c’è di più provocatorio di un fumetto con Gesù protagonista, inserito in un contesto quantomeno improprio? D’altronde, ricordiamoci che anni fa Rick Veitch fu censurato dalla DC Comics poiché, in un episodio di Swamp Thing, si era permesso di disegnare il Nazareno.

Ma dovremmo pure ricordarci di Preacher, che in quanto a blasfemia e carica eversiva non era secondo a nessuno e che, in ogni caso, era caratterizzato, a mio parere, da indubbia qualità. Nel caso di Loaded Bible, la qualità c’è? Prima di rispondere, vediamo il contesto della narrazione. Siamo in una terra futura, devastata da un olocausto nucleare. A parte una comunità umana che vive a New Vatican City (!!!), il pianeta è dominato da una stirpe di vampiri (è inutile, i succhiasangue, come gli zombi, ormai sono dappertutto!).

Gli esseri umani, però, sono protetti da un eroe: un guerriero invincibile e coraggioso che risponde al nome di Gesù H. Cristo. Proprio così, il Figlio di Dio è il character principale di questo comic-book che definire demenziale è un eufemismo.

Metto le mani avanti: non mi scandalizzo. Non sono un baciapile. Mi piace la satira religiosa. Pochissime cose, a livello creativo, mi sembrano blasfeme. E adoro le provocazioni, se sono intelligenti e qualitativamente valide. Ma in Loaded Bible di intelligente non c’è niente. E la validità, per rispondere al quesito di prima, è inesistente: i testi sono insipidi, i dialoghi risaputi e pieni di cliché. E l’idea di fondo è di cattivo gusto.

Peraltro, la parte grafica, appannaggio di Nate Bellegard, è pessima e il disegnatore ha un tratto legnoso e standardizzato che, francamente, non mi ha reso sopportabile il tutto. Perciò, con buona pace di Stefano Caselli, autore dell’entusiastica post-fazione del volume, secondo me Loaded Bible è un allucinante passo falso della Image e non credo, almeno a giudicare dalla prima uscita, che valga la pena lodarlo.

Tuttavia, per scrupolo, mi sorbirò anche il capitolo successivo, sperando che la story-line in questione si evolva e diventi più interessante. D’altronde, Cristo rappresenta anche la speranza e questa, a differenza dei vampiri che possono essere trafitti con un paletto di frassino, è sempre l’ultima a morire.


Voto: 4

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